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Verso la metà di settembre 2017 è giunta una notizia luttuosa per molti appassionati di rock “alternativo”. E soprattutto per molti nostri lettori: l’improvvisa scomparsa di Grant Hart, leggendario batterista/compositore/cantante degli Hüsker Dü. Non siamo particolarmente favorevoli alla necrofilia, da queste parti. Ma da tempo era in agenda l’uscita di un gigantesco cofanetto riassuntivo della carriera del gruppo, zeppo di materiale inedito. L’avevamo messo nel mirino da mesi, con la speranza di realizzarne una cove story. Avremo fato tuttavia volentieri a meno della lugubre coincidenza che ha fatto da epilogo. Il box sulla vita del trio di Minneapolis era programmato uscisse in autunno, e così è stato: nel senso che casualmente segue di poco la scomparsa di uno dei suoi autori, il povero Hart. Siccome sul gruppo è calato un comprensibile velo di tristezza “interna” (per dire: l’ex cantante Bob Mould, che con Hart non si era lasciato benissimo, ha preferito non rilasciare dichiarazioni dopo la dipartita di Grant) abbiamo deciso di approfondire il tema con la persona fra tutte più responsabile del box in questione. Ossia Ken Shipley dell’etichetta discografica Numero Group, ideatore del progetto e uomo più vicino a Grant Hart proprio negli ultimi mesi della sua vita. Così la copertina di novembre 2017 finisce con l’essere un doppio omaggio: alla memoria di Hart e alla storia di una delle più grandi band (punk) rock della storia. Con uno scatto ancora più forte e simbolico: realizzato da un nostro connazionale (Vittorio Catti) proprio durante l’ultimo tour italiano dei tre.

Da un retroterra punk – ancora più estremo, hardcore – arriva un’altra band statunitense. I Converge sono ormai un classico del rock radicale da almeno un ventennio. Tornano con uno dei loro album migliori e Claudio Sorge li ha incontrati per farselo raccontare. E per farsi spiegare come mai fra i padrini del cosiddetto post hardcore ci sono proprio loro, gli immortali Converge.

Un discorso che ci sta a cuore è quello sull’articolata questione siriana: l’abbiamo tenuto caldo già da un po’, ma le contemporanee uscite discografiche di Benjamin Clementine e soprattutto Nadine Shah (che ha realizzato in pratica un concept album sul tema) l’hanno riportato – più che mai – all’onore delle cronache. Luca Minutolo e Andrea Pomini hanno così varcato la frontiera musicale della musica “in tempo di guerra” per provare a fare il punto della complicata situazione locale. E più vicina a noi di quanto si immagini.

Uno dei libri “rock” più chiacchierati di questi ultimi mesi l’ha scritto una ragazza americana: Lizzy Goodman; è lei l’autrice di Meet Me In The Bathroom, un volume che ripercorre la cosiddetta new rock revolution newyorkese. Ossia la rinascita delle chitarre nella New York City dei primi anni zero. Si parla quindi di Strokes (intervistati nella persona del bassista Nikolai Fraiture da Nicholas David Altea), Interpol (freschi di ristampa e qui recensiti), LCD Soundsystem, Yeah Yeah Yeahs, The National e compagnia. Elia Alovisi ha intervistato l’autrice del libro.

Si parla tanto del vinile, ma ora è arrivato il momento di fare luce su un altro impetuoso revival, quello delle audiocassetta. Abbiamo chiesto ai nostri due massimi esperti della materia (Maurizio Blatto e Manuel Graziani) di realizzare un servizio per aggiornare le vicende e le fortune di un supporto che sembrava destinato all’oblio. E invece… cosa ti combina la retromania. A proposito di retromania: recensiamo il nuovo atteso (e infine tradotto in Italia da Minimum Fax) libro di Simon Reynolds dedicato all’epopea del glam rock. E raccontiamo la figura di Issa Rae, una delle nuove ideologhe della cultura afroamericana.

E ancora: un ricordo del grande Tom Petty e interviste a ottimi progetti in ascesa come Broen, Témé Tan, Bonny Doon, Lo Five, Regarde. Siamo andati a vedere dal vivo a Bologna la seconda edizione del festival Krakatoa. Riavvolgiamo poi il nastro sulla storia dei britannici Jazz Butcher, sofisticata quanto indimenticata band di culto.

Analizziamo come al solito moltissime nuove uscite discografiche, fra cui spicca l’eccellente secondo album dell’americana Julien Baker, nostro disco del mese. Oltre alle nuove uscite di Colapesce, Marilyn Manson, Amadou & Mariam, Four Tet, Melanie De Biasio, Marc Almond, Jake Bugg, Morrissey, The The, Angel Olsen, Robert Plant, Hot Water Music, Electric Wizard, Flavio Giurato, Amari, Deerhoof, Michael Head e tantissimi altri.

Come ogni mese, ecco una playlist in aggiornamento costante su Spotify (qui trovate tutte le altre) con alcuni dei dischi trattati, in modo da guidarvi agilmente alla lettura del nuovo numero. Verso la fine del mese la completeremo con tutti i migliori dischi recensiti.

“Rumore” 310, novembre 2017, è in edicola al prezzo di 6 euro. Disponibile anche la versione digitale per iOS e Android. Buona lettura!

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