Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 15 al 21 giugno

Graham Coxon – Castle Park (Transgressive)
Parte di una campagna che ha visto la ripubblicazione della sua intera discografia solista, il nono album in studio del chitarrista dei Blur arriva a ben quattordici anni di distanza dal precedente A+E. Registrato nel 2011, proprio durante le sessioni dell’ultimo disco, il progetto è stato messo da parte ben due volte per via delle reunion della sua storica band, ma ora finalmente ha modo di vedere la luce. Al suo interno è contenuta anche Billy Says, brano presente già da tempo nelle sue scalette e noto ai fan che ne attendevano la pubblicazione ufficiale.

Placebo – Placebo RE:CREATED (Elevator Lady/AWAL)
A trent’anni quasi esatti (anche a livello di giorno di pubblicazione) dalla sua uscita Brian Molko e soci hanno deciso di celebrare il loro storico disco d’esordio registrandone una nuova versione. L’operazione non intende affatto tradire lo spirito originale dell’album, ma è stato presentato come una versione “Director’s Cut“, in cui i brani sono stati rielaborati alla luce dell’esperienza e delle competenze maturate in tutti questi anni di attività. È stato definito dalla band stessa come “una celebrazione delle nostre origini e un punto d’incontro tra ciò che eravamo e ciò che siamo oggi.“

Pond – Terrestrials (Mangovision/Secretly Distribution)
A due anni di distanza dal precedente Stung! il collettivo australiano torna con il suo undicesimo album in studio. Il disco si configura come un eclettico mix di post punk, new wave e gothic rock, imbracciato per cercare di ricreare il classico suono che aveva la musica australiana negli anni Ottanta e che la band ha rinominato “goths at the pub“. Per ottenere questo preciso stile in studio di registrazione la band si è imposta di seguire tre regole ferree: niente chitarre fuzz, niente ballate e niente “Pink Floyd shit“.

The Veils – Fragile World (V2)
In uscita ad appena un anno dal precedente Asphodels, l’ottavo album in studio della band è stato così descritto dal leader Finn Andrews: «Siamo entrati in studio con molte canzoni, ma con pochissime idee sugli arrangiamenti o sulla strumentazione. È stato davvero emozionante non avere idea di come sarebbe suonato questo disco e avere solo poche settimane per capirlo. Siamo soprattutto io e Tom a suonare tutto, con Joseph McCallum che si unisce a noi di tanto in tanto. È stato tutto molto istintivo, piuttosto intenso e a volte spaventoso – ma in senso positivo, non come il mondo reale là fuori.”

Warning – Rituals Of Shame (Relapse)
Nel 2009 il cantante e chitarrista Patrick Walker dichiarava lo scioglimento della band e la necessità di andare avanti. Sono seguite la nascita dei 40 Watt Sun, prima, e l’inizio di un’autentica carriera come solista, poi, ma nel frattempo venivano già piantati i semi per la rinascita della band. Dopo una serie di piccole reunion live, alla fine non ha potuto resistere al richiamo e ad inizio 2025 è tornato in studio con i suoi storici compagni per porre le basi per il terzo album in studio della band, che oggi vede finalmente la luce e segue Watching From A Distance a esattamente vent’anni dalla sua uscita.

Tucker Zimmerman – Dream Me A Dream (Big Potato)
Il cantautore americano è venuto a mancare insieme alla moglie in un tragico incendio nel gennaio di quest’anno, ma la sua carriera era ben lontana dall’essere finita. Infatti, l’artista si trova in un periodo di forma importante, che ha fatto seguito a un’inattività lunga quindici anni e che l’ha portato a pubblicare dal 2021 a oggi ben sette album. Un anno fa usciva con Music By River Words By Ear e quest’anno aveva già preparato il ritorno con il suo sedicesimo album in studio, che vede oggi la luce e costituisce il suo canto del cigno.

Daniel Lanois – Belladonna Nocturne (Red Floor/Arts/Warner)
A tre anni di distanza dal precedente Player, Piano l’artista canadese torna con il suo nono album in studio. Si tratta del seguito tematico del suo acclamato disco Belladonna, uscito poco più di vent’anni fa, ed è caratterizzato da 14 tracce atmosferiche che esplorano suoni eterei attraverso la pedal steel, il pianoforte e la chitarra. Un sapiente mix di blues, jazz e ambient capace di creare atmosfere notturne e profonde, ma anche di mantenere comunque un forte legame con il progetto originale.

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