Suffragette Records è il negozio di dischi in Tasmania che celebra la musica delle donne, per le donne

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Suffragette Recod Shop
(Courtesy of Suffragette Records)

C’è un negozio di dischi in Tasmania che si occupa solo di musica cantata e suonata da donne: è Suffragette Records

di Maria Stocchi

Tempo di Records Store Day, e noi siamo voluti arrivare fino in Tasmania per raccontarvi una realtà unica: il negozio di dischi Suffragette Records. Si trova nel quartiere di Battery Point, a Hobart, nel sud dell’isola australiana. È stato aperto nella primavera del 2022 dalla famiglia Carter – composta da Lauren e Oberon, e dalle loro tre figlie: Audrey, Xanthe e Maisie – con un obiettivo preciso: creare uno spazio che celebrasse la musica fatta dalle donne. 

Solo in Italia, negli ultimi anni, la presenza delle artiste nelle classifiche di vendita si è ridotta al 10% (FIMI); le autrici sono meno del 13% e le produttrici non arrivano al 3%, senza contare il fatto che l’83% delle lavoratrici dell’industria musicale ha dichiarato, attraverso un questionario lanciato da Equaly il 25 novembre 2021, di aver subito una o più forme di violenza sul lavoro (ne ha parlato in maniera approfondita Laura Gramuglia nell’ottimo articolo Stereotipi e disuguaglianze di genere nell’industria musicale. Lo potete recuperare nel numero di Rumore 386 – e lo potete acquistare qui

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Un estratto dal numero 386 con l’approfondimento Stereotipi e disuguaglianze di genere nell’industria musicale

In un panorama del genere, facilmente estendibile a livello globale, luoghi come il Suffragette Records si propongono di offrire attivamente un’alternativa che provi a controbilanciare questa tendenza, come spiegano nel loro sito web:

“Un’industria musicale dominata dagli uomini implica che le influenze sociali esercitate dalla popular music siano presentate principalmente attraverso uno sguardo maschile. Questo distorce le espressioni musicali complessive dell’umanità e rende un disservizio a tutti, soprattutto alle donne, le cui voci sono meno rappresentate. Suffragette Records vuole correggere (o quantomeno evidenziare) questa polarizzazione, celebrando e promuovendo gli straordinari contributi delle donne nella musica.
[…] Ispirate da ciò che rappresentano storicamente, e da quanta strada ancora c’è da fare, speriamo di infondere (in maniera non violenta) un po’ dello spirito delle suffragette nel mondo di oggi. Celebrare la musica femminile e distruggere il patriarcato, allo stesso tempo.” 

Un luogo che si propone di essere una lente d’ingrandimento; un faro che illumini il ruolo e la presenza di artiste, autrici, compositrici e produttrici nella musica, fondamentali nonostante l’attuale minoranza, non con la volontà di ghettizzare, bensì di espandere e diffondere il più possibile: 

“Considerata la predominanza maschile nell’industria musicale, ci si può aspettare che un tipico negozio di dischi offra solo il 20% (o giù di lì) di album realizzati da donne. Molti ne hanno meno. Da Suffragette Records, invece, il 100% dei nostri prodotti musicali sono eseguiti o prodotti principalmente da donne […]. Curiosare tra i nostri scaffali rappresenterà un’esperienza unica, che speriamo possa ispirare i visitatori e le visitatrici ad apprezzare maggiormente la profondità e la grandezza della musica femminile”

Così nel loro negozio potrete trovare di tutto – anzi, di tutte: vinili, dischi e cassette, da Kate Bush alle Bikini Kill, da Adrianne Lenker ai Paramore, da Donna Summer a girl in red, e ancora Edith Piaf, Alanis Morrisette, Moor Mother, Rihanna, Blondie, Queen Latifah, FKA Twigs… Se ad appassionarvi è la musica australiana, c’è una sezione dedicata interamente a essa, con  Kylie Minogue, Courtney Barnett, Angie McMahon, Leah Senior, Mere Women e tante altre. 

Suffragette Records Shop

Insomma, un tempio dove a dettare il ritmo sono le voci, le parole, le composizioni e le intuizioni di artiste storiche e nuove, famosissime ed emergenti, dei generi più disparati, che mostra nel concreto quanto le donne nella musica siano più creative che mai, anche se i numeri potrebbero farci credere il contrario. La missione di Suffragette Records va ben oltre la rappresentazione musicale: intende agire sul nostro sguardo, per diventare quel motore di cambiamento che possa ampliare le percentuali di artiste nelle classifiche (ma anche di autrici, compositrici e produttrici):

“Incentrare le storie e le voci delle donne, nei media che consumiamo, può cambiare in meglio la nostra prospettiva. Siamo convinte che non potremo affrontare pienamente questioni come il cambiamento climatico finché non affronteremo la giustizia sociale e l’equità e non distruggeremo il patriarcato. Questo inizia con le storie e le canzoni che raccontiamo, cantiamo e ascoltiamo”

Poiché il vero cambiamento può avvenire solo se intersezionale, appunto, Suffragette Records non è attento soltanto alla musica femminile, ma si propone di sostenere anche altre cause, prima fra tutte quella ambientale: cerca di vendere prevalentemente dischi usati, o meglio pre-loved (“già-amati”), come li descrive, e tenta in vari modi di ridurre al minimo gli sprechi e il loro impatto ambientale (ad esempio, lavorando con società di spedizioni carbon-neutral, cioè a impatto zero. Vuole anche incentivare l’ascolto del vinile, non solo per l’atmosfera vintage e il revival che sta vivendo negli ultimi anni, ma come contrapposizione al mordi-e-fuggi in cui si è trasformato l’ascolto moderno, sempre più veloce e distratto:

“Amiamo il ritmo dell’ascolto su vinile. Amiamo come ti porti ad ascoltare l’intero album, come è stato immaginato dall’artista. Devi alzarti, girare il disco, e partecipare attivamente alla musica in un modo che i formati digitali non permettono. Non ci sono notifiche o aggiornamenti; niente contenuti rapidi. Solo tu e il giradischi […]. Amiamo sapere che l’artista prenda una fetta maggiore del profitto dalla vendita di un nuovo disco in vinile, rispetto agli streaming online, e che ciò la supporterà per poter fare nuova musica in futuro”.   

Non servirà arrivare direttamente in Tasmania per godere di questo luogo unico: basterà visitare il loro shop online – spediscono in tutto il mondo! – oppure la loro pagina Instagram, dove vengono spesso postati consigli musicali e focus. E se anche soltanto una ragazza, dopo aver portato a casa con sé l’ultimo disco delle Boygenius, oppure un classico di Joan Baez (rigorosamente in vinile), prenderà in mano una chitarra o una penna per scrivere la sua prima canzone, sapremo che quel piccolo negozio, in quella piccola isola dall’altra parte del mondo, sarà riuscito nel suo intento. 

Redazione Rumore
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