• 2.2K
    Shares

(Screen grab: YouTube)

Era difficile pensare che sarebbe passato inosservato il nuovo video del rapper Massimo Pericolo, dal titolo Beretta e prodotto da Crookers (che èil nome che da un po’ di anni utilizza solo Phra per le produzioni). Il videoclip – diretto da LabZero – è stato pubblicato casualmente due giorni prima del caso di cui si parla molto in questi giorni, ossia dell’inchiesta sulla caserma dei Carabinieri di Piacenza per traffico, spaccio e torture.

Non sono mancate le prime reazioni al videoclip che prende il titolo dall’arma in pistola in dotazione alla Polizia di Stato e che vede Massimo Pericolo ballare in divisa con una mitraglietta in mano mentre cadono soldi dal cielo, oppure abbracciare gattini (alcuni sono anche vestiti da poliziotti), impersonare un poliziotto come se fosse un rapper o girare con l’auto dell’arma marchiata “PERICOLO”. Infine, nella clip, ci sono anche due citazioni: una riguardo all’uccisione di George Floyd da parte della polizia di Minneapolis e l’altra rispetto al celebre gesto di Tupac Shakur dopo l’agguato, mentre viene caricato su un’ambulanza. Tutto questo senza mai nominare la Polizia di Stato.

(Screen grab: YouTube)

Secondo quanto scritto sul sito d’informazione Forze Armate News, il video sarebbe stato segnalato dalla Questura di Varese all’autorità giudiziaria per essere rimosso e per richiedere danni di immagine. Ecco le dichiarazioni di Franco Maccari, vice presidente nazionale della Federazione sindacale di Polizia (Fsp):

Ci fa sicuramente piacere, ma lo ritenevamo un dovere, sapere che il pseudo cantante ed ex galeotto Alessandro Vanetti, che si fa “simpaticamente” chiamare Massimo Pericolo, sia stato segnalato all’Autorità giudiziaria di Varese. Resta incomprensibile come si possa consentire ad aziende private di realizzare divise della Polizia di Stato ed addirittura veicoli che sono riconducibili alla Polizia di Stato con scritte farlocche!

Continua il vice presidente: “Auspichiamo che il video in questione sia al più presto rimosso anche per le visualizzazioni ricevute grazie alle denunce e segnalazioni che noi stessi abbiamo esperito. E che vengano chiamati a rispondere dei danni d’immagine causati tutti i responsabili con l’obbligo di risarcire anche le famiglie dei Poliziotti feriti o deceduti per garantire la libertà, la legalità e la democrazia che qualcuno utilizza per ottenere profitti inversamente proporzionali a questi princìpi!”

Il termine “ex galeotto” nei confronti di Massimo Pericolo è legato al passato del rapper, all’anagrafe Alessandro Vanetti, che nel 2014 durante un’operazione antidroga – legata prevalentemente al commercio di marijuana. Venne arrestato insieme a trenta persone proprio dalla Polizia di Stato nell’operazione Scialla Semper, nome che poi è diventato il titolo del primo album, uscito nel 2019 per Pluggers e Lucky Beard Rec, che vede molti brani di quel disco scritti durante il periodo di detenzione.

Sono arrivate poi alcune note anche dall’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, tramite il portavoce Girolamo Lacquaniti: “In relazione ad un video in cui il signor Alessandro Vanetti, vestendo una uniforme riconducibile alla Polizia di Stato, si esibisce in una performance musicale il cui testo nulla ha a che vedere con la Polizia di Stato, l’associazione Nazionale Funzionari di Polizia, esprimendo il proprio sdegno per il vilipendio all’Istituzione, esprime il proprio compiacimento per l’operato della Questura di Varese che ha subito ritenuto di segnalare il fatto all’Autorità Giudiziaria competente”

(Screen grab: YouTube)

E infine Felice Romano, Segretario Generale del SIULP (Sindacato italiano lavoratori Polizia), commenta il videoclip: “Questo video, pur volendo rispettare la libertà degli artisti di rappresentare le cose secondo un loro modo di vedere, supera ogni limite di decenza e del buon gusto giacché rappresenta un insulto alle donne e gli uomini che compongono la Polizia di Stato, ai nostri caduti che hanno sacrificato la propria vita per i valori di giustizie e legalità oltre che di rettitudine che sono alla base della nostra Istituzione. Per questo chiediamo all’A.G. di agire in fretta per rimuovere il video e al Dipartimento della P.S. di valutare ogni possibile azione anche in sede civile per il grave danno all’immagine che questo video sta generando”

In attesa di sapere come andrà a finire, pare che Massimo Pericolo sia molto credibile in divisa, tanto che una pagina Instagram dedita alla condivisione di foto delle forze armate ci è cascata alla storia di Massimo e il suo gatto Pericolo, con sommo divertimento del rapper lombardo sul proprio profilo Instagram.

Massimo Pericolo lo potrete vedere come special guest con i 72-hour Post Fight al VIVA Festival 2020, in Puglia. Intanto, fino che sarà disponibile il video, lo potrete guardare qua sotto, su YouTube.


  • 2.2K
    Shares