I 20 dischi più attesi di marzo 2020

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Scopri quali erano i dischi più attesi nei mesi di gennaio e febbraio

Venerdì 6 marzo

Caroline RoseSuperstar (New West)
“Ho cercato di creare un piccolo mondo”, spiega la cantautrice, “dove quando metti le cuffie entri in questa storia, in modo che alla fine vedi i lati più profondi e oscuri di me, e questo personaggio che ho sviluppato basandomi su aspetti di me stessa”.

Nadia Reid – Out of My Province (Caroline)
“Out of My Province è decisamente un album da viaggio: sono canzoni di strada. Mi sentivo ispirata mentre viaggiavo e suonavo ogni sera. Quanche volta andava bene. Qualche volta era dura – c’era questa espressione che mi era venuta in mente, ‘cercare l’oro’ dove alcune sere dovevi scavare più a fondo per trovare quella sensazione. In quel periood mi sentivo davvero viva e utile”.

Phantogram – Ceremony (Republic)
“Credo che questo album non sia una parte del passato. Sono tutte quelle esperienze che sono state sospese a causa di quella cazzo di esperienza folle che abbiamo vissuto quattro anni fa – una riflessione non su Becky ma sulla vita senza Becky (la sorella di Sarah Barthel, suicida quattro anni fa)

U.S. GirlsHeavy Light (4AD)
Il nuovo album di Meg Remy la vede esprimersi come “voce principale di un’armoniosa moltitudine, in cui i cantanti non prestano solo la voce ma condividono riflessioni sulle esperienze dell’infanzia che vengono messe insieme dai toccanti spoken word che punteggiano l’album”.

Paolo Benvegnù – Dell’odio dell’innocenza (Black Candy)
“ Quasi un campionario ideale di impossibilità. Quei brani sono un disco intero. Si chiama Dell’odio dell’innocenza e non ho alcuna responsabilità rispetto al contenuto. Sensazione e profumi di gelsomino e canto antico di mondi perduti”.

Teho TeardoEllipses dans l’harmonie (Fondazione Feltrinelli)
Un lavoro pervaso di spirito illuminista, ispirato alla musica contenuta nelle pagine dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert, la cui copia originale è custodita nell’archivio della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che ha prodotto e commissionato l’album.

Chassol – Ludi (Tricatel)
Il nuovo lavoro dell’artista francese è presentato come un disco “ambizioso e compiuto che, come i precedenti, è allo stesso tempo un disco luminoso, un film straordinario e uno spettacolo interattivo”.

Stephen MalkmusTraditional Techniques (Domino)
Studiando gli acustici durante le registrazioni di Sparkle Hard, nel giro di qualche settimana Malkmus si è ritrovato con un album completo, incentrato sulla chitarra acustica 12 corde e influenzato da mezzo secolo di folk rock. Con la collaborazione di Chris Funk (The Decemberists) e Matt Sweeney (Bonnie “Prince” Billy, Chavez).

Venerdì 13 marzo

Deap Lips (Deap Vally & The Flaming Lips) – Deap Lips (Cooking Vinyl)
Anticipato dai singoli Hope Hell High e Home Thru Hell, arriva l’omonimo album di debutto dei Deap Lips, ovvero l’unione di Deap Vally e Flaming Lips.

Four TetSixteen Oceans
Kieran Hebden non se n’è stato con le mani in mano negli ultimi anni, fra EP, collaborazioni e uscite sotto improbabili pseudonimi, e adesso arriva anche il nuovo lavoro a nome Four Tet, seguito di New Energy, del 2017.

PorchesRicky Music (Domino)
Il seguito di The House (2018) è una raccolta di 11 brani “pop, emotivamente aperti e fragili”, co-prodotta da Jacob Portrait, con i featuring di Zsela e Dev Hynes.

Movie Star Junkies – Shadow Of A Rose (Teenage Menopause)
“Ecco il nostro sogno che si realizza. Sei un fan? Questo è il collegamento fra Junkyears e Son Of The Dust. Per i nuovi arrivati: pensate a ballate rumorose e melodie romantiche da questi pirati italiani!”

Venerdì 20 marzo

MorrisseyI Am Not A Dog On A Chain (BMG)
Dice Moz che il nuovo album sarà “il meglio di me… troppo bello per essere vero… troppo vero per essere considerato bello”. Speriamo che sia almeno “meglio” delle sue ultime uscite non musicali.

The WeekndAfter Hours (XO/Republic)
Il quarto album del neotrentenne cantante è stato anticipato dai singoli Heartless e Blinding Lights e dalla title track, accompagnata dall’omonimo cortometraggio, girato in parte negli studi dello show di Jimmy Kimmel.

Bologna Violenta – Bancarotta Morale (Overdrive)
Il concept del disco, diviso in due parti, si sviluppa all’interno di cinque diversi capitoli musicali accompagnati dal racconto di altrettante vicende di reale “bancarotta morale”; storie che vengono da un passato non molto lontano e che possono far rabbrividire, ma che in qualche modo riescono anche a far sorridere.

Venerdì 27 marzo

Pearl Jam – Gigaton (Monkeywrench/Republic)
“Fare questo viaggio”, racconta Mike McCready, è stato un lungo viaggio. è stato emotivamente scuro e confuso da una parte, ma anche un percorso eccitante e sperimentale verso la redenzione musicale. Collaborare con i miei compagni di band mi ha dato tanto amore, consapevolezza e conoscenza del bisogno di legami umani di questi tempi”.

The OrbAbolition of the Royal Familia (Cooking Vinyl)
Seguito diretto del precedente No Sounds Are Out Of Bounds, e continuazione della sua filosofia del “tutto va bene”, questo disco segna anche la prima volta di Alex Paterson e Michael Rendall come partner nella scrittura.

Waxahatchee – Saint Cloud (Merge)
Il nuovo lavoro di Katie Crutchfield è presentato come “classica ‘Americana’ con tocchi moderni che vestono un’artista emersa come una delle storyteller che caratterizzano il suo tempo”.

Sorry – 925 (Domino)
All’atteso debutto, la coppia di amici Asha Lorenz e Louis O’Bryen presenta il disco come “pop olistico per il 21esimo secolo”, ispirato da Hermann Hesse, Dean Blunt e dal crooner old-school Tony Bennett.

WoormsTwitching, As Prey
“Ritornano più sgraditi che mai i teppisti di Baton Rouge”, scrive il nostro Claudio Sorge, con un album “forse meno feroce del primo, ma della stessa corrotta natura. Noise rock ripetitivo, sofferente, che avanza strisciando, manifestandosi in meccanici martellamenti fuzz”.

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