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(Credit: Christian Högstedt)

Si intitola There Is No Year e uscirà per Matador il prossimo 17 gennaio il nuovo album degli Algiers. Il terzo lavoro in studio della band di Atlanta, che arriva dopo del loro secondo albumThe Underside Of Power con cui erano stati protagonisti della cover di Rumore, è stato registrato nel corso dell’ultimo anno a New York con la produzione di Randall Dunn (Sunn O))), Earth) e Ben Greenberg (Zs, Uniform), ed è descritto come:

Un R&B post punk che guarda al futuro con il cuore intrappolato ad Atlanta, dove iniziarono. Si passa dai paesaggi industrial di Scott Walker del periodo 4AD o il periodo berlinese di Iggy & Bowie, a qualcosa che potrebbe essere il figlio sintetico di Marvin Gaye e Fever Ray.

Insieme all’annuncio gli Algiers, che saranno in Italia per due date a febbraio, hanno condiviso il nuovo singolo e video Dispossession: “Lo spettro dell’espropriazione tormenta tutti noi”, dice il pluristrumentista Ryan Mahan: 

Ovunque l’imperialismo reprime le storie macabre del nostro passato, presente e futuro. I testi di Franklin in Dispossession e nel nostro nuovo album There Is No Year, come un romanzo neo-Southern Gothic con un sottofondo di anti-oppressione, testimoniano questo orrore moderno e raccontano i vari modi in cui tutti noi – vivendo e desiderando – sopportiamo e resistiamo a suoi continui attacchi

Il video è diretto da Sohail Daulatzai, che spiega: “Tra l’urgenza del momento, Dispossession racconta gli avvertimenti riguardanti la guerra perenne contro l’oblio. Il video si apre nei luoghi dei massacri coloniali algerini, si muove verso gli spazi repressi delle banlieue e mostra scene dal Jardin d’Agronomie Tropicale – un parco che celebra le glorie dell’impero. Non si tratta solo del passato o di Parigi ma di tutti I luoghi in cui le bandiere dell’ovest sventolano, dove i monumenti della nostra rovina vengono eretti – promemoria della violenza in atto, delle tensioni tra i sogni e lo scontento, passato e presente, loro e noi. Volevo dare una risonanza visiva a queste tensioni, ai nostri atteggiamenti dignitosi  in mezzo alla follia e alle nostre memorie di un futuro preannunciato.”

Qua sotto, dopo il singolo Can the Sub_Bass Speak?, potete ascoltarvi Dispossession:


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