
Tutti i contenuti del numero 410 di Rumore, marzo 2026. Flea, dal basso in alto
Il numero di marzo di Rumore non può che partire dal volto inconfondibile incorniciato in copertina: quello di Flea, per i più storico bassista dei Red Hot Chili Peppers ma anche artista eclettico e a tutto tondo, come dimostra il suo primo album solista, Honora, un sorprendente e curioso oggetto musicale che ripercorre le radici jazz del nostro uomo proiettandole in avanti (e di lato). Il nostro Nicholas David Altea ce lo ha raccontato attraverso una lunga e approfondita intervista, mentre Andrea Prevignano ha insaporito il tutto con un godibilissimo excursus storico sui bassisti che, fuoriusciti dalle retrovie cui la funzione di accompagnamento ritmico spesso li costringe, si sono trasformati in leader, inaugurando coraggiosi, apprezzati e spesso sorprendenti percorsi solisti.
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Poi ci sono i Gorillaz, alle prese con l’ennesimo ispiratissimo lavoro,The Mountain, risultato di una lunga permanenza in India e, come sempre, di moltissimo altro: Francesco Vignani ha messo in ordine le parole di Damon Albarn e Jamie Hewlett, i quali ripercorrono il complesso viaggio emotivo e musicale che li ha condotti al nuovo album.

Alessandro Besselva Averame ha intervistato Steven Brown, cofondatore dei Tuxedomoon da decenni residente in Messico: partendo dal suo nuovo album solista, In This Very World, abbiamo affrontato l’eredità del gruppo di San Francisco e i percorsi musicali di un musicista che ha ancora un sacco di idee (e domande) da condividere sullo stato del mondo.

Andrea Valentini, in “Retropolis”, ha invece ripercorso la vicenda dei Danzig, concentrandosi sui primi quattro album della formazione heavy californiana, ricostruendone le vicende e intervistando il bassista Eerie Von, che ci racconta attraverso la sua prospettiva la vicenda di Glenn Danzig e soci.

Passando alle rubriche: in “Futura” trovano spazio Sassy 009, Daisy Rickman, The Sophs, Arya, Kavari, Free Radio Alice e Santamarea, in “My Tunes” Maurizio Blatto parla di Adriano Celentano, Andrea E Nicole e prime volte, ne “I Complessi” intervistiamo senza filtri Rachele Bastreghi dei Baustelle, in “Flashback” Diego Ballani ripercorre le vicende di uno dei grandi irregolari dell’Inghilterra fine ‘70 (e oltre), Ian Dury, di cui esce una ricca antologia retrospettiva, mentre in “Visioni” il film del mese è Nouvelle Vaguedi Richard Linklater.
Parlando infine di album e recensioni: il nostro disco internazionale del mese èHelp (2), disco collettivo prodotto da James Ford che ripropone, 20(+1) anni dopo, la formula del quasi omonimo instant album, il cui ricavato andrà, proprio come nel caso del predecessore, a Warchild. Il disco italiano del mese invece è Il Sangue È Pronto dei Neoprimitivi, e tra gli altri nomi recensiti citiamo Black Crowes, Shabaka Hutchings, Heavenly, Mitski e Morrissey, oltre a Stiff Little Fingers, Necessaries e Comet Gain sul fronte ristampe.
Rumore 410, gennaio 2026, è in edicola al prezzo di 8,00 euro. Disponibile anche la versione digitale. Buona lettura!
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