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Scopri quali erano i dischi più attesi nei mesi di gennaiofebbraiomarzoaprilemaggiogiugnoluglioagostosettembre e ottobre.

Venerdì 1 novembre

Earl SweatshirtFeet of Clay (Warner) Il seguito dell’album dello scorso anno Some Rap Songs è una raccolta di sette “osservazioni e sensazioni registrate durante l’agonia di un impero che crolla”.

Michael KiwanukaKiwanuka (Polydor)
“A tre anni da Love & Hate, Kiwanuka confeziona un altro album di notevole ispirazione e scrittura”, scrive il nostro Giorgio Valletta, “Data l’aria che si respira, pare opportuno che la si descriva come “raw music for
raw times”.

Sudan ArchivesAthena (Stones Throw)
“parla di dualità. Il concept si ritrova in ogni traccia, che esplora i confini tra il bene ed il male, tra vulnerabilità e forza, tra confidenza ed isolamento, tra il suo modo di essere e come viene invece percepita”.

VetiverUp On High (Loose Music)
Il settimo album dei Vetiver, e il primo su Loose, “si gode meglio ascoltato in una giornata fredda, riprendendosi da un hangover”.

FenellaFehèrlòfia (Fire)
Il nuovo progetto di Jane Weaver è basato sul film di animazione del 1981 di Marcell Jankovics Fehérlófia, ispirato al folklore e ai racconti tradizionali degli antichi Sciti.

Venerdì 8 novembre

FKA twigsMAGDALENE (Young Turks)
“Il processo di creazione di questo nuovo album mi ha permesso, per la prima volta e nel modo più reale possibile, di trovare compassione nei momenti in cui mi sentivo sgraziata, confusa e distrutta. Ho smesso di giudicare me stessa e in quel momento ho trovato la speranza in Magdalene”.

PumarosaDevastation (Caroline)
Per il secondo album, la band si è affidata a John Congleton e ha ospitato il bassista dei Tool Justin Chancellor, per un lavoro che li vede cambiare ed evolvere verso un sound dalle influenze sempre più elettroniche.

SebastiAnTHIRST
Il producer francese torna dopo otto anni con un disco che “è come un diario di viaggio” scritto “senza usare il cervello. Il cervello è il nemico della musica – puoi usarlo, ma dopo aver finito di lavorare”.

Have A Nice Life Sea Of Worry (The Flenser)
La “band più depressa del mondo” torna con un terzo album che ha come tema principale “la paura – la paura di invecchiare, dei bambini che crescono, e dell’incertezza del futuro”.

Andrea Laszlo De SimoneImmensità (42 Records)
“una vera e propria suite, che può essere fruita nella sua completezza solo ascoltando il vinile, oppure in digitale nell’innovativo formato in traccia unica, senza pause, come se si trattasse di un’unica sinfonia della durata di 25 minuti e 16 secondi”.

Mount EerieLost Wisdom Pt. 2 (P.W. Elverum & Sun)
Phil Elverum e Julie Doiron tornano a collaborare dopo udici anni, per un album nato quando mi sono ritrovato a guardare dentro un altro fuoco, disorientato dai cambiamenti. Incrocio le dita affinché quando lo spingerò nel mare lì fuori incontrerà una tranquilla comprensione umana”.

LapaluxAmnioverse (Brainfeeder) Stuart Howard aka Lapalux descrive il suo nuovo lavoro come “una sorta di baule che contiene il sacco amniotico e l’universo”.

Tom Of EnglandSex Monk Blues (L.I.E.S.)
L’album di debutto di Thomas Bullock “esplora una bellissima zona grigia che si trova da qualche parte fra P.I.L., Arthur Russell, la vecchia downtown New York”.

Blind Cave SalamanderThe Svalbard Suite (Hypershape)
L’album è parte di un progetto più ampio, nato da una serie di viaggi alle isole Svalbard, che comprende anche un documentario, un cortometraggio e una piece teatrale, e vede la collaborazione fra gli altri degli Xiu Xiu.

Venerdì 15 novembre

TOYSongs of Consumption (Tough Love) “Songs of Consumption musicalmente è una continuazione e un’evoluzione dei temi di Happy In The Hollow e mostrerà alle persone dove stiamo andando con la nostra musica”.

TindersticksNo Treasure But Hope (City Slang)
“Un nuovo album dei tindersticks è sempre qualcosa di speciale. Al di là di un concetto fisso di genere, Stuart A. Staples e soci ci dimostrano quanto possa essere versatile la musica pop”.

Alva Noto + Ryuichi SakamotoTWO
Il disco documenta la performance del duo alla Sydney Opera House, che ha visto la coppia esibirsi su nuove composizioni e improvvisazioni su vecchi lavori.

Venerdì 22 novembre

BeckHyperspace (Capitol)
“Non ha niente a che fare con lo Spazio. Si tratta più di uno spazio interiore… il pensiero del disco è trovare la pace nel momento. Pensavo alla musica come una specie di fuga… in un certo senso altera lo spazio, altera lo stato mentale…”

Leonard CohenThanks for the Dance (Columbia)
“Nel comporre e arrangiare la musica”, racconta il figlio Adam, che ha curato l’album postumo per volere di Cohen, “abbiamo seguito la sua impronta musicale, tenendolo così con noi. Ciò che mi ha davvero commosso è stata la sorpresa di coloro che hanno ascoltato questo album, “Leonard è vivo!” hanno esclamato”.

The WhoWho (Polydor)
“Io e Roger siamo vecchi ormai”, dice Pete Townshend, “e ho sempre cercato di stare lontano dalle cose strappalacrime così come dalla nostalgia. Non ho mai voluto mettere nessuno a disagio con il mio modo di vedere. I ricordi ci sono e ok, vanno bene, ma ci sono alcune canzoni che fanno riferimento alla contemporaneità”.


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