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Il nostro Maurizio Blatto ha iniziato a dare dei consigli giornalieri sul sito del suo negozio di dischi, vista la pausa forzata tanti di noi dalle classiche attività quotidiane. Per chi ancora non lo sapesse, il negozio si chiama Backdoor, ed è a Torino, in Via Pinelli 45.

I suoi sono brevi flash, incursioni musicali quotidiane: una citazione, un video, una cover, un concerto, un aneddoto, un disco o qualsiasi altra cosa. Giusto per alleggerire questo periodo decisamente pesante che vede alcuni di noi chiusi in casa. Non uscite, ve lo raccomandiamo ancora, così potremo presto tornare a comprare dischi nei negozi, guardare concerti, festival e tutto che facevamo prima e che pensavamo che nessuno ce lo avrebbe potuto portare via. Ecco la settimana di Maurizio Blatto riassunta qua sotto tra Beatles,

Di Maurizio Blatto

1. Backdoor Antivirus – Lunedì, 9 marzo 2020

Una settimana fa, con un misto di coraggio pop e consapevole incoscienza, ero insieme ad alcuni amici al Cinema Centrale di Torino a vedere A Hard Day’s Night dei Beatles. Un lusso e un divertimento già passato, oggi, tra i ricordi e gli azzardi.

Rubo le parole al mio amico Carlo Bordone, che ha introdotto magistralmente la visione della pellicola, ricordando come i Beatles, in piena Beatlesmania, si sentissero braccati, in gabbia. Ed è appunto in una gabbia del treno che eseguono una grande versione di I Should Have Known Better.

Tutto, in questi giorni surreali e complicati, suona sinistramente familiare e profetico. Ma tre minuti scarsi con i Beatles sono sempre un toccasana al quale non possiamo rinunciare. Comincia qui e proseguirà con modalità (semi) random l’Antivirus di Backdoor, piccolissima area di decompressione dal clima complicato di questi giorni.

2. Backdoor Antivirus – Martedì, 10 marzo 2020

Ogni giorno le cose cambiano. Siete tutti a casa?

Backdoor è aperto e qualcuno passa a fare scorta di dischi visto che deve rimanere in isolamento casalingo. Il che ci commuove, i vinili come i beni di prima necessità. Il nuovo Real Estate o Calibro 35 prima dei piselli e della pasta, tanto per dire.

Ma molti sono spaventati, ovviamente, e allora la scelta di oggi è per una ballata di conforto. La dolce Suzanne Vega e un ritornello che dice più o meno: “Oh, tienimi come un bimbo che non vuole dormire, lascia che mi raggomitoli dentro di te e fa che ti senta per il tuo calore”. Fate le cose con giudizio, ma non sparite. Trattatevi bene.

3. Backdoor Antivirus – Mercoledì, 11 marzo 2020

Dicono che con tutto questo stare a casa aumenteranno di sicuro le nascite. Ovvio, quello è un ottimo passatempo (durante il famoso black out di New York, successe davvero) ed è una bella visione delle cose. Ma mi faceva giustamente notare un amico che, viceversa, potrebbero anche aumentare le separazioni.

Non sono da escludere piccole guerre civili sugli orari delle colazioni (spegni la tv, devi proprio mettermi il giornale sulla tazza, sei diventato muto?), sull’uso dei bagni (è necessario lavarsi la testa mentre mi faccio la barba e lei usa il phon?) o sui Grandi Temi Pratici dell’Umanità (tipo, come si rifà correttamente il letto, la trigonometria applicata al riempimento della lavastoviglie, l’orario d’inizio della ristrutturazione dello sgabuzzino).

Pensateci, potrebbe accadere, anche se questa è sicuramente una visione meno bella delle cose. E allora, nell’eterno derby eros vs thanatos oggi propongo Pierre Daven-Kveller. Dovrebbe funzionare in entrambi i casi.

Chi è Pierre Daven-Kveller? Autocitazione, con un estratto della mia recensione sul numero di Rumore in edicola (compratelo! è un’ottima lettura anche da Isolation Times), “spiegando” di che cosa è fatto il suo disco: “Del meglio: Bacharach, Air, Morricone e Gainsbourg. Ancora? Perché, qualcuno vorrebbe sinceramente smettere? Avete presente Double Vies, il film di Olivier Assayas? Tutti discutono di editoria, del futuro digitale, sono intelligenti, bevono bene e, inevitabilmente e con nonchalance sopraffina, trombano e poi si fumano una sigaretta guardando i boulevard. Maledetti francesi. Kino Music è la musica di quella nonchalance, che solo uno sventurato di dio potrebbe decidere di non buttarsi al collo come vello sacrale. (…) Daven-Keller, al secolo Pierre Bondu da Montmartre, con qualche disco alle spalle, ci spiega come bisognerebbe stare al mondo con l’incanto erotico di La Fiancée de l’atome, dove Helena Noguerra (attrice, voce dei Nouvelle Vague e sorella di Lio) si tramuta in Edda Dell’Orso per il suo e il nostro godimento (dal minuto 3, prego)”.

“Godetevi” la canzone e poi fate la vostra scelta.

4. Backdoor Antivirus – Giovedì, 12 marzo 2020

E così Backdoor è chiuso.
Quindi questa, che è una storia di ieri, direi che va benissimo per oggi.

Ieri mattina sono andato in negozio a piedi, una quarantina di minuti scarsi, per muovermi un po’ e dare un’occhiata alla città. La decisione di chiudere la maggior parte delle attività era nell’aria, ma molti avevano già anticipato lo stop che sarebbe arrivato in serata. Fogli di saluto sulle serrande, preoccupazione e hashtag beneaugurali.

Poca gente in giro, molte mascherine, alcune buffamente “autoprodotte” con sciarpe e domopak, sguardi preoccupati (“mmm…questo ha la faccia di uno che ce l’ha…) e camminata a parentesi tonda (appena qualcuno si avvicina, tu allarghi e poi rientri).

Molta inquietudine generale.

Poi, quando ero quasi arrivato, mi sono fermato sotto i portici di Piazza Statuto, dove una volta c’era un’edicola, e ho aperto lo sguardo. Degli operai stavano lavando, forse disinfettando, le rotaie del tram, una macchina dei carabinieri controllava traffico e permessi, una signora affacciata da una finestra salutava qualcuno che forse avrebbe voluto poter incontrare di persona.

Tutti e dico tutti, che si creda in Dio, Lou Reed o Camazotz, era come se aspettassero un segnale dall’alto, per esser confortati, per capire.

E, esattamente in quel momento, un piccione mi ha cagato sul piumino. Plaf! bella dritta sulla manica sinistra. Il segnale dall’alto l’avevo ricevuto io. Ero stato il prescelto. E vedevo anche il mittente, un bastardo di pennuto tre metri più in alto, su una sbarra di ferro tra le arcate. Quindi, come dire, Dio, Lou Reed o Camazotz, grazie, va bene così. Abbiamo capito.

E questa è il mio vaffanculo a Camazoztz, che per chi non lo sapesse era una divinità dalle sembianze di pipistrello guatemalteco molto rilevante nella mitologia Maya. Il nome Camazotz è formato dalla parola K’iche, che significa “morte”, e Sotz, che significa “pipistrello”. Azzarderei che qualche responsabilità in tutta questa faccenda deve averla di sicuro. Quindi state a casa e resistete. Backdoor riaprirà, si spera presto, e i vinili torneranno a girare

5. Backdoor Antivirus – Venerdì, 13 marzo 2020

Ho un problema con l’udito.

Troppo sviluppato, forse un eccesso di allenamento dopo tanti anni passati ad ascoltare dischi.

In teoria sarebbe dovuto succedere il contrario, considerati i volumi insensati adolescenziali con cui ascoltavo in cuffia Husker Du, Smiths o X. Invece no, sono quel tipo di persona che, se uno starnutisce a un km di distanza alle 4 di mattina, si alza di botto nel letto, gira la testa, e si domanda a chi deve dire “salute”.

Un disastro.

L’unica consolazione, quando la soglia del mio udito supera quelle dai doberman con gli ultrasuoni, sono i rinomati “tappi auricolari antisuono in cera naturale Calmor”. Calmor, appunto.  Li fanno in Svizzera, una garanzia.

Ma Calmor mica tanto, perché poi alla fine dopo quello starnuto ipotetico, spesso mi alzo e vado magari alla finestra, apro, e mi gusto aria e silenzio.

Ecco, un’altra cosa strana di questi giorni è il silenzio semi assoluto che c’è in città, ma durante il giorno, in pieno pomeriggio. Quando me ne sono accorto la prima volta mi ha messo i brividi. Quindi, ecco la canzone di oggi.

Non facile fare una cover di un capolavoro simile, ma i Chromatics ci sono riusciti.

E avere un disco nuovo dei Chromatics non è una cosa da poco. Il loro eccentrico leader, Johnny Jewel, per dire, aveva distrutto fisicamente quindicimila cd e diecimila vinili del precedente, e mai uscito, Dear Tommy, dopo esser quasi affogato alle Hawaii nel giorno di Natale del 2015. Vero? Leggenda? Chissà.

Tenete duro, e fate pure casino. Tanto vi sento comunque.
Backdoor riaprirà, si spera presto, e i vinili torneranno a girare

6. Backdoor Antivirus – Sabato, 14 marzo 2020

Inevitabilmente, si comincia a sognare.
Di stare altrove, di fare altro. Di essere qualcun’altro?

Da sempre, nutro due desideri.

Il primo è diventare Roger Federer per un giorno (una volta era McEnroe), per giocare 24 ore senza fermarmi e sentire tutti i colpi che escono fluidi e fenomenali. Scendo a rete, sparo di rovescio, smorzo, piazzo un ace. Faccio tutto in leggerezza assoluta.

Il secondo, e da sempre, presentarmi così, con questa faccia che ho, gli abiti da vecchio liceale britannico e la rinomata incapacità danzereccia, in mezzo a una pista o uno spazio aperto qualsiasi e improvvisamente ballare alla perfezione, intendo nello stesso esatto modo, You Should Be Dancing come John Travolta. Con la faccia seria e impassibile.

Piazzarle tutte: l’allacciamento dei polsini, il frullatore Girmi impazzito, tacco-indice indice-tacco, movimento pelvico (soprattutto movimento pelvico), spaccata olimpica, finto gesto dell’ombrello, danza cosacca per nani, sbracciate da segnalatore aereoportuale. Insomma il repertorio completo. E poi sparire.

Cristo, quanto mi piacerebbe.

Comunque stasera è pur sempre sabato sera (e spero che nessuno abbia la febbre) quindi per chi vuol danzare, ecco qui l’unico e inimitabile James Brown. Come si suol dire “Don’t try this at home”, ma danzate in ogni caso e come riuscite.

Cercate di essere felici. Backdoor riaprirà, si spera presto, e i vinili torneranno a girare

7. Backdoor Antivirus – Domenica, 15 marzo 2020

L’ho avuto sotto gli occhi dall’inizio, ma me l’ha ricordato un nostro amico dalla Val D’Aosta (tenez bon et n’abandonnez pas, Jean-Claude!), da quando siamo in quarantena: “ogni giorno sembra domenica”. Molle, pigro, lento. E oggi è domenica, quindi abitualmente in giornate come questa si affrontano imprese meravigliose tipo mettere in ordine le t-shirt a febbraio, infilarsi nei cassetti oltre i bastioni della biancheria o spostare scatoloni con lo scotch marrone dove non sai più cos’hai ficcato dentro.

Tutte amenità che ti fanno rimpiangere di non essere al lavoro. Purtroppo ormai lo facciamo abbastanza di continuo in questi giorni. L’occasione giusta, no?

E allora affiorano degli oggetti che mettono paura. Cose che sei convinto non siamo tue e che, sicuramente, qualche malintenzionato ti ha ficcato nell’armadio mentre eri distratto in cucina o rilassato in bagno. Non sei stato attento e, zac!, un mariuolo ha messo con destrezza e perfidia un barometro in mezzo all’attrezzatura da sci, un libro di massime Daniele Piombi tra i tuoi Simenon o un paio di simpatiche bermuda pinocchietto rosse di fianco ai jeans.

Li prendi in mano e ti chiedi “ma come cazzo è possibile che io avessi questo?”.

Non vi è ancora successo? Beati voi.
E allora lancio oggi la campagna OGGETTO DISPETTO, galleria di orrori rinvenuti e dai quali volete dissociarvi. Mandate foto via mail o via wapp se ricevete direttamente il Backdoor Antivirus. Pubblicheremo (ditemi se volete rimanere anonimi, lo comprendo…) una bella galleria di assurdità casalinghe venute a galla.

Comincio con le mie:

Numero 1

Dai, è pazzesco. Una vita di letture selezionate e poi salta fuori questo. Io lo so che è stato qualcuno di voi e se la sta ridendo. Maledetto

Numero 2

Anche questa, buondio… Ma quando posso aver portato in casa mia il set “copricapo da finto rasta”? E per usarlo in quale occasione?

Numero 3

Qui ho perso conoscenza. Il troppo è troppo. Dopo averlo avvistato che faceva finta di niente subito dopo i Protomartyr e gli Psychedelic Furs ho pensato di impiegare tutto il bagaglio residuo di Amuchina per bonificare la collezione.

Comunque, attendo le vostre segnalazioni e torno a quanto scrivevo all’inizio. Ogni giorno sembra domencia. Che poi qualcuno dice, “ma come, non ha ancora messo nulla degli Smiths o di Morrissey?” Appunto. Et Voilà.


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