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Tutti i contenuti del numero 347 di Rumore, dicembre 2020. Il meglio del 2020, Fontaines D.C. e tutti gli altri

In un anno complicato, contraddittorio, stancante e deprimente come quello che sta per finire può sembrare paradossale spuntare in edicola con un numero dedicato al meglio del 2020. Ma la musica e la cultura in generale sono stati un balsamo e una grande compagnia per tutti noi, lungo questi 12 mesi. Spesso se non sempre insostituibile. E il 2020, come tutti gli anni, non ha certo fatto eccezione rispetto alla quantità e qualità di dischi, canzoni, film, libri, serie, fumetti usciti. Per cui, sebbene nel mezzo della tempesta planetaria, ci pare un gesto dovuto (a noi stessi e a voi lettori) di resistenza – una sorta di training per il cervello e il cuore – quello di riassumere il nostro meglio del 2020 in un numero solo. Come di consueto. 

Ed eccoci quindi al cospetto del tanto sospirato numero di fine anno. Dentro ci trovate – secondo il giudizio prima individuale e poi collettivo della redazione – le migliori canzoni, serie, fumetti, film, libri. E ovviamente dischi, nuovi e ristampati. Gente di Dublino: li avevamo amati già all’esordio nel 2019, i giovanissimi Fontaines D.C., ma con il loro secondo album hanno sbaragliato la concorrenza. Echi di new wave e post punk, ma anche di classicismo, in un suono sospeso da qualche parte tra i Joy Division e i Beach Boys. Suoni di ieri riletti oggi per un pubblico (più o meno, dipende dai casi e dai gusti) fresco e curioso, esattamente come gli Idles, risultati fra i migliori dell’anno e facce da copertina per noi subito dopo l’estate.

Ma questo è stato soprattutto l’anno delle conferme da parte di voci giovani, ma giù sicure: ai primi posti della nostra classifica troviamo nomi fino a poco fa ignoti come Daniel Blumberg e Keaton Henson; e poi ancora Sault, Nick Hakim, A Girl Called Eddy, Nazar e via dicendo. Brillano gli italiani Lucio Corsi, Edda con Gianni “Marok” Maroccolo, Samuele Bersani e Calibro 35, mentre si piazzano bene band devotamente chitarristiche come Working’s Men Club, Protomartyr e RVG. Ma si difende con audacia pure l’elettronica pensante di Oneohtrix Point Never, Lorenzo Senni e Nicolas Jaar. Alcune nostre scommesse si sono dimostrate ancora una volta vincenti: da The 1975 ad Actress, dagli Algiers a Mourning [A] Blkstar. Senza dimenticare nomi immortali come Bob Mould e Bob Dylan, gli X e Caribou, Fiona Apple, Ben Watt e gli Autechre. Anche quest’anno la classifica dei dischi globale raccoglie ben 50 posizioni: tutte le schede sono ragionate e commentate, voce per voce.

Pure la sezione “Retropolis” è concentrata sulle migliori ristampe di tutto il 2020. Fra i tanti si parla di nomi classici come Lou Reed, Iggy Pop, The Stooges e The Rolling Stones, ma trionfa la pantagruelica uscita super deluxe di Sign O’ The Timesdi Prince. Tra i vari nomi in classifica segnaliamo Pleased To Meet Me dei Replacements, ma soprattutto un piccolo grande disco di culto che ha quasi 40 anni sulle spalle: Domestic Exile di Steve Piccolo, statunitense di nascita ma ormai da tempo residente a Milano. L’ex Lounge Lizards viene per l’occasione intervistato da Alessandro Besselva Averame.

Fra le interviste legate a nomi di oggi che lasciano ben sperare per il futuro ci sono quelle agli italiani “mantracore” San Leo, gli sperimentatori Oaxaca e il progetto cosmopolita Il Quadro Di Troisi. Oppure quelle a nomi promettenti come Ela Minus, Gila e Hen Ogledd. Fra le novità editoriali analizzate spiccano i titoli su Janis Joplin, Queen, Alice In Chains, Flavio Giurato e la ristampa del musicista-scrittore Willy Vlautin. A cavallo tra fine anni 60 e primi 70,rievochiamo la piccola ma preziosa storia folk psichedelica dei britannici Trees, freschi di monumentale ristampa. Recensiamo da una parte il nuovo libro di Zerocalcare e dall’altra il DVD Us + Them di Roger Waters, finalmente disponibile per il mercato home video.

I nostri dischi del mese sono molto diversi tra di loro. Da una parte la provincia americana, pigra, post moderna, disperata ed elettronica dei Salem, al rientro dopo un silenzio durato più di un decennio. Dall’altra il ritorno elettrico e anarcoide, lunghissimo, di Giorgio Canali & Rossofuoco. Recensiamo inoltre le nuove uscite di Paul McCartney, Zen Circus, Public Enemy, Calexico, Kadavar, Belle And Sebastian, Jim O’Rourke, Post Nebbia, Puscifer, Fuzztones, Alanis Morissette, Sigur Ros, Smashing Pumpkins, Moltheni, Ulver, John Frusciante, King Gizzard & The Lizard Wizard, Busta Rhymes, Jónsi, Ben Harper, Autechre, Refused, Jane Birkin, AC/DC e tantissimi altri. Come sempre alla fine dell’anno la sezione ristampe si arricchisce di moltissime uscite: Mudhoney, The Kills, Boris, Kinks, Gaznevada, Assalti Frontali, Gun Club, Brian Eno, Starfuckers, The White Stripes etc.

Rumore” 347, dicembre 2020, è in edicola al prezzo di 7 euro. Disponibile anche la versione digitale da scaricare. Buona lettura!

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SOMMARIO 
L’EDITORIALE
NEWS
PUNTI DI VISTA
MY TUNES
FUTURA

DISCO DEL MESE
RECENSIONI
TREECOLORE
IN ITALIA
RADICI
IN BREVE
SINGOLARE
FLASHBACK
RETROPOLIS

CHE FINE HAI FATTO?
GENTE SOLA
VISIONI
LETTURE
FUMETTI
POSTER-I
BANDA LARGA


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