L’ex Hüsker Dü Bob Mould racconta il suo coming out e l’ultimo incontro con l’ex compagno di band, Grant Hart

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Il cofanetto di 24 CD che raccoglie la sua produzione post Hüsker Dü, Distortion, in uscita il 23 ottobre, il nuovo album Blue Hearts e la “disoccupazione” da Covid, le elezioni in America e il passato nel mondo hardcore “eteronormato”: di questo e altro ha parlato Bob Mould in una nuova ricca intervista al Guardian. Fra i tanti aneddoti, alcuni raccontati per la prima volta, anche l’ultimo incontro con Grant Hart il batterista degli Hüsker Dü scomparso nel 2017, che qui e qui avevamo celebrato dopo la sua morte:

Mi avevano detto che la salute di Grant aveva preso una svolta, quindi sono volato a Minneapolis da Berlino, dove viveva. Abbiamo trascorso un fine settimana insieme ed è stato meraviglioso. Abbiamo chiarito tutto, abbiamo riso e pianto del passato. Abbiamo condiviso molte storie divertenti, molti momenti personali. Non ne ho mai parlato prima d’ora. Ma alla fine, la nostra relazione è finita bene come avrebbe potuto. Sono stato davvero grato di aver avuto questa possibilità, quella volta con lui

Qui invece vi avevamo tradotto il suo messaggio dopo la morte dell’amico.

Mould torna anche sull’intervista a Spin nel 1994 in cui fece coming out:

Era tipo, ‘Possiamo farlo nel modo più duro o renderla facile. Hanno mandato il romanziere Dennis Cooper a fare l’intervista, ed era un bravo ragazzo. Ma è stato orribile. Ero gay, avevo un’affinità con la comunità, ma avevo una relazione monogama, non andavo per bar gay, non seppellivo i miei amici ogni fine settimana. Non ero Jimmy Somerville, o Tom Robinson, i ragazzi che avevano fatto il lavoro pesante ai tempi. Non potevo essere portavoce di nient’altro che della mia musica”. “Pochi anni dopo, però, decisi di diventare parte della scena, finalmente. Decisi, ‘sarò gay, diventerò carino, andrò in palestra e adotterò un nuovo stile di vita’. è stato uno spasso, uscire con pornostar, andare a party selvaggi a Fire Island, allenarmi con Sandra Bernhard. La musica elettronica era la colonna sonora: Sasha & Digweed, Madonna, Cher… Ecco il vocoder!

Redazione Rumore
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