
Tutti i contenuti del numero 411 di Rumore, aprile 2026. L’algoritmo della nostalgia. Il passato diventa hit
Ad aprile, mese di rinascite e risurrezioni, la storia di copertina di Rumore indaga il
fenomeno delle resurgent tracks: canzoni del passato (soprattutto del decennio che non
finisce mai, ovvero gli anni 80) che rinascono a nuova vita diventando virali, spinte dalle
colonne sonore di serie TV, film o trend di TikTok. Nostalgia, retromania o fenomeni più
complessi? A provare a dare delle risposte a questa e altre domande e a tracciare una
storia delle “tracce che risorgono” ci hanno pensato Nicholas David Altea, Diego Ballani
e Letizia Bognanni, parlando con Nora Felder, music supervisor di, fra l’altro, Stranger Things, Eleonora Bianchi e Alessia Roletto di Universal Italia, e i Brigitte Calls Me
Baby, band che della nostalgia e dell’estetica vintage ha fatto la sua filosofia.
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Cesare Lorenzi invece ha parlato con Courtney Barnett, l’artista che più di tutte ha
contribuito negli ultimi anni a tenere viva la tradizione della slackness, con le sue chitarre
(apparentemente) indolenti e i sentimenti tirati fuori (sempre apparentemente) di
malavoglia. E poi, a partire dal nuovo album di Snail Mail, un rapido excursus sulla nuova
scena slackness.

Antonio Briozzo si (ci) fa un’altra domanda: “cosa resta della chitarra quando le togliamo
la narrazione?”, e in un dialogo ideale fra le architetture di Manuel Mota, le installazioni
sonore di Alessandra Novaga e i blues spettrali di Loren Connors ci porta alla scoperta
di un nuovo modo di ascoltare, dove il silenzio pesa quanto il suono e la musica rivela
mondi più che raccontare storie.

Un altro artista capace di costruire e rivelare mondi è Cosmo, che Andrea Pomini ha
incontrato per farsi raccontare il suo sesto album La Fonte, nuovo capitolo della
collaborazione con Alessio Natalizia aka Not Waving.

Passando alle rubriche: in “Futura” trovano spazio Cardinals, Momoko Gill, Westside
Cowboy, 15 15, Little Boys, Lovvbömbing e Twenty One Children, in “My Tunes”
Maurizio Blatto parla dei Velvet Underground, in “Flashback” Diego Ballani ripercorre
le vicende di uno dei gruppi più influenti del post punk, The Blue Aeroplanes, mentre in
“Visioni” il film del mese è L’Ultima Missione. Project Hail Mary di Phil Lord &
Christopher Miller.
Parlando infine di album e recensioni: il nostro disco internazionale del mese è The Moth
dei Cancer House. Il disco italiano del mese invece è Let The Wild Run At Night di Koko
Moon, e tra gli altri nomi recensiti citiamo Dagmar Zuniga, Heavensouls x Stickerbush
aka The Sidepieces, uni Boys, The Lords Of Altamont, Underscores e Sternpost.listi.

Rumore 411, aprile 2026, è in edicola al prezzo di 8,00 euro. Disponibile anche la versione digitale. Buona lettura!
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