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A dicembre, come da nostra abitudine, “Rumore” diventa un giornale monografico; contenente il meglio dell’anno che si va a chiudere. Non fa eccezione questo numero: una celebrazione del meglio del nostro meglio. Ossia i dischi, le canzoni, gli autori, i libri, le serie TV, i film, i fumetti che hanno caratterizzato e marcato a fondo il 2017.

Quest’anno finiamo con la fine. King Krule: è suo, per noi, il disco più “rumoroso” del 2017, uscito proprio sul finire dell’anno. Caso rarissimo (anzi, unico) di un musicista giovanissimo: che con due soli album prodotti si trova in cima alla nostra classifica di fine anno per la seconda volta. Tanto fresco quanto radicato nella tradizione musicale e capace di attraversare diversi generi, King Krule riesce a dialogare con un pubblico assai eterogeneo.

L’album del britannico Rosso Malpelo ha sconfitto avversari agguerriti come LCD Soundystem, Kendrick Lamar, Mark Eitzel, Edda, Lucio Corsi, Havah, Julien Baker, Run The Jewels, Mount Eerie, Vince Staples, Jane Weaver, Moses Sumney, The National, Jlin, The Magnetic Fields, Algiers, Arca, Kurt Vile & Courtney Barnett, Protomartyr e così via. Molti dei quali vengono ripresi e approfonditi in questo numero. Anche quest’anno la classifica dei dischi dell’anno prende in esame i 50 migliori titoli del 2017. A nostro modo di vedere, collettivo e redazionale, come sempre.

Anche la sezione “Retropolis” è concentrata sulle migliori ristampe del 2017. Si parla di Dub Syndicate, ma trionfa la recente uscita degli Hüsker Dü, nostra copertina a novembre 2017, peraltro. Tra i vari Smiths, Neil Young e il suono di Manchester abbiamo però preferito concentrarci su una delle ristampe che più ha convinto tutta la redazione. Si tratta del mega box collettivo sulla storia del post punk chiamato To The Outside Of Everything. Il nostro Diego Ballani ha intervistato il curatore dell’opera, il critico inglese Neil Taylor.

Fra le interviste di approfondimento ci sono poi quelle agli italiani Scream Of The Butterfly, Maiole e Sequoyah Tiger. Oppure quelle a nomi promettenti come Autobahn e Hands Of Orlac. Fra i nostri libri dell’anno spiccano invece quelli di Ashley Kahn, David Bowie, Simon Reynolds, Marco Philopat, John Doe, Massimo Zamboni, Simone Lenzi e molti altri. Parliamo della storia del rapper Papa Ricky e dei dischi preferiti di Bobo Rondelli, intimo cantautore da oltre un ventennio figura centrale della musica nazionale. Pubblichiamo infine un report live dell’ultima edizione del festival internazionale Womex.

Il disco del mese è quello di Fever Ray, con tutta probabilità l’album più misterioso di tutto il 2017. Analizziamo inoltre le nuove uscite di Björk, Stearica, Nic Cester, Charlotte Gainsbourg, N.E.R.D., Noel Gallagher, Sharon Jones, Sufjan Stevens, Gregory Porter, Pere Ubu, Bee Bee Sea, Penny Rimbaud, U2, Jessie Ware, Yombe, Filippo Gatti e tantissimi altri.

Come ogni mese, ecco una playlist in aggiornamento costante su Spotify (qui trovate tutte le altre) con alcuni dei dischi trattati, in modo da guidarvi agilmente alla lettura del nuovo numero. Verso la fine del mese la completeremo con tutti i migliori dischi recensiti.

“Rumore” 311, dicembre 2017, è in edicola al prezzo di 6 euro. Disponibile anche in versione digitale per tutte le piattaforme. Buona lettura!

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