
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 11 al 17 maggio
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

Drake – ICEMAN (OVO/Republic/UMG)
Per questo nuovo album non si può dire che il rapper canadese non abbia fatto le cose in grande: infatti, per rivelare la data di uscita del disco l’artista ha fatto realizzare una gigantesca installazione di ghiaccio nel centro di Toronto (al cui interno era contenuta la risposta). Un disco con relativamente pochi ospiti (Future, Molly Santana e 21 Savage), nel quale tra le varie tematiche toccate spicca la ripresa del beef che tra fine 2024 e inizio 2025 l’ha visto affrontare con una serie di diss tracks Kendrick Lamar e J. Cole, uscendone suo malgrado pesantemente sconfitto.

Drake – MAID OF HONOUR (OVO/Republic/UMG)
Dicevamo che Drake ha fatto le cose in grande e lo conferma pubblicando insieme ad Iceman ben altri due album, che fanno tutti da seguito al precedente For All The Dogs del 2023. Un disco il cui nucleo tematico si preannuncia essere la famiglia, come dimostra la copertina, in cui un’immagine della madre del rapper canadese in abito da sposa è stata sovrapposta a una del padre mentre lo tiene in braccio. Anche qui gli ospiti non mancano e includono Stunna Sandy, Sexyy Red, Central Cee, Popcaan e Iconic Savvy.

Drake – HABIBTI (OVO/Republic/UMG)
Terzo disco pubblicato in giornata da Drake, nonché il più corto dei tre, vanta anch’esso una serie di ospiti illustri: Qendresa, Sexyy Red, Leo Shimmy e PARTYNEXTDOOR, con il quale ha pubblicato appena un anno fa il joint album Some Sexy Songs 4 U. Obiettivi del rapper canadese con questo triplice progetto sono due, di cui uno legato a un vecchio record di Michael Jackson: occupare come lui tutte le prime tre posizioni della Billboard 200 e diventare il primo artista di sempre a farlo con tre dischi appena usciti e non rientranti in classifica.

Willie Peyote – Anatomia Di Uno Schianto Prolungato (Turet/Universal)
Chiusa definitivamente la trilogia sabauda due anni fa con Sulla Riva Del Fiume, l’artista torinese torna a guardare (e criticare) il nostro presente e pubblica oggi il suo settimo album in studio. E le contraddizioni della nostra epoca Willie ce le espone fin dal titolo del nuovo lavoro, composto da un ossimoro, per cui ci avviciniamo costantemente verso la fine, senza tuttavia mai arrivarci davvero. Come ospiti troviamo due grandi nomi della musica italiana contemporanea come Brunori Sas e Noemi, e il rapper romano Jekesa.

The All-American Rejects – Sandbox (Slick Shoes)
La band non si è mai davvero sciolta, rimanendo attiva con alcuni singoli e concerti tra una lunga pausa e l’altra, ma a conti fatti è dal 2012 che non si aveva un nuovo loro disco con l’uscita di Kids In The Street. Quello che esce oggi è il loro quinto album in studio e la sua pubblicizzazione va avanti da oltre un anno, quando la title track venne pubblicata come singolo. Un progetto che promette una rivisitazione del classico sound della band, abbinandolo a un approccio più maturo e riflessivo su tematiche quali le incertezze e le relazioni del nostro tempo.

Rostam – American Stories (Matsor Projects)
Il membro fondatore e produttore dei primi Vampire Weekend torna con il suo terzo album in studio come solista, che arriva a cinque anni di distanza dal precedente Changephobia. Sul disco l’artista si è espresso così: “Quel connubio tra Oriente e Occidente mi è sembrata la musica che dovevo creare per questo album. Il risultato è un disco che sembra profondamente personale eppure inconfondibilmente americano. In definitiva spero che gli ascoltatori trovino conforto in questo disco e voglio lasciare alle persone una sensazione di ottimismo.”

Peter Frampton – Carry The Light (Universal/UMG)
“L’album “Carry The Light” è il mio primo lavoro inedito dopo 16 anni. È stato uno dei progetti più gratificanti di sempre. Ho avuto l’opportunità di lavorare con mio figlio Julian, scrivendo e producendo insieme. Sono sicuro che sarà il primo di molti altri progetti simili.” Così ha presentato il suo nuovo album l’artista inglese, che oltre al figlio vede anche la partecipazione di H.E.R. alla chitarra, Benmont Tench alle tastiere, Sheryl Crow, Bill Evans al sassofono, Tom Morello con il suo inconfondibile suono e Graham Nash che fornisce le armonie per supportare la voce di Frampton.

Kevin Morby – Little Wide Open (Dead Oceans)
A quattro anni di distanza dal precedente This Is A Photograph l’artista americano torna con il suo ottavo album in studio, sulle cui influenze territoriali ha affermato: “C’è qualcosa di involontariamente musicale nel Midwest: il frinire delle cicale tra gli alberi, il passaggio di un treno, l’allarme antitornado che suona. Se ascolti, ci sono questi suoni quasi minacciosi che si verificano sotto il cielo a perdita d’occhio: la sua bruttezza e la sua bellezza e come le due spesso coesistano simultaneamente. E mentre il Midwest non è tecnicamente una terra desolata, è la mia terra desolata.”

Spencer Krug – Same Fangs (Pronounced Kroog/Secretly Distribution)
Messa temporaneamente da parte l’attività con i suoi Wolf Parade, l’artista canadese ha scelto di pubblicare anche questo nuovo album sotto il suo vero nome e non con il moniker di Moonface, come accade ormai da cinque anni a questa parte. Il disco, che segue Solo Rhodes del 2025, è stato registrato nel giro di una settimana sull’isola di Gabriola solamente per piano e voce, salvo poi essere arricchito in un secondo momento, e tocca tutti gli aspetti della sua vita adulta: il lavoro con la band, il matrimonio, l’essere padre (come si evince in copertina, cosa forse non facilissima) e la fine delle amicizie.

The Field – Now You Exist (Studio Barnhus)
Axel Willner non pubblica un disco con il suo progetto principale dal 2018, quando uscì Infinite Moment, essendosi dedicato in questi ultimi otto anni solo a una serie di remix e mixtape. Ora il produttore svedese torna con il suo sesto album in studio, che si preannuncia ben diverso da tutto ciò che ha fatto ascoltare in precedenza: infatti, il suo classico stile a cavallo tra techno e trance viene qui sostituito da una serie di brani strumentali in stile post-rock elettronico.

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