•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scopri quali erano i dischi più attesi nei mesi di gennaiofebbraiomarzoaprile e maggio

Venerdì 4 giugno

Red FangArrows (Relapse)
“Questo disco mi sembra più Murder The Mountains di qualsiasi altro disco che abbiamo fatto prima o dopo”, dice il bassista/cantante Aaron Beam. “Non suona come quel disco, ma Murder the Mountains eravamo noi che facevamo il cazzo che ci pareva, e così è anche questo”.

Wolf Alice Blue Weekend (Dirty Hit)
Prodotto da Markus Dravs (Arcade Fire, Björk, Brian Eno, Florence + The Machine), Blue Weekend segna il ritorno dei Wolf Alice tre anni dopo Visions Of Life, vincitore del Mercury Prize, Per registrare il disco, la band si è trasferita in un Airbnb nel Somerset, lontano dai palchi dei festival, dai tourbus, dagli show per ritrovarsi e cementare la loro amicizia, lavorando in una chiesa sconsacrata

Greentea PengMan Made (AMF)
Scritto e registrato con la sua band dal vivo The Seng Seng Family e prodotto da Earbuds, il debutto dell’artista londinese è “un’esplorazione di sé e del suono. Un prodotto di paradigmi mutevoli sia interni che esterni. UN VIAGGIO ULTRA SONICO. Questo album è un’offerta di guarigione, una provocazione dell’anima spirituale di Hu Man”.

Liz PhairSoberish (Chrysalis)
Soberish è un ritratto della Liz Phair dei nostri giorni, che è riuscita a cogliere tutte le sfumature del suo passato artistico e sintetizzarle in questo nuovo splendido lavoro dal sound fresco ma allo stesso tempo familiare”.

RostamChangephobia (Matsor Projects)
“Questa raccolta di canzoni”, spiega l’artista, “non celebra la paura del cambiamento. Invece è il contrario. Parla di chi siamo capaci di diventare se riconosciamo queste paure in noi stessi e ci innalziamo al di sopra di esse”.

Venerdì 11 giugno

King Gizzard & The Lizard WizardButterfly 3000 (KGLW)
Secondo album del 2021 dopo L.W. per i prolifici australiani, Butterfly 3000 è un disco costruito attorno a loop di synth modulari, che mostra in copertina uno “strabico autostereogramma” creato dal collaboratore di lungo corso Jason Galea.

Alessandro CortiniScuro Chiaro (Mute)
Il nuovo album di Cortini è stato realizzato lavorando attraverso il suo archivio di registrazioni personali, attentamente esaminate per trovare suoni ed elementi con cui comporre: “Per me le cose che sono state create in tempi diversi”, spiega, “possono stare insieme in un’unica opera d’arte, e non importa quando sono state create. Si beve vino vecchio di dieci anni con un pasto appena fatto. Il prodotto finale, secondo me, non ha bisogno di essere realizzato contemporaneamente”.

Sleater-KinneyPath Of Wellness (Mom + Pop)
Registrato a Portland durante l’estate del 2020, in uno sfondo di disordini sociali, incendi e pandemia, il decimo album della band è anche il primo senza la batterista Janet Weiss, uscita dal gruppo nel 2019 dopo 24 anni.

Venerdì 18 giugno

Kings Of ConveniencePeace Or Love
L’album del ritorno dei KOC dopo 12 anni è “il suono di due vecchi amici che esplorano l’ultima fase della loro vita insieme e trovano nuovi modi di catturare quella magia sfuggente. Registrato nell’arco di cinque anni in cinque città diverse, l’album suona fresco come la primavera: 11 canzoni sulla vita e l’amore con la bellezza seducente, la purezza e la chiarezza emotiva”.

SpanoSpano (Love Boat/Liza) “L’incontro fra chitarre atmosferiche e arte contemporanea del beat”, scrive Mauro Fenoglio sul nostro disco italiano del mese, “Un sussurro che scopre il piacere di pulsare con nuovi ritmi, in un deserto post-apocalittico. Esperimenti di artigianato dub che diventano narrazione sonora. L’incontro di due mondi apparentemente distanti, che si scoprono necessari l’uno all’altro, in una colonna sonora che non ha bisogno di immagini””. Sono piccole istantanee urbane e strumentali, ballabili ma non ballabili. Piccole storie (a)ritmate e scure”.

Venerdì 25 giugno

SAULTNine  
il misterioso collettivo, autore di due album nel 2020, Untitled (Black Is) e Untitled (Rise), e due nel 2019 – 5 e 7 -, ha annunciato sui social l’uscita del nuovo Nine, senza rivelare dettagli, se non che l’album avrà la particolarità di “esistere” in streaming, download e vinile solo per 99 giorni.

Tyler, The Creator Call Me If You Get Lost (Columbia)
Il ritorno di Tyler, The Creator è stato annunciato prima da una serie di manifesti con il titolo e un numero di telefono, apparsi a Los Angeles, Londra, Parigi, Berlino, Stoccolma, Amsterdam, Sydney, Toronto, Montreal e Vancouver, dal teaser Side Street e infine dal singolo Lumberjack e relativo video, diretto dall’alterego Wolf Haley.

L’RainFatigue (Mexican Summer) “Questo album è un’esplorazione della simultaneità delle emozioni umane… l’audacia della gioia sulla scia del dolore, la delusione di fronte alla realizzazione. La pervasività di questa stratificazione di emozioni può essere sorprendente, potenziante e scoraggiante. I titoli delle canzoni possono essere letti come una poesia di 28 parole e 14 versi, potenzialmente divisa in 3 strofe”.

Spelllingthe turning wheel (Sacred Bones)
Il terzo lavoro dell’artista della Bay Area ruota attorno ai temi dell’unità umana, del futuro, dell’amore divino e degli enigmatici alti e bassi dell’essere parte di questo carnevale chiamato vita, spingendo i confini del suo lavoro principalmente basato sui sintetizzatori e assumendosi l’ambizioso compito di orchestrare e autoprodurre un album che presenta un ensemble di 31 musicisti.

John GrantBoy from Michigan (Bella Union)
In Boy from Michigan, prodotto dalla vecchia amica Cate Le Bon, Grant documenta l’America con dettagli microscopici e pittorici. La fragile intensità delle prime esperienze di vita di un uomo di mezza età si trasforma in un’ampia metafora dello stato della nazione. “Sto solo raccontando da dove vengo”, osserva, “e in cosa sono passato”.

Daniel AveryTogether In Static (Phantasy)
“Come per molte cose lo scorso anno, il progetto ha assunto un potere e una vita propri di fronte a me. L’idea originale era semplicemente suonare un paio di concerti intimi alla Hackney Church durante l’ultimo lockdown. Ho iniziato a fare musica appositamente per gli spettacoli ma, mentre i piani continuavano a cambiare, sono caduto sempre più in profondità tra le onde. Ho preso in considerazione un 12” o un EP, ma quando sono tornato in superficie, ho capito che avevo un disco completo che volevo condividere”.

Blak SaaganSe ci fosse la luce sarebbe bellissimo (Maple Death)
“Se potessimo dipingere il mondo di nero, riscoprirlo con una torcia che illumina ogni singolo dettaglio e trasformare ogni scoperta in un’ossessione mentre scivoliamo attraverso l’oscurità, potremmo imbatterti nella nuova magniloquente ricerca di Blak Saagan, un’opera mostruosa di dedizione e architettura sonora che indaga e fa da colonna sonora a una delle pagine più tristi e oscure della storia italiana: il sequestro di Aldo Moro.

Lucy DacusHome Video (Matador)
Nel suo terzo album, la cantautrice si interroga sui suoi anni formativi a Richmond, in Virginia, con molte delle canzoni che iniziano come un libro di memorie autobiografiche. “Il passato non cambia”, dice, “Anche se un ricordo viene da un momento in cui con mi sentivo al sicuro, c’è sicurezza nel guardarlo, nella sua stabilità”.

Gaspard AugèEscapades (Because)
Scritto in collaborazione con il compositore francese Victor Le Masne e registrato in due mesi tra due studi di Parigi, l’Enterprise – dove è stato utilizzato un synth che apparteneva agli Yes – e i Motorbass Studios, di proprietà dello scomparso Philippe Zdar dei Cassius, Escapades è l’esordio solista della metà dei Justice.

Modest MouseThe Golden Casket (Epic)
Sei anni dopo l’ultimo Strangers to Ourselves, i Modest Mouse tornano con il nuovo album The Golden Casket, prodotto da Dave Sardy e Jacknife Lee fra Los Angeles e lo studio di Portland dei Modest Mouse. Il disco è stato anticipato dai singoli We Are Between e Leave A Light On.


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •