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Cominciamo il nuovo anno con un viaggio. Un reportage dall’Inghilterra, Bristol per l’esattezza. Città simbolo della rivoluzione “alternativa” dell’ultimo ventennio, Bristol è al centro del racconto costruito e firmato in loco dal nostro Luigi Mutarelli. Ci sono diversi moventi che ci hanno (ri)portato qui. La pubblicazione di un paio di ristampe prima di tutto. La prima è Mezzanine dei Massive Attack – nostre facce di copertina per l’occasione – a 20 anni circa dalla sua prima uscita. Il disco è stato annunciato e realizzato in versione deluxe, con tanto di bonus CD o versione in cofanetto. Gli stessi Massive Attack celebrano l’album con un tour a tema, che toccherà l’Italia per tre date al principio di febbraio 2019. Se non fosse che… Dopo aver annunciato l’uscita fisica del disco con data novembre 2018, e in seguito averla posticipata a fine gennaio 2019, la band ha deciso di congelare la pubblicazione della ristampa in questione. Il tour ci sarà lo stesso, il disco chissà quando. Questa notizia l’abbiamo appresa a numero ormai chiuso, in stampa, sotto Natale. Il bello della diretta. O gli inconvenienti del mestiere. Ma poco importa, tutto sommato.

Nel frattempo noi, avendo ricevuto per tempo tutto il materiale avevamo già invitato il nostro inviato alla stesura del reportage. Anche perché un’altra ristampa locale leggendaria rende il tema “abbrustolente”. Si tratta di Learning To Cope With Cowardice di Mark Stewart, già fondatore del Pop Group. Luigi Mutarelli ha così chiacchierato con lui e con Vessel, uno dei nomi chiave del nuovo suono di Bristol. Da questa scarpinata è emerso un resoconto approfondito di una rivoluzione musicale e cittadina, insistita nel tempo. Dal Wild Bunch ai Portishead e Tricky fino ai giorni nostri. Ritorno a Bristol, appunto.

(Supplemento al numero 324 di Gennaio 2019)

Anno nuovo, nuova guida pratica allegata a Rumore. A un anno esatto di distanza da quel  50 + 50 Dischi Al Di Sopra Di Ogni Sospetto (sottotitolo: 100 Capolavori Dimenticati Dagli Archivi Segreti Della Musica Italiana), torna a colpire il nostro Giona A. Nazzaro. Questa volta si dedica al maestro della musica italiana per eccellenza: Ennio Morricone. Il quale, fresco dei 90 anni da poco compiuti, viene celebrato da noi in un libro monotematico che scava tra le sue 50 + 50 colonne sonore meno conosciute al grande pubblico. Un Morricone “assoluto” e più nascosto. Se amate il cinema, la musica o entrambi, siete avvertiti. Introduzione di Carlo Verdone e postfazione di Tommaso Colliva. Come dire: imperdibile!

Restiamo a Roma, ma osservando un’altra faccia della capitale. Paolo Ferrari ha infatti realizzato un’approfondita inchiesta sulla old school dell’hip hop capitolino. Partendo da nomi chiave come Militant A degli Assalti Frontali, fresco autore di un libro autobiografico. Passando poi il microfono a Colle Der Fomento e Piotta, entrambi appena ritornati con i rispettivi nuovi album. Pionieri di un genere nato nella strada, attivi da decenni, prima del boom di questi ultimi anni. 

C’è vita oltre i Calibro 35? Ovviamente sì. Così, oltre alla presenza delle molte produzioni discografiche del mastermind Tommaso Colliva citato poco sopra, abbiamo chiesto a Barbara Santi di mettere a confronto un paio di componenti della band “cinedelica”. Entrambi in libera uscita. Lo straordinario batterista Fabio Rondanini (ora a capo della super band I Hate My Village, da poco formata assieme ad Adriano Viterbini della Bud Spencer Blues Explosion con la partecipazione di Alberto Ferrari dei Verdena) e il polistrumentista Massimo Martellotta, autore negli ultimi mesi di una serie di sofisticati album solisti. Ne è venuto fuori un ritratto dei due inedito quanto interessante.

Una delle vicende più artistiche più rilevanti dell’anno appena cominciato sarà quella dei C’mon Tigre. Misteriosi ed eclettici, nonché recenti firmatari di un importante contratto con l’etichetta discografica berlinese !K7, i due componenti della band hanno trascorso per noi una giornata in studio con Francesco Locane: al quale hanno raccontato nei dettagli il percorso che li ha portati all’album imminente. Affascinati da sempre dalle molteplici suggestioni emerse dal continente africano, i C’mon Tigre sono in questo non distanti dal progetto svedese denominato Goat. La band mascherata si è appena rifatta viva grazie al suo leader. Che in modo quasi omonimo si fa chiamare Goatman. Emanuele Sacchi si è fatto svelare cosa c’è sotto la maschera meticcia del progetto. 

Non possono naturalmente mancare a gennaio le classifiche riassuntive del 2018 appena trascorso: a cura dei singoli collaboratori della rivista, voce per voce, firma per firma. 10 dischi a testa fra quelli che hanno caratterizzato l’anno appena concluso.

Scriviamo poi delle ultime uscite editoriali di Jonathan Coe, Gianluigi Ricuperati, Wayne Kramer e Francesca Diotallevi. Siamo andati a vedere dal vivo un paio di festival: Transmissions a Ravenna e Transmusicales a Rennes, in Francia. Ricostruiamo la vicenda personale di Anna Basso, già voce del gruppo pop rock Dottor Livingstone. Fra le interviste spiccano poi quelle a nomi “futuribili” come Nkisi, Sonic Wolves e Simona Norato.

Il disco del mese è quello postumo del povero Richard Swift. Recensiamo inoltre le nuove uscite di Balthazar, The Dandy Warhols, Pedro The Lion, Clutch, Joe Jackson, White Fence, Nebula, Deerhunter, Gianni Maroccolo, Willard Grant Conspiracy, Giulio Casale, Nils Frahm, Sharon Van Etten, Toy, The Twilight Sad, Fontaines D.C., Le Cose Bianche, Toro Y Moi, Swervedriver etc. A questi si aggiungono, fra le altre, le ristampe di Green River, Buzzcocks, Big Brother & The Holding Company, Pearls Before Swine.

Come ogni mese, ecco una playlist in aggiornamento costante su Spotify con alcuni dei dischi trattati, in modo da guidarvi agilmente alla lettura del nuovo numero.

“Rumore” 324, gennaio 2019, è in edicola: al prezzo, inclusa la guida allegata, di 8,50 euro. Disponibile anche la versione app, per tutte le piattaforme. Buona lettura!

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