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Con un post sul suo sito, Morrissey ha commentato il licenziamento dalla BMG, che a marzo di quest’anno aveva pubblicato l’ultimo album I Am Not A Dog On A Chain e che in seguito ad alcuni cambiamenti hanno deciso di non rinnovare gli accordi con Moz dopo aver pubblicato anche il disco di cover California Son (2019) e l’album Low In High-School. “Questa notizia”, scrive, “è perfettamente in linea con l’implacabile galvanizzante orrore del 2020. Saremmo estremamente pazzi ad aspettarci qualcosa di positivo. I tre album che ho pubblicato con la BMG sono stati i migliori della mia carriera, e li sosterrò fino alla morte. Registrarli è stato un periodo cruciale della mia vita, e ringrazio il precedente team della BMG e tutte le persone coinvolte. è ancora importante per me fare musica a modo mio, e non vorrei stare con un’etichetta che imponga in modo così specifico ai suoi artisti come dovrebbero comportarsi – specialmente quando la parola ‘talento’ non viene mai pronunciata”.

Moz, recentemente, prima della totale esplosione del virus non aveva voluto annullare alcuni suoi concerti e questa scelta non era piaciuta a molti. In occasione del Black Out Tuesday, il mondo musicale si era fermato come manifestazione di sostegno al movimento Black Lives Matter e alle proteste seguite all’uccisione di George Floyd da parte di un poliziotto e il gesto del cantante inglese era stato vito come ipocrita, visti i precedenti di Morrissey, che più volte ha sostenuto partiti di estrema destra. Qualche mese fa, invece, in occasione delle scomparsa di Ennio Morricone, aveva raccontato il suo incontro durante le registrazioni di Ringleader of the Tormentors.

E se fate ancora fatica a scindere l’uomo dall’artista, Nick Cave tempo fa aveva detto la sua su un tema così discusso.


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