Allegato a Rumore 360, gennaio 2022 trovate la guida “Sniffando Colla, 50 + 50 fanzine musicali italiane” curata da Luca Frazzi con postfazioni di Riccardo Bertoncelli, Oderso Rubini e Maurizio Bianchi

di Luca Frazzi

A un anno dalla guida dedicata alle riviste torno a occuparmi di editoria musicale in Italia. Questa volta il soggetto è più spinoso: le fanzine. Il problema è l’opposto di quello che si presentava un anno fa: se infatti il numero di riviste approdate in edicola ammontava proprio a un centinaio, oggi parto da una base stimata di circa 1000 fanzine per poi selezionarne 100. Solo 100, con tutto ciò che emotivamente e tecnicamente la cosa comporta, e tutto secondo il mio insindacabile giudizio. Una responsabilità mica piccola, lo dico da fanzinaro della prima ora. Nella mia vita sono rimbalzato da una fanza all’altra, come titolare tuttofare e semplice collaboratore. Ovviamente le ritengo tutte meritevoli di entrare in questa top 100, ne sono intimamente convinto. Il fatto è che ogni fanzinaro pensa lo stesso della propria creatura. Insomma, se occupandomi di riviste mi sono fatto qualche nemico, parlando di fanzine il rischio è quello di dovermi barricare in casa sino ai primi caldi evitando accuratamente di frequentare Facebook. Ma ho un’età e spalle larghe, mi preparo a reggere facce storte e post risentiti.

Come dicevo, nasco fanzinaro, mi vanto di conoscere la materia e ne parlo a ragion veduta. Ho sempre voluto scrivere della musica che amavo, fin da ragazzino, e la più grande soddisfazione era sapere che qualcuno mi avrebbe letto. L’unico mezzo alla mia portata affinchè questo potesse accadere? Una fanzine. E allora sotto: Olivetti Lettera 25, forbici, colla, una fotocopiatrice (oscuro oggetto del desiderio) e il sogno prendeva forma. La mia prima fanzine si chiamava “Il Malvagio”, era un giornaletto scolastico dove nel ’79 recensivo The Wall dei Pink Floyd e scrivevo “…I 4 alfieri del rock psichedelico si rifanno ad un tema ormai famoso e cioè all’incomunicabilità di un uomo nel mondo moderno, in cui ogni persona si trova cinta da un muro che gli impedisce di avere rapporti veri con altre persone, ma lo fanno in maniera egregia, egregia a dir poco, con un graditissimo ritorno alla psichedelia delle origini”.

Che tenerezza. Dal “Malvagio” in poi, una militanza lunga più di 40 anni mai interrotta e che mai si interromperà, perché le fanzine sono il sale dell’underground e l’underground è il nostro ossigeno.La stampa controculturale in Italia ha radici antiche. Da noi si scrive, taglia, incolla e fotocopia da quasi 60 anni. Il succo è: ho una cosa da dire e la dico con i mezzi che ho a disposizione. A volte ricalcando il modello della stampa istituzionale, spesso in netto contrasto con essa e senza i vincoli del suo linguag- gio, in assoluta libertà. Con queste premesse, dopo una ricerca condotta consultando il mio archivio e la Rete (fonte quest’ultima di indicazioni spesso sommarie e contradditorie), sono arrivato a contare quasi 1000 pubblicazioni autoprodotte mai approdate in edicola. Questo per darvi un’idea del massacro che è stato dover scremare per arrivare a 100.

(La prefazione continua sulla Guida Pratica che trovate in edicola in allegato al numero)

Se vi va potete anche ascoltare l’intervista a Luca Frazzi durante il programma Radio1 Music Club intervistato da John Vignola.

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