16 anni fa moriva John Graham Mellor, meglio noto come Joe Strummer. Leggendario cofondatore dei Clash, una delle band che più ha segnato l’intera storia del rock (e del punk, naturalmente). Noto soprattutto ai fan della prima ora per questa porzione di carriera, in realtà Joe (che oggi avrebbe 66 anni) è stato il sognatore e il poeta del punk per antonomasia. Anche durante una carriera solista che l’ha portato a collaborare con molti e a pubblicare diversi dischi a suo nome. L’uscita della raccolta quasi omonima Joe Strummer 001 – già pronto un volume 002? In ogni caso qui ci si muove tra inediti e rarità pescati in un arco di tempo piuttosto ampio – ha prepotentemente riportato il suo nome e la la sua figura al centro delle cronache musicali. Dopo una corte durata mesi, Andrea Valentini è riuscito infine a raggiungere in esclusiva la vedova di Strummer, Lucinda Tait Mellor: curatrice dell’archivio di Joe e del disco in questione. Dal racconto di uno dei grandi volti classici del rock, e di una delle più importanti voci di sempre, comincia il numero di ottobre 2018 di “Rumore”. Come lui stesso ci ha insegnato: il futuro è ancora tutto da scrivere.

Una coppia di band apparentemente distanti – composta da Fucked Up e Jerusalem In My Heart – è invece entrata in contatto grazie al nostro esperto in materia, Luigi Mutarelli: due formazioni di origine canadese, partite anni fa da un punk spurio da cui si sono via via discostate, abbracciando altre forme di musica rock e d’avanguardia. Per questo le abbiamo messe a confronto, per capire cosa significa fare musica (e) politica, angolare, oggi, dall’America del Nord verso il resto del mondo. Un osservatorio più speciale che mai, in questi anni.

Si parla spesso di cantautori e di buon songwriting. Ma quale musica gira oggi in Italia? Quella che va per la maggiore e sbanca le classifiche grazie alle nuove generazioni? O c’è dell’altro, magari meno visibile? Esistono degli eredi credibili e degli ammodernatori della grande tradizione o ci dobbiamo rassegnare a consumare a vita la copia ormai logora di Rimmel? Il nuovo disco di Riccardo Sinigallia (fino a molti anni fa nei Tiromancino) risponde affermativamente a questo quesito. Barbara Santi ha realizzato una lunga e calda intervista con lui, per farsi raccontare il nuovo album e il suo punto di vista sulla quesitone suddetta. Tuttavia: chi e cosa si agita insieme a Riccardo, oggi, in Italia? Abbiamo scelto quattro nomi, consolidati, quattro cantautori fuori dal coro, diversi per estrazione e stile. E li abbiamo messi a confronto, sempre dietro la guida editoriale di Barbara Santi. Ecco così un ritratto collettivo a quattro della situazione, grazie al dibattito messo in moto da Amerigo Verardi, Marco Iacampo, Umbero Maria Giardini e Giorgio Canali (quest’ultimo fresco di album nuovo, uno dei migliori della sua lunga carriera, peraltro).

Oltre ai cosiddetti cantautori fuori dal coro, tanta altra Italia nel nuovo numero di “Rumore”. Vista la convergenza di attività musicali e sperimentali che hanno Milano come epicentro. Spieghiamoci meglio: Andrea Pomini ha costruito un reportage sulle musiche che agitano – tra jazz, sperimentazione, psichedelia e rock – il capoluogo meneghino. Muovendo dai formidabili Al Doum & The Faryds (autori di un grande ritorno discografico) e di etichette come la Black Sweat o di festival come Zuma. Un’immersione in una musica piena di coraggio, viva, vicina e pulsante. Ciò che una volta avremmo definito una scena.

E ancora: approfondimenti e intervista su progetti in ascesa come il crooner “garagista” Ron Gallo, oppure Ben Khan e Blacklab; la presunta nuova Amy Winehouse, ossia Jorja Smith; e poi Tirzah, Hater e Rex Orange County. Siamo andati a vedere dal vivo l’unica data italiana – fine estate, a Milano – di The National. Riavvolgiamo il nastro sulla storia degli statunitensi Silver Jews, band a cavallo tra bassa fedeltà, slackerismo e poesia, freschi di ristampa. Abbiamo raccolto gli ascolti preferiti di Eva Poles, già voce dei friulani Prozac +, da poco tornati in attività: Eva dice delle sue preferenze nella rubrica “Radici”. Senza dimenticare la vicenda di Emiliano Audisio, già voce dei torinesi Linea 77, che ci racconta il suo glorioso e turbolento passato con la band e il suo presente come organizzatore di eventi: il tutto all’interno della rubrica denominata “Che fine hai fatto?”

Recensiamo infine moltissime nuove uscite discografiche, fra cui si segnala il fragoroso nuovo album dei britannici Idles, nostro disco del mese dall’ispido taglio post punk. Oltre alle nuove uscite di Cat Power, Cloud Nothings, Riviera, Eminem, Elvis Costello, John Carpenter, Micah P. Hinson, Suicidal Tendencies, Glen Matlock, Paul McCartney, The Residents, Yves Tumor, Thom Yorke, Paul Simon, John Grant, James, Soft Machine, The Peawees, Therapy?, Aphex Twin, Kurt Vile etc. Fra le ristampe si segnalano invece quelle di Pet Shop Boys, David Bowie, Echo & The Bunnymen, Bob Marley & The Wailers. Oltre a libri, film, serie, fumetti. E le nostre consuete rubriche.

“Rumore” 321, settembre 2018, è in edicola: al prezzo di 6,00 euro. Disponibile anche la versione app da scaricare. Buona lettura!

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