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Venerdì 1 marzo

SolangeWhen I Get Home (Columbia)
Uscito praticamente a sorpresa tre anni dopo A Sit At The Table, contiene featuring di Tyler, the Creator, Gucci Mane, Playboi Carti, Devin The Dude, Panda Bear, Metro Boomin, Cassie, Earl Sweatshirt, Steve Lacy, Abra, Dev Hynes, Standing on the Corner e Chassol,

PondTasmania (Marathon Artists) “Tutto quello che ti serve per adorare il lato fuzzy del pop”. Prodotto da Kevin Parker dei Tame Impala, questi dieci brani “si focalizzano sul concetto di celebrare quello che hai invece di preoccuparti di vaghi nebulismi”.

Hand HabitsPlaceholder (Saddle Creek)
Meg Duffy descrive queste canzoni come le più dirette mai scritte, realizzate con intenzioni chiare, e diversamente da Wildly Idle (Humble Before The Void), Placeholder non vagabonda. È meno un paesaggio sommerso e più una serie concisa di pensieri”.

Weezer Black Album (Crush/Atlantic) Preceduto a sorpresa da un album di cover, il disco nero dei Weezer, che saranno anche in Italia per la prima volta in vent’anni, è prodotto da Dave Sitek dei TV On The Radio, che ha ispirato “la grande idea di scrivere tutte le canzoni al piano, per dare un senso di songwriting classico”.

2 chainzRap or go to the league (Gamebread, LLC / Def Jam Recordings)
Il quinto album del rapper è prodotto dal giocatore di basket LeBron James, cosa che dà ancora più senso al titolo, riferito al luogo comune secondo cui un afroamericano avrebbe solo due scelte nella vita, diventare rapper oppure giocatore di basket, appunto.

Royal TruxWhite Stuff (Fat Possum) Dopo le ristampe dei mesi scorsi, i Royal Trux sono tornati ufficialmente in attività dopo quasi vent’anni: White Stuff infatti è il primo album del duo di Jennifer Herrema e Neil Hagerty dai tempi di Pound For Pound, uscito nel 2000.

Venerdì 8 marzo

Giorgio PoiSmog (Bomba Dischi)
Due anni dopo il successo dell’esordio solista con Fa Niente, torna Giorgio Poi. Due anni proficui, che hanno visto il cantautore collaborare con protagonisti della scena italiana e non solo, da Frah Quintale a Calcutta ai Phoenix, passando per Carl Brave e Luca Carboni.

Stella Donnelly Beware of the Dogs (Secretly Canadian)
L’album di debutto della cantautrice australiana Beware of the Dogs “dimostra attraverso 13 canzoni piene di vita il potere di alzarsi in piedi per se stessi, i propri amici, e quello che è giusto”.

Foals Everything Not Saved Will Be Lost Part 1 (Sony)
Questo è solo l’inizio di un 2019 che vedrà i Foals più impegnati che mai, con la pubblicazione di due album che “sono due facce della stessa medaglia, parti integranti l’uno dell’altro che rispecchiano quello che sta succedendo nel mondo”.

Venerdì 15 marzo

Coma cose Hype Aura (Asian Fake) L’hype non è solo nel titolo: l’album di debutto dei Coma Cose arriva dopo mesi di aspettative, fra singoli di successo e copertine, per confermare il talento del duo nel fotografare con occhio dissacrante e linguaggio fra rap e pop scenari urbani e contemporanei.

Stephen Malkmus Groove Denied (Domino)
L’album elettronico di Stephen Malkmus era pronto ancora prima dell’ultimo Sparkle Hard, ma “forse pensavano che fosse stupido farlo uscire prima perché era un grattacapo. Forse qualcuno dei miei fan più tradizionalisti che conosce i Pavement sarebbe rimasto perplesso”.

The Cinematic OrchestraTo Believe (Ninja Tune)
“To Believe non si nasconde dal suo ethos – la sua articolazione del linguaggio sonico unico della band, che abbraccia non solo il jazz ma ogni tipo di orchestrazione trascendentale combinata con l’elettronica elegante di artisti come Ólafur Arnalds e Floating Points.

Venerdì 22 marzo

La Dispute Panorama (Epitaph)
Il primo album con la nuova etichetta “combina jazz, rock, slowcore, noise, hardcore. È un lavoro dalle ambizioni alte e profondamente emozionante che filtra lo storytelling attraverso una lente personale, come un saggio di Joan Didion trasposto in musica”.

American FootballLP3 (Polyvinyl) “Ci abbiamo messo un sacco di tempo e di energia. Eravamo tutti preoccupati riguardo quello che volevamo mettere fuori. L’ultima volta, si trattava di capire come usare tutte le nostre armi. Stavolta abbiamo pensato – Ok, abbiamo queste, usiamole.

Nilüfer YanyaMiss Universe (ATO) L’atteso debutto della giovane cantautrice inglese convoglia la sua timidezza in una personale – e al contrario per niente timida – miscela di “soul e jazz, disciolti in intime canzoni pop con decori elettronici e un nuovo suono di chitarra grungy”.

These New Puritans Inside the rose (Infectious Music)
Preceduto dalla pubblicazione alla fine dello scorso anno del singolo Into The Fire, il nuovo album segna il ritorno dei These New Puritans sei anni dopo l’ultimo Field of Reeds, e dopo un cambio di line-up che li ha visti diventare un duo.

Andrew BirdMy Finest Work Yet (Loma Vista)
“Mi interessa l’idea che i nostri nemici ci rendono completi. Se fossimo semplicemente scappati i nostri nemici avrebbero sentito la nostra mancanza? Come siamo arrivati a questo punto e come possiamo tirarci fuori da questa spirale mortale”

ApparatLP5 (Mute)
“Ho potuto fare questo disco solo perché esiste Moderat. Avere un grande palco con Moderato mi ha dato spazio per grandi gesti e la consapevolezza che potevo liberare Apparat da queste aspirazioni. Non devo scrivere grandi inni pop. Posso immergermi in dettagli e strutture”.

Avey TareCows on Hourglass Pond (Domino)
Registrato fra gennaio e marzo 2018 e co-prodotto con Adam McDaniel, il nuovo album di Dave Portner aka Avey Tare arriva un anno dopo la collaborazione degli Animal Collective con il duo di artisti-scianziati Colin Foord e J.D. McKay Coral Morphologic

Venerdì 29 marzo

Virginiana MillerST (Santeria Records)
Non è ancora dato di conoscere dettagli sul successore di Venga il regno, l’album dei Virginiana Miller uscito nel 2013: tutto quello che la band livornese ci ha concesso finora è una data e un breve trailer.


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