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Avevamo pianificato questo numero da mesi, per non dire anni. Andrea Pomini aveva già apparecchiato tutto con i diretti interessati da tanto tempo. Lavorando a una storia orale e collettiva della band – i Fugazi, per certi versi LA band post punk e do it yourself per antonomasia, tanto potente a livello sonoro quanto ideologico – sul modello del libro punk di culto Please Kill Me. Già, perché questa primavera scocca il trentennale del primo leggendario album del quartetto di Washington D.C., Repeater. Inattivi ormai da moltissimi anni (se non attraverso i numerosi progetti paralleli che hanno caratterizzato le carriere di tutti e quattro i componenti, ultimi i Coriky), i Fugazi in realtà non se ne sono mai andati dal cuore degli appassionati, che di tanto in tanto sperano in qualche notizia, una reunion, un segnale di vita. Così Andrea è andato con pazienza a stanarli uno per uno – anzi, ai quattro si è aggiunto pure il produttore dell’epoca, Ted Niceley – per riepilogare una delle storie più appassionate e appassionanti del rock degli ultimi decenni. Piena peraltro di curiosità. Una storia così, su questa band, non l’avete letta da nessuna parte, mai, in nessun giornale del mondo. Poi ovviamente è capitato quel che è capitato: il virus ha infettato il mondo e le nostre vite. Ha ucciso persone e giornate. Ma noi abbiamo deciso di andare avanti comunque e di fare quanto previsto. Fatto salvo il rispetto che si deve a ognuno, i giornali restano per fortuna un bene primario, quanto meno in ambito informativo, per non dire culturale. Così abbiamo cercato di trasformare la disastrosa situazione che tutti ci coinvolge in un’occasione per leggere qualcosa di unico. Da qui parte “Rumore” 339, il numero di aprile 2020: da una delle interviste e servizi più originali fra quelli che abbiamo pubblicato in circa 30 anni di attività. Sperando di fare cosa gradita ai tanti orfani del gruppo e a tutti quelli che grazie all’incredibile intervista di Pomini potranno magari per la prima volta fare la conoscenza della band.

Ma non ci fermiamo qui. Perché in questo caso anche il nostro Alessandro Baronciani ha fornito un contributo fuori dall’ordinario. La sua pagina/rubrica chiamata “Poster-i” da singola diventa doppia. Ci trovate un disegno esclusivo – davvero in modalità illustrazione da appendere alla parete! – dei due volti principali della band: Ian MacKaye e Guy Picciotto, ritratti a breve distanza, proprio come se si stessero esibendo dal vivo in uno dei loro show incendiari. Per gli amanti del periodo e non, una vera e propria opera d’arte custodita tra le pagine di questo nuovo numero. 

(Credit: Alessandro Baronciani)

Se rispetto ai Fugazi parliamo di anni 90, facciamo un salto indietro di un decennio per raccontare la storia dei Cocteau Twins. Diego Ballani si cimenta questo mese in un’altra intervista più unica che rara: in occasione della ristampa dei primi due dischi della band inglese (Victorialand e Garlands, per la solita e benemerita 4AD), Robin Guthrie ha deciso di concedere un’intervista. Il chitarrista e ideologo della band è tipo piuttosto restio. Non rilascia mai interviste, ma stavolta ha fatto un’eccezione, ricapitolando la vicenda di una delle band per eccellenza fra quelle che hanno scolpito il suono degli anni 80. Inventori del dream pop quando ancora non si chiamava così, appena prima dello shoegazing e in piena esplosione new wave. 

Di tutt’altro genere lo speciale firmato da Andrea Valentini e Claudio Sorge all’interno della sezione denominata “Distorsioni”. Un’intervista a una fra le band più originali del panorama hard mondiale contemporaneo. Stiamo parlando dei finlandesi Oranssi Pazuzu, autori di un “metal cosmico” che richiama tanto il suono nato in Germania negli anni 70 quanto la psichedelia, il black metal, l’electro e il rock progressivo. Il loro nuovo album appena edito dal colosso Nuclear Blast li riafferma al centro di un suono di portata planetaria per visione e crescente popolarità. 

Ma trasferiamoci ora per qualche pagina in Italia. Ospitiamo un lunghissimo dossier su quello che abbiamo chiamato “Non è un rap per signorini”. Spieghiamoci meglio: abbiamo deciso di fare un viaggio dentro quella risacca creativa dell’hip hop italiano che, pur suonando estremamente attuale, non si abbandona alle mode del periodo. Stiamo parlando di gente come Moder o della coppia composta da Claver Gold e Murubutu, questi ultimi due freschi autori di un formidabile album insieme. Non a caso parliamo di un rap moderno, ma dalle radici old school. Non a caso parliamo di gente che arriva dalla profonda provincia italiana. Che quindi risente meno della necessità di contaminarsi con i trend nuovi, onnivori e imperanti delle grandi metropoli. Fate questo viaggio insieme a noi e non ve ne pentirete, con lo scopo di andare molto oltre gli stereotipi di genere (e tutti sappiamo bene quanti ce ne siano in questo genere musicale). Ma qui siamo davvero un passo avanti.

Fra gli approfondimenti ci sono diverse interviste: per esempio quella alla cantautrice bresciana – ma residente a Manchester – Julia Bardo. A cui si aggiungono quelle ai piacentini Backdoor Society o agli statunitensi The Bobby Lees. E ancora: grandi aspettative attorno a nomi come October Drift, Honey Harper, Ricardo Richaid e all’avventurosa vicenda personale di Rareș

Tra i libri che questo mese ci sono piaciuti di più segnaliamo la ristampa de La Gang Del Pensiero di Tibor Fischer, quello su Alex Chilton dei Big Star, oltre a quelli di Federico Fiumani e Samuel.  

Non può mancare una sezione recensioni più abbondante che mai, come accade ogni primavera; il disco del mese italiano è quello “retrofuturista” di Alfio Antico. Mentre all’estero guardiamo con ammirazione alla nuova incarnazione per la storica casa discografica Impulse! di Shabaka & The Ancestros. Stiamo parlando di Shabaka Hutchings, il sassofonista londinese già dietro progetti come The Comet Is Coming e Sons Of Kemet. “Siamo stati spediti qui dalla storia”, titola con immodestia l’album. Ma il risultato è all’altezza del titolo e delle aspettative.

Analizziamo inoltre le nuove uscite di Christine And The Queens, Paolo Benvegnù, Dream Syndicate, Katatonia, Lido Pimienta, Colombre, Napalm Death, Meganoidi, Brant Bjork, Guided By Voices, Morrissey, l’atteso esordio solista di Francesco Bianconi, Everything Is Recorded, Courtney Barnett, Roger O’Donnell, Shabazz Palaces, The Strokes, Body Count, Thundercat, Daniel Avery con Alessandro Cortini, Porridge Radio, Today Is The Day, Moby, Jaga Jazzist e tantissimi altri. Tra le ristampe si segnalano quelle di Steve Piccolo, David Bowie, Therapy?, 24 Grana, Hawkwind, Sepultura e Cat Stevens.

“Rumore” 339, aprile 2020, è in edicola di 6 euro. Disponibile anche la versione app da scaricare. Buona lettura!

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SOMMARIO 
L’EDITORIALE
NEWS
PUNTI DI VISTA
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FUTURA

DISCO DEL MESE
RECENSIONI
TREECOLORE
IN ITALIA
RADICI
IN BREVE
SINGOLARE
FLASHBACK
RETROPOLIS

CHE FINE HAI FATTO?
GENTE SOLA
VISIONI
LETTURE
FUMETTI
POSTER-I
BANDA LARGA


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