Rumore https://rumoremag.com Tutta la musica di cui hai bisogno Fri, 27 Nov 2020 14:25:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.3 Liam Gallagher condivide il nuovo brano All You’re Dreaming Of https://rumoremag.com/2020/11/27/liam-gallagher-nuovo-brano-all-youre-dreaming-of/ https://rumoremag.com/2020/11/27/liam-gallagher-nuovo-brano-all-youre-dreaming-of/#respond Fri, 27 Nov 2020 14:24:35 +0000 https://rumoremag.com/?p=93467

All Your Dreaming Of è il nuovo singolo di Liam Gallagher, “perfetto per questo periodo dell’anno”

“Un instant classic perfetto per questo periodo dell’anno”: è il nuovo singolo di Liam Gallagher, All You’re Dreaming Of, che esce circa un anno dopo l’ultimo album solista Why Me? Why Not. “Considerato l’anno che abbiamo vissuto tutti”, dice ancora Gallagher, “spero che possa portare un po’ dell’amore e della speranza di cui abbiamo bisogno. Bing Crosby ne sarebbe stato orgoglioso”. La canzone è stata scritta con Simon Aldred e prodotta da Andrew Wyatt, e fino al 31 dicembre i ricavati saranno donati ad Action for Children.

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Le sinergie magiche degli Uhuru Republic, nel nuovo video di Jungla, in anteprima https://rumoremag.com/2020/11/27/uhruru-republic-jungla-video-anteprima-singolo/ https://rumoremag.com/2020/11/27/uhruru-republic-jungla-video-anteprima-singolo/#respond Fri, 27 Nov 2020 12:24:27 +0000 https://rumoremag.com/?p=93476

Quando la musica nasce dalle sinergie musicali e umane, è facile ritrovarsi un collettivo di artisti italiani e africani come Uhuru Republic, nato grazie al sostegno di Roberto Mengoni e dell’Ambasciata italiana a Dar Es Salaam che ha spinto gli artisti Giulietta Passera (voce,Mangaboo, The Sweet Life Society, Istituto Italiano di Cumbia, Sonoristan), FiloQ (elettronica, Istituto Italiano di Cumbia, Magellano) e Raffaele Rebaudengo (viola, Gnu Quartet) a intraprendere un viaggio in Tanzania e a dare vita ad un progetto artistico e musicale unico nel suo genere: connettere attraverso la musica e l’arte due culture apparentemente distanti come quella africana e quella italiana.

(La cover dell’album d’esordio)

Si è creata così una forte coesione fra il collettivo e gli artisti locali che hanno contribuito alla creazione del disco e hanno partecipato alla tournée iniziata in Tanzania nel 2018 e proseguita nel 2019 e 2020 anche in Italia e Kenya. L’album Welcome to Uhuru Republic è uscito il 20 novembre 2020 per La Tempesta Dischi e il singolo che vi presentiamo è già disponibile in vinile.

Jungla è il brano più vecchio composto dal collettivo, nato da FiloQ, Raffaele Rebaudengo e Giulia Passera mentre
esploravano in studio a Genova la musica tradizionale della Tanzania, ancora prima di partire per il loro primo viaggio. Un mix di sintetizzatori, voce, effetti e viola arricchiti da Msafiri Zawose e dai musicisti della Dhow Countries Music Academy di Stone Town Zanzibar.

Il testo prende ispirazione dalle tematiche della Cumbia e parla della connessione uomo – natura, Msafiri Zawose, in lingua Gogo: una riflessione sul rispetto necessario per sentirsi profondamente connessi con la natura che ci circonda e mai padroni.

Qua sotto potete guardare il video di Jungla in anteprima:

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Rumore 347 | Dicembre 2020 – Il meglio del 2020, Fontaines D.C. https://rumoremag.com/2020/11/27/rumore-347-dicembre-2020-il-meglio-2020-fontaines-d-c-disco-dell-anno/ https://rumoremag.com/2020/11/27/rumore-347-dicembre-2020-il-meglio-2020-fontaines-d-c-disco-dell-anno/#respond Fri, 27 Nov 2020 10:54:09 +0000 https://rumoremag.com/?p=93459

Tutti i contenuti del numero 347 di Rumore, dicembre 2020. Il meglio del 2020, Fontaines D.C. e tutti gli altri

In un anno complicato, contraddittorio, stancante e deprimente come quello che sta per finire può sembrare paradossale spuntare in edicola con un numero dedicato al meglio del 2020. Ma la musica e la cultura in generale sono stati un balsamo e una grande compagnia per tutti noi, lungo questi 12 mesi. Spesso se non sempre insostituibile. E il 2020, come tutti gli anni, non ha certo fatto eccezione rispetto alla quantità e qualità di dischi, canzoni, film, libri, serie, fumetti usciti. Per cui, sebbene nel mezzo della tempesta planetaria, ci pare un gesto dovuto (a noi stessi e a voi lettori) di resistenza – una sorta di training per il cervello e il cuore – quello di riassumere il nostro meglio del 2020 in un numero solo. Come di consueto. 

Ed eccoci quindi al cospetto del tanto sospirato numero di fine anno. Dentro ci trovate – secondo il giudizio prima individuale e poi collettivo della redazione – le migliori canzoni, serie, fumetti, film, libri. E ovviamente dischi, nuovi e ristampati. Gente di Dublino: li avevamo amati già all’esordio nel 2019, i giovanissimi Fontaines D.C., ma con il loro secondo album hanno sbaragliato la concorrenza. Echi di new wave e post punk, ma anche di classicismo, in un suono sospeso da qualche parte tra i Joy Division e i Beach Boys. Suoni di ieri riletti oggi per un pubblico (più o meno, dipende dai casi e dai gusti) fresco e curioso, esattamente come gli Idles, risultati fra i migliori dell’anno e facce da copertina per noi subito dopo l’estate.

Ma questo è stato soprattutto l’anno delle conferme da parte di voci giovani, ma giù sicure: ai primi posti della nostra classifica troviamo nomi fino a poco fa ignoti come Daniel Blumberg e Keaton Henson; e poi ancora Sault, Nick Hakim, A Girl Called Eddy, Nazar e via dicendo. Brillano gli italiani Lucio Corsi, Edda con Gianni “Marok” Maroccolo, Samuele Bersani e Calibro 35, mentre si piazzano bene band devotamente chitarristiche come Working’s Men Club, Protomartyr e RVG. Ma si difende con audacia pure l’elettronica pensante di Oneohtrix Point Never, Lorenzo Senni e Nicolas Jaar. Alcune nostre scommesse si sono dimostrate ancora una volta vincenti: da The 1975 ad Actress, dagli Algiers a Mourning [A] Blkstar. Senza dimenticare nomi immortali come Bob Mould e Bob Dylan, gli X e Caribou, Fiona Apple, Ben Watt e gli Autechre. Anche quest’anno la classifica dei dischi globale raccoglie ben 50 posizioni: tutte le schede sono ragionate e commentate, voce per voce.

Pure la sezione “Retropolis” è concentrata sulle migliori ristampe di tutto il 2020. Fra i tanti si parla di nomi classici come Lou Reed, Iggy Pop, The Stooges e The Rolling Stones, ma trionfa la pantagruelica uscita super deluxe di Sign O’ The Timesdi Prince. Tra i vari nomi in classifica segnaliamo Pleased To Meet Me dei Replacements, ma soprattutto un piccolo grande disco di culto che ha quasi 40 anni sulle spalle: Domestic Exile di Steve Piccolo, statunitense di nascita ma ormai da tempo residente a Milano. L’ex Lounge Lizards viene per l’occasione intervistato da Alessandro Besselva Averame.

Fra le interviste legate a nomi di oggi che lasciano ben sperare per il futuro ci sono quelle agli italiani “mantracore” San Leo, gli sperimentatori Oaxaca e il progetto cosmopolita Il Quadro Di Troisi. Oppure quelle a nomi promettenti come Ela Minus, Gila e Hen Ogledd. Fra le novità editoriali analizzate spiccano i titoli su Janis Joplin, Queen, Alice In Chains, Flavio Giurato e la ristampa del musicista-scrittore Willy Vlautin. A cavallo tra fine anni 60 e primi 70,rievochiamo la piccola ma preziosa storia folk psichedelica dei britannici Trees, freschi di monumentale ristampa. Recensiamo da una parte il nuovo libro di Zerocalcare e dall’altra il DVD Us + Them di Roger Waters, finalmente disponibile per il mercato home video.

I nostri dischi del mese sono molto diversi tra di loro. Da una parte la provincia americana, pigra, post moderna, disperata ed elettronica dei Salem, al rientro dopo un silenzio durato più di un decennio. Dall’altra il ritorno elettrico e anarcoide, lunghissimo, di Giorgio Canali & Rossofuoco. Recensiamo inoltre le nuove uscite di Paul McCartney, Zen Circus, Public Enemy, Calexico, Kadavar, Belle And Sebastian, Jim O’Rourke, Post Nebbia, Puscifer, Fuzztones, Alanis Morissette, Sigur Ros, Smashing Pumpkins, Moltheni, Ulver, John Frusciante, King Gizzard & The Lizard Wizard, Busta Rhymes, Jónsi, Ben Harper, Autechre, Refused, Jane Birkin, AC/DC e tantissimi altri. Come sempre alla fine dell’anno la sezione ristampe si arricchisce di moltissime uscite: Mudhoney, The Kills, Boris, Kinks, Gaznevada, Assalti Frontali, Gun Club, Brian Eno, Starfuckers, The White Stripes etc.

Rumore” 347, dicembre 2020, è in edicola al prezzo di 7 euro. Disponibile anche la versione digitale da scaricare. Buona lettura!

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SOMMARIO 
L’EDITORIALE
NEWS
PUNTI DI VISTA
MY TUNES
FUTURA

DISCO DEL MESE
RECENSIONI
TREECOLORE
IN ITALIA
RADICI
IN BREVE
SINGOLARE
FLASHBACK
RETROPOLIS

CHE FINE HAI FATTO?
GENTE SOLA
VISIONI
LETTURE
FUMETTI
POSTER-I
BANDA LARGA

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Guarda in anteprima il nuovo video dei Frana, Hesitation Junkie https://rumoremag.com/2020/11/27/frana-guarda-anteprima-video-hesitation-junkie/ https://rumoremag.com/2020/11/27/frana-guarda-anteprima-video-hesitation-junkie/#respond Fri, 27 Nov 2020 10:00:31 +0000 https://rumoremag.com/?p=93451

Hesitation Junkie è il primo singolo estratto dal nuovo album dei milanesi Frana, Disastersss, in uscita a dicembre

Disastersss è il secondo album della band noise/post punk milanese Frana, in uscita il 18 dicembre per Antena Krzyku (PL), Day Off Records (FRA), Santa Valvola Records, Taxi Driver Records e Sonatine Produzioni (ITA). Se il precedente Awkwardwards metteva in luce goffaggini emotive e incapacità comunicative, Disastersss indica la strada dell’automedicazione, nascondendo rimedi e presunte verità dentro a metafore enigmatiche e storie inverosimili, dimorando nella più umana delle sensazioni: l’incertezza, rivolta ad un futuro già compromesso. Fallendo meravigliosamente nel suo originale intento curativo, lancia invece uno sguardo lucido verso ciò che significa crescere come strani adulti in questo mondo pieno di ferite da rimarginare.

Il primo singolo estratto dall’album è Hesitation Junkie, di cui qui sotto potete vedere in anteprima il video, diretto da Matteo Motta:

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Amerigo Verardi, in arrivo il nuovo album Un Sogno Di Maila. Guarda il video di Due Foglie https://rumoremag.com/2020/11/27/amerigo-verardi-in-arrivo-il-nuovo-album-un-sogno-di-maila-guarda-il-video-di-due-foglie/ https://rumoremag.com/2020/11/27/amerigo-verardi-in-arrivo-il-nuovo-album-un-sogno-di-maila-guarda-il-video-di-due-foglie/#respond Fri, 27 Nov 2020 01:27:15 +0000 https://rumoremag.com/?p=93429

Due Foglie è il primo singolo che anticipa il nuovo album di Amerigo Verardi, Un Sogno Di Maila, in uscita a febbraio

Due Foglie è il nuovo singolo e video di Amerigo Verardi, che anticipa la pubblicazione di Un Sogno Di Maila, l’album in uscita a febbraio per The Prisoner Records, che arriva cinque anni dopo il precedente lavoro del cantautore psycho rock brindisino, Hippie Dixit, e che viene presentato come “un magico caleidoscopio di idee, di parole e di suoni che lascia letteralmente incantati fra i bagliori delle sue infinite sfaccettature”.

Due Foglie è accompagnato da un video, scritto e diretto da TheDollMaker (Chiara Chemi), nel quale l’anima di Maila è sospesa nel limbo delle sue vite passate, i cui resti sono cristallizzati sotto forma di androidi esanimi. In una dimensione o tempo parallelo, vaga un’altra anima, alla quale prima o poi Maila, passando attraverso vari cicli di rinascite, è destinata a ricongiungersi. Le due si percepiscono spiritualmente ma non fisicamente; si inseguono ma non riescono a incrociarsi. Il video è stato girato a Mutonia (Santarcangelo di Romagna) e le opere rappresentate sono state realizzate dagli artisti della comunità. Potete vederlo qui sotto:

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Ascolta Formiche, il nuovo singolo di Caso https://rumoremag.com/2020/11/27/caso-ascolta-formiche-nuovo-singolo/ https://rumoremag.com/2020/11/27/caso-ascolta-formiche-nuovo-singolo/#respond Fri, 27 Nov 2020 00:33:03 +0000 https://rumoremag.com/?p=93422

Due anni dopo l’ultimo album Ad Ogni Buca torna Caso con il singolo Formiche.

A due anni dal quinto disco Ad Ogni Buca, torna Andrea Casali aka Caso con il singolo Formiche, brano che, spiega, “non anticipa nulla, in un momento in cui tutto ciò che attendiamo sembra senza compromesso”. Un singolo che dimostra anche come “con l’elettrica o l’acustica, con la band o senza, su di un palco o un pavimento, sotto le luci colorate o i neon Caso è sempre lo stesso. Cambia il fondale ma le parole dentro il microfono masticano i cavi, bruciano le casse e quando arrivano lasciano il segno”. In questo caso il cantautore canta Formiche al suo bimbo e la rivolge a chi ne ha, a chi ne vorrebbe e a chi conserva almeno il ricordo di esserlo stato.

Qui potete leggere la nostra intervista in occasione dell’uscita dell’album Cervino.

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Quella volta che Manu Chao cantò La Vita Tómbola per Maradona, nel documentario di Kusturica, e altre cose sulla musica https://rumoremag.com/2020/11/26/maradona-manu-chao-vita-tombola-emir-kusturica-brand-new/ https://rumoremag.com/2020/11/26/maradona-manu-chao-vita-tombola-emir-kusturica-brand-new/#respond Thu, 26 Nov 2020 18:47:47 +0000 https://rumoremag.com/?p=93392

Per Lost In YouTube ripercorriamo il mito di Maradona attraverso la canzone di Manu Chao, La Vita Tómbola, scritta e cantata per il documentario di Emir Kusturica

Musica, TV e YouTube – Lost in YouTube: l’abitudine di guardare un video su YouTube e poi perdersi in un vortice temporale tra i video consigliati. Ripeschiamo perle perdute o dimenticate nel web.

di Nicholas David Altea

Quando sei un calciatore di questa levatura, la tua influenza popolare va ben oltre un rettangolo verde o uno stadio con 100mila persone accalcate e inneggianti il tuo nome. Con Maradona si va al di là della maglia, delle sciarpe e dei colori. Quello che per tutti è normale, per lui non lo è più. Diventa tutto imprevedibile, incalcolabile, impossibile da pianificare come ogni sua qualsiasi giocata. Il culto di Diego Armando Maradona ha superato svariati santi, dribblato la Madonna e conteso al Padre Eterno – per chi ci crede, ovviamente – il primato dell’altare della devozione. Disegnato, cantato, raffigurato, dipinto, imitato: è stato simbolo, seppur imperfetto, di un modo di rompere ogni normalità e ogni burocratica regola di strutture ben più imponenti di lui.

Andrés Calamaro, cantautore argentino e già membro della rock band ispano-argentina Los Rodríguez, lo raccontava nella sua canzone Maradona perdonandogli anche i suoi errori. Ma lui è solo uno dei tanti che gli dedicarono un brano.

Maradona no es una persona cualquiera
Es un hombre pegado a una pelota de cuero
Tiéne el don celestial
De tratar muy bién al balón
Es un gerrero
Es un ángel y se le ven las alas herídas
Es la biblia junto al calefón
Tiene un guante blanco calzado en el pié
Del lado del corazón

In modo molto diverso, gli errori di vita e le strade sbagliate di rock star e calciatori vengono inglobati come termini di paragone in un brano dei Brand New, che di ispanico non hanno proprio nulla, poiché suonano un emo/punk alternativo e sono originari di Long Island, New York (Usa). Me vs Maradona vs Elvis, contenuta nell’album Deja Entendu del 2013, si focalizza sul declino personale confrontato con miti come Maradona ed Elvis, anch’essi coinvolti in situazioni decisamente negative. Quella che apparentemente non sembrava una traccia autobiografica, a distanza di qualche anno si rivelerà tutt’altro: il cantante e autore Jesse Lacey, dopo alcune accuse di abusi sessuali, ammetterà di aver avuto problemi legati al sesso e alla cattiva condotta sessuale, togliendo in questo modo ogni dubbio sui riferimenti autobiografici del pezzo.

Sono stati molti i modi di idealizzarlo, coi chiari e gli scuri del caso. Maradona, nel bene e nel male, è diventato un simbolo rivoluzionario e politico, scomodo e non conforme seppur idolatrato da tutti, lasciandoci a 60 anni nello stesso giorno dell’amico Fidel Castro. Un 25 novembre legato all’addio di un altro funambolo che si è addirittura meritato una copertina e titolo di un disco cult dei Wedding Present, un certo George Best: nord irlandese che degli eccessi ne è stato il progenitore calcistico. Anche lui affetto da genio e sregolatezza, quest’ultima ripresentatasi con un conto troppo salato da pagare su questa Terra. Diego Armando Maradona non dimenticava da dove veniva, non si scordava degli ultimi; quelli rimasti nelle frange più basse di una società distratta, che corre veloce e lascia indietro senza troppi complimenti con contropiede fulminei: un momento la palla è tua sei al centro, pochi secondi dopo devi rincorrere. Sarà per questo che il ritratto migliore di Diego lo compie Emir Kusturica nel suo documentario Maradona by Kusturica dl 2008. Lo fa con tutta la naturalezza senza filtri per un uomo fatto di luci e ombre. Nei dialoghi porta l’argentino a porsi una domanda che è, allo stesso modo, sia una presa di coscienza ma anche un qualcosa a cui forse risposta non c’è, sebbene qualcuno, soprattutto nel giorno della sua morte, pensi di avere la verità in tasca. “Sai che giocatore sarei stato se non avessi tirato di coca?”. La domanda rammaricata che con gli occhi lucidi si pone davanti al regista jugoslavo naturalizzato serbo lascia senza fiato in un pausa che potrebbe durare un secondo o qualche ora di vuoto. “Che giocatore ci siamo persi”, si risponde da solo El Diez. Emir annuirebbe anche oggi, e ancor di più di questi tempi, visto che per lui, ora, nel calcio “ci sono solo polli che corrono“.

Solo Diego poteva esprimere una risposta sensata. Il resto sono soltanto parole buttate a riempire vuoti che stanno bene così. Una cosa è certa, però, La vita è una tombola: destino, fortuna, situazioni, abilità e numeri. La tombola della vita del numero 10 per eccellenza ci porta da Manu Chao, musicista francese figlio di immigrati spagnoli e baschi, che con i Mano Negra (già autori di un altro brano dedicato a Diego, Santa Maradona del 1994), e successivamente in solitaria, dipinge storie, vite di persone e sentire umano con un insieme di patchanka, latin rock e reggae. Non poteva non costruirsi un ponte tra Manu Chao, Emir Kusturica e Maradona, affini per sensibilità a chi resta indietro, sulla stessa lunghezza d’onda dello stesso Maradona di Acerra che gioca per beneficenza in un campo di fango di periferia per raccogliere fondi per un bambino che non può permettersi delle cure. Non contento rompendo ancora una volta le regole e fregandosene dell’assicurazione, e anzi, pagandosela lui la clausola di 12 milioni di lire: “Che si fottessero i Lloyd di Londra. Questa partita si deve giocare per quel bambino”. Maradona è questo e molto altro, e Manu Chao si immedesima nel suo idolo con il brano La Vita Tómbola contenuta nel disco La Radiolina pubblicato nel 2007, brano che entrerà insieme a God Save The Queen dei Sex Pistols che in poco tempo rimembra la “Mano de Dios” e del “Gol del secolo” negli stessi 90 minuti. Oltre a queste c’è Rodrigo Bueno con La mano de Dios, la band argentina Ratones Paranoicos con Para Siempre Diego e Joaquín Sabina con Mano a Mano.


Nell’intervista di Carlo Moretti, all’interno sezione Spettacoli di Repubblica, ci sono le parole dell’artista francese durante un lontano 2006, fresco di due concerti gratuiti per 130 mila persone a Roma e al Traffic di Torino:

Ho scritto alcune canzoni per il film che Emir Kusturica ha girato di recente a Napoli e che ha come
protagonista Maradona. Una si intitola “La vita è una tombola”. Ho avuto la possibilità di incontrare Diego: che personaggio, fossi stato Maradona avrei vissuto proprio come lui. Kusturica, mentre eravamo insieme a Napoli, ci ha ripreso con la cinepresa ma non so se utilizzerà quelle immagini, è un regista imprevedibile

(L’incontro tra Maradona e Manu Chao / credit: Manu Chao)

Manu Chao lo ripete nella sua canzone, cantandola dal vivo davanti a un Diego compiaciuto in occhiali da sole, durante alcune riprese del documentario: La vita è una tombola … / Notte e giorno… / La vita è una tombola / E sempre di più …
E quell’immedesimarsi continuo in Maradona: “Se fossi Maradona / Vorrei vivere come lui / Perché il mondo è una palla / Che vivi in ​​superficie” che sin da bambino diceva che: 1) avrebbe giocato il Mondiale con l’Argentina e 2) avrebbe vinto il Mondiale con la sua nazionale è stato un bene prezioso. Diego Armando Maradona in fin di conti è stato la benzina gratuita dei sogni di molti. Un regalo enorme che non si esaurirà.

Riguarda quando Peter Hook si ispirò alla musica di Ennio Morricone per Blue Monday dei New Order
Riguarda l’ultima apparizione in tv di Kurt Cobain e i Nirvana alla Rai, poco prima della morte
Riguarda i Nirvana in tour con i Teenage Fanclub mentre aspettano i bagagli in aeroporto
Riguarda i Talk Talk in tv da Mike Bongiorno
Riguarda il concerto di Roma dei Prodigy nel 1997
Riguarda il dietro le quinte del video Firestarter dei Prodigy
Riguarda l’indisponente intervista di Pippo Baudo a Franco Battiato, a Domenica In
Riguarda i Kraftwerk in formato manichini intervistati da Corrado a Domenica In e l’esibizione a Discoring
Riguarda riguarda il docu-concerto e intervista di 40 anni fa dei Devo a Roma
Riguarda il concerto dei R.E.M. a Catania con i Radiohead di spalla fu una vittoria del Sud

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Il cappello indossato da Thom Yorke nel video di Lotus Flower all’asta per beneficenza https://rumoremag.com/2020/11/26/thom-yorke-lotus-flower-cappello-asta-cahonas-scotland/ https://rumoremag.com/2020/11/26/thom-yorke-lotus-flower-cappello-asta-cahonas-scotland/#respond Thu, 26 Nov 2020 14:15:26 +0000 https://rumoremag.com/?p=93341

Il cappello di Thom Yorke e altri indumenti autografati donati da musicisti e attori sono stati messi all’asta da Cahonas Scotland, associazione che si occupa di cancro ai testicoli

Il balletto di Thom Yorke nel video di Lotus Flower, brano tratto dall’album dei Radiohead The King Of Limbs del 2011, era diventato un meme, e il cappello indossato dal cantante un oggetto iconico. Ora un fortunato potrà portarsi a casa il celebre copricapo, che è stato messo all’asta per beneficenza: il ricavato della vendita andrà alla fondazione Cahonas Scotland, che si occupa di ricerca e sensibilizzazione sul cancro ai testicoli.

Anche altri musicisti hanno donato un indumento autografato per l’asta, che si chiuderà il 29 novembre: Dave Gahan con un gilet indossato durante lo Spirit Tour dei Depeche Mode, Noel Gallagher con una sciarpa del Manchester City, Michael Stipe e Patti Smith, che hanno donato una sciarpa di Hermes, Eric Clapton, Annie Lennox, Brian May, Harry Styles e Paolo Nutini.

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Nick Cave ha scritto 12 litanie per la nuova opera da camera di Nicholas Lens https://rumoremag.com/2020/11/26/nick-cave-nicholas-lens-12-litanie/ https://rumoremag.com/2020/11/26/nick-cave-nicholas-lens-12-litanie/#respond Thu, 26 Nov 2020 14:09:25 +0000 https://rumoremag.com/?p=93399

L.I.T.A.N.I.E.S. è la seconda opera che vede Nick Cave collaborare con il compositore belga Nicholas Lens.

L.I.T.A.N.I.E.S. è la seconda opera, dopo Shell Shock del 2014, che vede Nicholas Lens collaborare con Nick Cave, che ha scritto 12 “litanie” per il lavoro del compositore belga, in uscita il 4 dicembre. L’idea dell’opera è stata concepita durante il lockdown, e sempre a causa dell’isolamento gli 11 musicisti dell’ensemble hanno registrato le loro parti separatamente a casa di Lens. All’interno del gruppo è confluita la figlia del compositore Clara-Lane che ha suonato le tastiere, aiutato con la produzione e cantato alcune parti.

“Aprile 2020”, racconta Cave, “ero in lockdown, il mio tour mondiale era stato cancellato ed ero alla deriva in una strana inquietudine, apocalittica e noiosa allo stesso tempo. Nicholas mi ha chiamato e mi ha chiesto se volevo scrivere ’12 litanie’. Ho accettato con gioia. La prima cosa che ho fatto dopo aver riattaccato è stato cercare ‘cos’è una litania?’. Ho imparato che una litania è ‘una serie di richieste religiose’, e ho capito che avevo scritto litanie per tutta la vita. La settimana seguente ho scritto 12 testi che tracciavano la nascita, la fioritura, la rottura e la rinascita di un essere umano – richieste a un creatore divino per chiedere una qualche specie di accordo cosmico e trovate magnificamente rese nella meravigliosa musica composta da Nicholas. è stato un privilegio, un piacere e un onore”.

“Non puoi quasi uscire di casa per andare in panetteria”, aggiunge Lens, “sedersi su una panchina era proibito, anche per vecchie coppie bisognose di un po’ di riposo. Le poche persone che incontravi ti fissavano. C’era paura nei loro occhi, paura dell’ignoto, come se non fossero pronti. Paura unita a un violento desiderio per gli eventi passati, per una rinnovata calma interiore, forse per un cosciente non essere passivi. Sembrava così Le note sono arrivate rapidamente, quasi troppo veloci per scriverle. Come un mondo parallelo che si rivela improvvisamente, in fretta, provocato da questo silenzio cittadino da lockdown. Nessuna complessità nel ritmo e nel tono stavolta, nessuna delle mie solite strutture. Ma la semplicità di qualche volta solo melodie, melodie mormorate che provano a trasformare una vaga tristezza interiore in un bagliore di calore. Come raggi di sole, all’inizio prudenti poi luminosi, interrotti da linee di matita lunghe e scure, il modo in cui Hiroshige disegnava la pioggia. Sono davvero grato per il tempo in cui sono potuto stare accanto alle colline di Kita Kamakura nel distretto giapponese di Kanakawa, un posto dove ha avuto irigine l’idea per L.I.T.A.N.I.E.S. Entrambi gli autori avevano le loro ragioni per scrivere litanie. Non avevano nemmeno bisogno di conoscere le ragioni dell’altro. Alcune volte è così e basta”.

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È morto a 30 anni il producer Garrett Falls Lockhart, in arte i_o https://rumoremag.com/2020/11/25/garrett-falls-lockhart-i_o-morto-a-30-anni/ https://rumoremag.com/2020/11/25/garrett-falls-lockhart-i_o-morto-a-30-anni/#respond Wed, 25 Nov 2020 18:19:54 +0000 https://rumoremag.com/?p=93383

Il producer americano i_o, che negli ultimi anni aveva pubblicato tre EP e collaborato con grimes, è morto a soli 30 anni

Garrett Falls Lockhart, il producer statunitense noto con il moniker i_o, è morto il 23 novembre a soli 30 anni, per cause che non sono ancora state rese note. La notizia della scomparsa del musicista, che di recente aveva collaborato con Grimes per il brano Violence e pubblicato tre EP raccolti sotto il titolo 444, è stata pubblicata sulle sue pagine social: “Questo spirito dal grande talento”, si legge nel post, “ci ha insegnato che anche se niente ha importanza, puoi comunque andare avanti con amore. La verità e l’anima di Garrett continuano a vivere nella musica che ha condiviso”.

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