In attesa del nuovo album di Antonio Raia in arrivo in autunno, il musicista originario di Napoli ci vedere il video di Touch and Presence girato all’interno del Wasserturm di Prenzlauer Berg
A sette anni da Asylum, Antonio Raia torna con un nuovo album. Si intitola Σ (sigma), uscirà il 1° ottobre per Kohlhaas records in vinile e digitale (si può ordinare qui) e rappresenta il primo capitolo di una trilogia nata dal rapporto del sassofonista e compositore con Berlino. “Σ non rappresenta un totale, ma una tensione: un processo creativo vissuto come una linea che tende verso ciò che ancora non si conosce”, spiega Raia.

Antonio Raia è un compositore, sassofonista e improvvisatore che si avventura nella ricerca tra musica contemporanea, pratiche elettroacustiche e performance interdisciplinari, esplorando il rapporto tra suono, immagine e gesto come elementi in costante evoluzione.
Il disco in arrivo in autunno, Σ (sigma), è stato registrato durante una serie di sessioni nella capitale tedesca insieme al produttore Francesco Donadello, già al lavoro con artisti come Rick Rubin, Moderat, Mouse on Mars e Thom Yorke. Più che un semplice luogo di registrazione, Berlino diventa parte integrante del progetto: ogni spazio modifica il modo di suonare, suggerisce direzioni diverse e influenza il rapporto tra il corpo del musicista e il suono.

Il cuore del disco prende forma all’interno del Wasserturm di Prenzlauer Berg, a Berlino, la più antica torre idrica della città, costruita nel 1877 per sostenere l’approvvigionamento idrico di una città in rapida espansione. Progettata dall’architetto Wilhelm Vollhering, faceva parte di un più ampio complesso composto da torre idrica, sala macchine, torre montante e serbatoio sotterraneo, diventando uno dei simboli architettonici del quartiere. Qui l’acustica dell’edificio non viene trattata come un semplice riverbero naturale, ma come un elemento compositivo. L’architettura entra nel processo creativo, condiziona il gesto musicale e dialoga con il sassofono fino a diventare una presenza attiva nella registrazione.
L’intero album è stato inciso senza overdub o successive manipolazioni. Ogni scelta – dalla posizione del corpo nello spazio alla direzione del suono – è stata fissata nel momento della performance, mentre Donadello ha lavorato più come interlocutore che come semplice tecnico di registrazione, cercando di restituire la complessità dell’interazione tra musicista e ambiente.
Non si tratta di catturare la musica, ma di abitarla, di lasciarla emergere come residuo vivo del gesto. È ciò che continua a vibrare nello spazio e nel tempo
Antonio Raia
Anche la copertina, firmata da Vasilis Marmatakis, graphic designer noto per il lungo sodalizio con il regista Yorgos Lanthimos, riflette questa idea: le mani del musicista si fondono con il sassofono, fino a cancellare il confine tra corpo, strumento e spazio.

Ad accompagnare l’uscita del disco ci sarà infine un documentario realizzato dallo stesso Antonio Raia insieme a Elio Di Pace, che segue da vicino le registrazioni e approfondisce il dialogo tra gesto, architettura e suono da cui prende forma Σ.
Guarda qua sotto il video in anteprima di Touch and Presence:
