Pochi giorni prima che il numero di settembre 2018 uscisse, si è diffusa la notizia della scomparsa di Claudio Lolli. Visto il recente boom dei nuovi cantautori, va ricordato quanto Lolli sia stato uno dei meno celebrati ma non meno importanti padri del genere, in Italia. Non abbiamo fatto in tempo a omaggiare a dovere il severo autore bolognese, ma valga come minima consolazione il fatto che nel nuovo numero di “Rumore” abbiamo scritto del volume (Disoccupate Le Strade Dai Sogni) che raccoglie tutti i suoi testi, scritti lungo una carriera lunga quasi mezzo secolo.

La storia di copertina del primo numero dopo l’estate riguarda una nostra vecchia conoscenza. Ossia Mark Lanegan: uno dei più grandi, riconoscibili e ombrosi rocker in circolazione, senza mezzi termini. Attivo ormai da una trentina d’anni e sotto diverse forme (dagli Screaming Trees ai Gutter Twins, passando per i Queens Of The Stone Age e mille altri progetti), Lanegan ha intrapreso da tempo una carriera solista. Fra molti alti e qualche basso. Mark conquista la sua seconda copertina personale nella storia di “Rumore” con un grande album che fa parte della prima categoria (gli alti): realizzato insieme al bluesman inglese Duke Garwood. Diego Ballani ha parlato con entrambi, per farsi raccontare una carriera speso intrisa di solitudine.

Restiamo negli Stati Uniti per palare di due band assai distanti fra di loro, ma che abbiamo deciso di intercettare, benché separatamente. Da una parte i Sumac di Aaron Turner. Già mente dietro progetti come Isis o Split Cranium, Turner raggiunge l’apice della sua idea di metal sperimentale proprio con il nuovo disco “sentimentale” dei Sumac, che ha analizzato assieme a Claudio Sorge.

Dall’altro lato troviamo invece i Death Cab For Cutie. Con tutta probabilità la band simbolo del concetto (per quanto obsoleto) di indie rock chitarristico contemporaneo. Il nuovo disco arriva a molti anni di distanza dal precedente, così il leader del gruppo, Ben Gibbard, ha raccontato a Francesco Vignani cosa significa essere in pista da 20 anni esatti. Per esempio essendo una grande influenza per tutta la generazione cosiddetta indie che ha cominciato a suonare nel nuovo millennio.

C’è poi da fare un discorso sull’eterno ritorno degli anni 80. Anche di quelli più oscuri e meno celebrati del pop dell’epoca. Un paio di uscite – per quanto assai distanti – ragionano a nostro modo di vedere proprio su questo aspetto. Si tratta dei londinesi Jungle (collettivo di ritorno dopo un fulminante esordio di pochi anni fa). E dell’androgina Christine & The Queens: francese, ma ormai diva “alternativa” in tutto il mondo. Giorgio Valletta e Mavi Mazzolini hanno approfondito la questione parlandone direttamente con gli autori.

Qualcuno ha detto anni 80? Pop oscuro e fuori dal coro? Padri pionieri di un genere intero? Ecco qua i Soft Cell. Che per loro stesa ammissione sono giunti a fine corsa. Al temine di settembre celebreranno infatti la loro avventura quarantennale con un mega concerto londinese. Simultaneamente esce un box che ripercorre tutta la loro storia. Valeva la pena quindi sentirli di persona. Non senza qualche difficoltà, Francesco Vignani è riuscito nella sua missione di “stalker”. Raggiungendo David Ball, la mente musicale del duo (la voce, lo sapete, è quella di sua bizzarria Marc Almond). Un gruppo che – fra un eccesso e l’altro – ha inventato un genere. E che qui ci racconta come, quando, dove, come e perché.

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Da aggiungere poi: un ricordo di Richard Swift – songwriter di recente scomparso a 40 anni e mai troppo valutato in vita – e interviste a ottimi progetti in ascesa come Tons, Bodega, Dos Santos, Onyx Collective, Wax Chattels e Kadhja Bonet. Siamo andati a vedere dal vivo a Vasto, in Abruzzo, l’ultima edizione del Siren Festival. Riavvolgiamo poi il nastro sulla storia dei britannici House Of Love, sofisticata quanto indimenticata band britannica pop rock di culto tra i tardi ’80 e i primi ‘90.

Analizziamo come al solito moltissime nuove uscite discografiche, fra cui spicca il convincente album dell’americana Mitski, nostro disco del mese. Oltre alle nuove uscite di Esterina, Animal Collective, Death Grips, Anna Calvi, Vibravoid, Mogwai, Low, Liars, The Internet, Hater, Interpol, Justice, Nine Inch Nails, Pineapple Thief, Nosound, Marc Ribot, Spiritualized, Slash, Tirzah, Riccardo Sinigallia, Blood Orange, Gaika, Drake, Wild Nothing, Iggy Pop & Underworld e tantissimi altri. Tra le tante ristampe si segnalano invece quelle di Led Zeppelin, Prince, David Sylvian, Brant Bjork, Peter Murphy, Guns N’ Roses.

“Rumore” 320, settembre 2018, è in edicola: al prezzo di 6,00 euro. Disponibile anche la versione app da scaricare. Buona lettura!

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