• 44
    Shares

Allegato a Rumore 348, gennaio 2021 trovate la guida “Edicola Rock, 50 + 50 riviste musicali italiane” curata da Luca Frazzi con post fazione di Claudio Sorge. Qua sotto potete leggere parte della prefazione dell’autore.

di Luca Frazzi

Da bambino per regalo non chiedevo un giocattolo, chiedevo “un giornalino”. Preferivo andare in edicola piuttosto che in cartoleria. Abitavo in periferia, ne avevo una a cento metri da casa, la vedevo dalla finestra. Era bello sapere che c’era ed era una festa andarci, anche solo per annusare l’inchiostro delle riviste esposte o per comprare qualche bustina di figurine. L’edicola era piazzata sopra un piedistallo di cemento dove noi bambini ci sedevamo anche d’inverno, nella nebbia, compravamo un giornalino e lo leggevamo lì. Nel mio caso prima il “Corriere Dei Piccoli” poi il “Corriere Dei Ragazzi” ma anche “Provolino”, “Tiramolla”, i fumetti di guerra della collana “Supereroica”, “L’Intrepido”, “Tex”, “Zagor”, “L’Uomo Ragno”, “I Fantastici Quattro”, “Alan Ford”, le riviste “strane” che mi commissionava mio fratello come “Linus” e “Il Mago”. Anche “L’Espresso”, nonostante fossi un bambino: tutto, ero onnivoro. Un tardo pomeriggio d’autunno del 1978 il grande passo: compro “Ciao 2001”. È il numero 42 del 22 ottobre, in copertina De Gregori e Pete Townshend che salta, piedi uniti e chitarra roteante: è il mio primo acquisto di una rivista musicale. In casa ne circolavano già (mio fratello si teneva informato), quella però l’avevo comprata io, con i miei soldi. Quel pomeriggio inizia un viaggio che sto ancora percorrendo con passione immutata e seri problemi di spazio, causa accumulo patologico seriale.

Quell’edicola c’è ancora, l’anno prossimo compie 50 anni. Più spoglia e un po’ triste (tutte le edicole oggi sono così, mondo di merda) ma c’è ancora. Faccio spesa lì nonostante abiti dall’altra parte del paese, per riconoscenza verso quel luogo che per anni è stato il mio osservatorio sul mondo. Se mi occupo di musica è anche grazie a quell’edicola e a un percorso che condivido con parecchi lettori di “Rumore”, perlomeno quelli che hanno superato gli “anta” (e non solo loro, viene da dire scorrendo l’elenco delle testate nate e morte in tempi recenti). L’appuntamento in edicola con la “rivista rock” ha scandito la mia crescita personale e culturale. Certo, una volta si parlava di settimanali, ma la Rete non ha fatto tabula rasa. Nel momento in cui scrivo, nelle edicole più fornite fanno ancora bella mostra di sé una decina di riviste rock (e dintorni). Non male, a pensarci. Come nel caso del vinile, vale la considerazione che facciamo da tempo: chi l’avrebbe mai detto, anche solo dieci anni fa, che oggi sarebbero esistiti ancora certi supporti fisici?

Non navigano nell’oro, le riviste musicali. Le cifre di vendita sono lontane da quelle degli anni d’oro (’75/’90) e la loro diffusione non è capillare. Ma ci sono, mediamente di buon livello. Alcune hanno scelto di puntare sull’approfondimento, unica arma di contrasto all’informazione in Rete, più immediata ma superficiale (tradotto: incompleta). Le riviste sono lì, occupano uno spazio col loro volume e la loro fragilità. Si piegano, si strappano, ingialliscono: vivono. Le animano firme che per i lettori rappresentano
una garanzia (in Rete spesso gli articoli non sono firmati o, se lo sono, pochi si scomodano a cercare nome e cognome). Una certezza: è bello sapere che ogni mese in edicola con pochi euro possiamo portarci a casa un centinaio di pagine che raccontano una passione. Mi mancano i primi 15 anni ma posso vantarne più di 40 di fedele militanza: prima “Ciao 2001” poi “Popster”, il “Mucchio”, “Musica 80”, “Rolling Stone” (nella prima edizione italiana), “Rockstar”, il “Buscadero”, “Rockerilla”, “Rumore”, eccetera. Un percorso che (oltre ad aver contribuito a disboscare mezza Amazzonia) mi ha portato a essere quello che sono. La passione era tale che a un certo punto sono passato dall’altra parte della barricata, quella di chi scrive. (La prefazione continua sulla Guida Pratica che trovate in edicola in allegato al numero)

Non siete riusciti ad acquistare in edicola le precedenti Guide Pratiche di Rumore? Non preoccupatevi, ecco come ordinarle online allegate esclusivamente ai rispettivi numeri. Cliccate sul titolo per andare all shop.

Edizione cartacea – Abbonati qui


  • 44
    Shares