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Per i numerosissimi fan dei Tool in giro per il mondo, la consolazione è quella di non aver dovuto attendere 10mila giorni per un nuovo disco, come da titolo del precedente album edito nel 2006. Bensì circa la metà. Sono trascorsi infatti ormai 13 anni fra i due capitoli: se già nella storia sono tantissimi, con i tempi della discografia e del mondo dello spettacolo di oggi si tratta praticamente di un’era geologica. Eppure alla fine, dopo continui rinvii, annunci, abboccamenti, piste morte e si dice che, Fear Inoculum è stato partorito. Il quinto album (appena) dei Tool in quasi 30 anni di carriera si annuncia perciò come il disco più atteso (letteralmente!) del decennio. E non solo per chi segue le vicende della musica rock, a giudicare dal seguito e dall’entusiasmo – dal vivo e online – che sta suscitando ormai da tempo questo nuovo capitolo del quartetto statunitense. Il nostro viaggio comincia su un aereo diretto ad Amsterdam alla scoperta del disco. Ormai mesi fa. Di nascosto. In gran segreto. Da lì abbiamo provato a ricostruire e raccontare tutto quanto accaduto in questi anni dietro il misterioso, impenetrabile mondo dei Tool. Dall’allergia alle interviste fino a quella (ormai quasi del tutto rimossa) per il web. Mario Ruggeri è stato il nostro pilota.

Restiamo negli Stati Uniti e parliamo di un’altra band storica. Le Sleater-Kinney. Un terzetto, anzi, una coppia. La storia, a questo giro, è più che mai appassionante. Perché la nostra Stefania Ianne ha incontrato la band a Londra verso la fine della primavera, pronta a presentare il nuovo album prodotto nientemeno che da St. Vincent. Se non fosse che in piena estate la batterista storica, Janet Weiss, tramite il suo account personale su Twitter ha deciso di abbandonare la band, dopo quasi 30 anni di attività, benché a ritmi alterni. Sono quindi rimaste della partita le altre due ex “ragazze arrabbiate”, Carrie Brownstein e Corin Tucker, sulle cui spalle allenate poggia il peso e la gestione del nuovo album, The Center Won’t Hold.

Il cosiddetto mixtape nel corso degli ultimi anni è divenuto un format(o) musicale che ha cambiato pelle ripetutamente. Radicato nella cultura hip hop, soprattutto, ha allargato la sua diffusione e influenza anche ad altre aree. L’uscita del nuovo di Blood Orange, un mixtape appunto, lo dimostra. Così come il successo davvero notevole e oltre ogni aspettativa incontrato dall’ultimo volume curato dalla Machete Crew di Salmo. Luca Gricinella ci accompagna così ad attraversare un lungo viaggio dentro l’evoluzione del mixtape, un percorso articolato che dura ormai da anni e anni.

A proposito di tempo: dura da 20 anni la storia degli Ufomammut, oscuri campioni della pesantezza made in Italy, cui hanno saputo fornire diverse chiavi di lettura nel corso del tempo. Claudio Sorge li ha incontrati per noi di persona, facendosi raccontare la loro storia con “la doppia XX”: articolata e celebrata in un cofanetto che racchiude due decenni pieni di attività.

E ancora: approfondimenti e interviste a progetti in ascesa come Amyl And The Sniffers, rock’n’roll australiano come da manuale. Non manca la matrice oscura nel suono dei vari Nérija, Black Pumas, Skinny Pelembe e Kokoko! Siamo poi andati a vedere dal vivo cosa combinano assieme due funamboli della canzone d’autore italiana come Marco Parente e Paolo Benvegnù. Senza dimenticare il ghiotto programma del Viva! Festival in Puglia. Riavvolgiamo il nastro sulla storia degli inglesi Teardrop Explodes, la band dove sprigionò il suo talento in gioventù un certo Julian Cope. Nella rubrica denominata “Radici” abbiamo sintetizzato gli ascolti preferiti di Caterina Barbieri, in arte Missincat: nonostante il nome e cognome identico, è bene precisare che si tratta solo di un caso di omonimia con la produttrice elettronica italiana. 

Recensiamo, come se non più di sempre, molte nuove uscite discografiche; fra cui si segnala l’album dell’americana Kristin Hayter, in arte Lingua Ignota, nostro disco del mese dal taglio angoloso, liturgico, rumorista. Oltre alle fresche uscite di Chelsea Wolfe, Sandro Perri, Bon Iver, Moodymann, Pixies, Belle And Sebastian, Paolo Spaccamonti, Sabaton, Kadavar, Metronomy, Uzeda, Darkthrone, Diodato, Ezra Furman, Ronin, Chance The Rapper, Wow, Iggy Pop, Pallbearer, Liam Gallagher, Gianni Maroccolo, Devendra Banhart, Biffy Clyro, Alessandro Cortini, Not Waving e Dark Mark. Fra le ristampe si segnalano invece quelle di Franco Battiato, David Bowie, The Kinks, Metz, Soft Machine, The Cult. Oltre a libri, film, serie, fumetti. E le nostre consuete rubriche.

“Rumore” 332, settembreo 2019, è in edicola: al prezzo di 6 euro. Disponibile anche la versione app da scaricare. Buona lettura!

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