• 71
    Shares

Floating Points e Pharoah Sanders insieme alla London Symphony Orchestra trovano un punto d’incontro in Promises, il loro nuovo album collaborativo

“L’incontro di due mondi, solo apparentemente distanti, che si sono inseguiti per anni”. E così che inizia la recensione di Mauro Fenoglio per il disco Promises, collaborazione spaziale tra il musicista elettronico e compositore Floating Points e il gigante del sassofono Pharoah Sanders, pubblicato il 26 su Luaka Bop e che trovate recensito nel numero di marzo di Rumore. Nello stesso numero c’è poi un approfondimento attorno a queste due figure: Mauro Fenoglio si getta nella produzione di Floating Points e Andrea Pomini indaga su sassofonista. Qua sotto pubblichiamo due brevissimi estratti, giusto per stimolare un po’ di curiosità.

Mauro Fenoglio su Floating Points:

Quel percorso iniziato anni prima, fra vinili recuperati in capo al mondo, strumenti artigianalmente collegati tra loro per provare a suggere essenze di nuovi suoni e ossessiva cura per i dettagli infinitesimi non può che completarsi nell’incontro con le musiche
alte vagheggiate da adolescente. Il jazz di Pharoah sanders e la classica della London Symphony Orchestra aprono la porta per il viaggio cosmico di Promises

Andrea Pomini su Pharoah Sanders citando il libro Space Is The Place:

Il colpo di fortuna arriva mentre lavora in un piccolo caffé di MacDougal Street, il Playhouse, dove suona spesso l’Arkestra di Sun Ra. Sanders, racconta John Szwed nel suo Space Is The Place, “suonava a un volume impressionante e con una grinta micidiale. (…) era praticamente un barbone che dormiva spesso per strada, nei sottoscala o dovunque trovasse un posto per passare la notte, con gli abiti a brandelli. SunRa gli offrì un tetto, gli comprò un paio di pantaloni verdi a righe gialle (che Sanders detestava ma non poté rifiutare), lo convinse a usare il nome ‘Pharoah’ e poco per volta lo inserì nella band”

(La cover dell’album Promises)

L’album è stato registrato dai due artisti, insieme, a Los Angeles, e si avvale della collaborazione della London Symphony Orchestra, registrata presso gli Air Studios di Londra, e delle opere d’arte dell’acclamata artista Julie Mehretu, che il 25 marzo ha inaugurato una personale al Whitney Museum of American Art di  New York. Peraltro Sanders non pubblicava un disco da circa 10 anni. Qui sotto trovate un dialogo fra i due artisti:

Sam Shepherd (Floating Points)Pharoah… 
Pharoah SandersHuh…?
SamStavi dormendo?Scusami…
PharoahNo no… Stavo ascoltando… e sognando… stavo ascoltando la musica che mi girava in testa
SamOh wow… scusami allora.
PharoahSpesso le persone pensano che sia addormentato, ma in realtà sto solo ascoltando la musica che ho in testa. Ascolto sempre i suoni che mi arrivano, li provo suonandoli nella mia mente e qualche volta li sogno anche.
SamCosa stavi sognando?
PharoahSono su una nave. Nell’oceano. Orsi in giro che fumano sigari. Gli orsi cantano: “Abbiamo la musica. Abbiamo quello che stai cercando.”
PharoahTi piace quel take, Sam?
SamÈ bello. Penso che a un certo punto nel mezzo, dove si ferma di nuovo…Penso che tu possa sentire…Eravamo entrambi un po’ confusi. Mi piace anche perché suona come due musicisti che cercano di guidarsi a vicenda.
PharoahPenso che sia proprio quello il punto. Ne è uscito diverso. Comunque è venuto fuori bene.
SamSei felice?
PharoahSì. A me sta bene
Sam:  Okay. Sì, il tuo modo di suonare è magnifico.

Ora potete ascoltare il nuovo album collaborativo, Promises:


  • 71
    Shares