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(credits: Il Saggiatore)

I DIECI COMANDAMENTI DEL GIORNALISMO MUSICALE DI SUCCESSO…
e i peccati che ti fanno evitare (Ashley Kahn)

  1. La chiarezza è meglio della confusione, una frase esplicita è meglio di un’allusione e un testo più breve è meglio di uno più lungo. Sempre che non sia vero il contrario.
    Il peccato di un eccesso di scrittura.
  2. I fatti non richiedono mai opinioni, ma le opinioni richiedono quasi sempre fatti.
    Il peccato della critica non suffragata da fatti. 
  3. Sforzati di conoscere il tuo lettore e di scrivere di conseguenza.
    Il peccato di scrivere al di sopra o al di sotto del livello del lettore. 
  4. Non permettere che una marea di dettagli intralci il flusso della scrittura.
    Il peccato di un eccesso di ricerca. 
  5. Non omettere informazioni necessarie nel presentare una persona, un gruppo, un luogo, uno stile o quant’altro.
    Il peccato dell’inadeguatezza del primo accenno. 
  6. Sii libero di utilizzare termini musicali o espressioni idiomatiche, ma sentiti in dovere di fornirne una breve, semplice spiegazione non accademica.
    Il peccato delle informazioni per adepti. 
  7. Nella musica tutto è preso in prestito o è frutto di un’influenza, nulla è puro oppure originale al cento per cento e i termini «primo», «migliore», «unico», «più» o «meno» andrebbero usati soltanto con abbondante trepidazione e mai senza essere su ragati da ricerche esaurienti. Il peccato della ricerca dell’iperbole.

  8. Indica sempre la fonte di tutte le informazioni fattuali e dei pensieri e delle opinioni originali, che appaiano tra virgolette o in parafrasi. Il peccato dei crediti omessi. 
  9. Utilizza citazioni e informazioni ottenute da fonti originali e primarie e non secondarie e, laddove possibile, consulta musicisti e altre gure coinvolte nel processo di creazione della musica e storici, critici e altri scrittori per questioni storiche e sociali e relativo al contesto.
    Il peccato delle fonti inadeguate. 
  10. Non scordare mai che il giornalismo musicale esiste in funzione della musica, che il suo scopo primario è migliorare la comprensione, approfondire l’apprezzamento e ampliare l’esperienza dell’espressione musicale.
    Il peccato della presunzione.

Rispetta la Regola Aurea della Scrittura Musicale, per citare un altro collega, Robert Christgau:

Una buona scrittura musicale prima di tutto è buona scrittura.

Testo tratto dal libro di Ashley Kahn: Il rumore dell’anima. Scrivere di jazz, rock, blues (ll Saggiatore, 2017)