(Dinosaur Jr – You’re Living All Over Me, 1987 – SST)

Riconoscere immediatamente un suono o un gusto è un riflesso automatico e quotidiano. “Rumore”, in collaborazione con Jameson, vi porta a scoprire ciò che li rende riconoscibili.

di Luca Minutolo

In questo itinerario alla ricerca del gusto musicale mancava un tassello fondamentale: la centralità della chitarra. Specialmente negli ultimi tempi, tutti trap-electro-idm in cui qualsiasi suono passa attraverso una digitalizzazione irreversibile, sentiamo il bisogno di un ritorno alle origini. Se siamo qui a scrivere, discutere, leggere e soprattutto ascoltare tutta questa mole di musica, lo dobbiamo al sacro fuoco del rock. Per lo meno su queste pagine. Facciamo quindi un passo indietro, con una band che dal relativo passato ha tratto linfa vitale per la costruzione del proprio sound caratteristico. Alzi la mano chi non riconoscerebbe un assolo di J Mascis al primo acuto della sua Fender. Un dolcissimo fragore spaccatimpani. La goduria assoluta per chi ha nostalgia della tracotanza chitarristica dei 70, ma che al tempo riesce a scuotere le corde rigide dei puristi hardcore. Senza mezzi termini, i Dinosaur Jr sono le mosche bianche del movimento indie americano di fine anni 80. C’è poco da discutere di fronte all’espressività rumorosa della chitarra di J Mascis, sulla cui spina dorsale si ramificano tutte le band che dal grunge in poi hanno rimesso al centro della questione lo strumento a sei corde. Slacker prima dei Pavement, classici come la lezione rock dei 70s ci ha tramandato. Nel mezzo, i ritmi frenetici della furia hardcore.

La band di J Mascis, Lou Barlow e Patrick Murphy si piazza naturalmente nel vuoto lasciato da queste due correnti opposte. J Mascis è però un guitar hero atipico. Introverso, chiuso nella sua bolla personale. Un personaggio dal carattere difficile e totalmente concentrato sulla sua chitarra. Con la sua voce in falsetto che si fa largo timidamente, abbattendo dolcemente il muro elettrico eretto con dal suo fragore chitarristico. Dell’imprescindibile trilogia che include anche l’esordio omonimo e The Bug, You’re Living All Over Me si staglia ad un gradino al di sopra dei suoi due compagni. Quello in cui il sound dei Dinosaur Jr prende forma dal tormentato rapporto di amore e odio tra Mascis e Barlow. I volumi assordanti sono un marchio di fabbrica che arriva direttamente dal passato di J Mascis come batterista. Proprio da uno stralcio del libro American Indie di Michael Azerrad (tradotto in Italia dal nostro Carlo Bordone), lo stesso Mascis racconta che “dopo aver suonato la batteria, (la chitarra, ndr) mi sembrava debole al confronto. Volevo provare lo stesso feeling di quando suonavo la batteria, ma applicato alla chitarra. È per questo che cercavo di ottenere quel volume con pedali e altri aggeggi; era dura sentire le stesse dinamiche di quando stai alla batteria. Volevo sentire l’aria che veniva fuori dagli speaker e che mi batteva sulla schiena, avvertire fisicamente la musica oltre che suonarla”. Impronta fisica dunque, che nel secondo disco dei Dinosaur Jr pubblicato in casa SST esce fuori in tutto il suo splendore. Mai così incentrata sulla melodia e furiosamente hardcore al tempo stesso, con lo spirito guida di Neil Young a vegliare dall’alto. Sempre da American Indie, le parole di Gerard Cosloy riassumono l’epopea dei Dinosaur Jr in poche ma efficacissime parole: “Era un ibrido bizzarro. Alla base c’era l’hardcore, di sicuro, ma erano presenti anche influenze classic rock che lo trasformavano in qualcosa di completamente diverso. Non era esattamente punk rock, non era esattamente pop. Era una cosa nuova”.

Queste parole sono però rivolte alla realizzazione dell’esordio Dinosaur Jr. Questa “cosa nuova” prende forma e sostanza definita dopo due anni nel 1987, grazie a You’re Living All Over Me. Registrato con l’aiuto in sala di regia Wharton Tiers (già tecnico del suono dei Sonic Youth), il secondo disco dei Dinosaur Jr raggiunge l’apice di potenza sonica. La chitarra di J Mascis si muove tra assoli epici, tempeste rumoristiche e arpeggi melodici con disinvoltura fuori dal comune. Prendete Tarpit e suoi umori altalenanti. Dall’introduzione melodica al brusco cambio ritmico, Mascis governa un imbizzarrito cavallo hardcore con le irresistibili frustate dei suoi assoli, fino a deflagrare nel finale noise. I mezzi per domare tutte queste influenze sono un arsenale di flanger, wah wah e distorsori sparati a volumi disumani. Dall’angolo opposto, You’re Living All Over Me concede anche un piccolo spazio al gusto alternative di Lou Barlow, che con Lose e l’allucinata litania di Poledo getta le prime basi dei Sebadoh, la sua futura creatura che prenderà vita quando i contrasti con la rigidità di Mascis diventeranno insostenibili. Da quel momento in poi, il successo dei Dinosaur Jr cresce passo dopo passo. Sempre dalle parole di Cosloy riportate su American Indie: “Il successo dei Dinosaur Jr si costruì un po’ per volta, fino a raggiungere una massa critica. C’erano fanatici disillusi dell’hardcore, seguaci dell’indie rock che desideravano qualcosa che non fosse fottutamente moscio, gente appassionata di noise e cose più sperimentali che iniziavano ad aprirsi alla melodia, tutto questo insieme di band, scrittori, dj, musicisti, freak, chiunque. I Dinosaur Jr furono la band che li unì”. Un bagliore di melodia sonica prima che la supernova di Mascis, Barlow e Murph si spegnesse in una nebulosa carica di elettricità negativa, lasciando Mascis come unico intestatario della creatura Dinsoaur Jr fino alla reunion del 2005.