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(Credit: theprodigytour.com)

Musica, TV e YouTube– Lost In YouTube: l’abitudine di guardare un video su YouTube e poi perdersi in un vortice temporale tra i video consigliati. Ripeschiamo perle perdute nel web.

di Nicholas David Altea

Negli ultimi anni Keith Flint (scomparso qualche giorno fa) e i Prodigy erano di casa in Italia, ma il vero tour indimenticabile per molti è quello del 1997. Due date: ad Assago (MI), al Filaforum, il 19 settembre 1997 e il giorno successivo, il 20 settembre, al PalaEur di Roma. Siamo nel momento di maggior esposizione della band, soprattutto dopo l’atteso The Fat Of The Land che si era fatto aspettare troppo con un’apripista come Firestarter che era diventato quasi un macigno e aveva fatto salire le attese alle stelle e aumentato la pressione attorno alla band inglese. Firestarter uscì il 18 marzo 1996, venne seguito da Breathe nel novembre dello stesso anno. Ci volle il primo luglio 1997 per poter avere tra le mani il granchio del così atteso The Fat of the Land.

L’arrivo dei Prodigy in Italia era un qualcosa che stava realmente scaldando gli animi e smuovendo una generazione di mezzo, divisa tra due parti: quella più filo-alternativa e quella legata all’elettronica e alla rave culture. I due concerti venivano titolati così sul sito di Repubblica.it

(Credit: theprodigytour.com)

Erano questi i titoloni che seguivano il giorno dopo le rispettive esibizioni. A Milano, la cui data non era sold out, era andato tutto liscio come scriveva Giacomo Pellicciotti:

“Solo qualche vetro infranto, qualche svenuto nella calca, un pugno di sballati che volevano entrare gratis e, dentro il ventre capace del palasport milanese per tutto lo show, una processione incessante, assetata di giovani tatuati a torace nudo e di ragazze in top o reggiseno, tutti sudati con bicchieroni di birra in mano per rinfrancarsi dopo tanto dispendioso stress da ballo”

E si iniziava a parlare di “crisi della chitarre”:

Altro che Oasis, le macchine e i computer stanno spazzando via le vecchie chitarre del rock.

Sul numero di Rumore di ottobre 1997, Lele Sacchi raccontava il concerto milanese. Ne estrapoliamo un breve inciso:

I Prodigy sono ormai una band di musica violenta generica, che sfrutta trucchi musicali già sentiti da gente che consideravamo di altra generazione musicale.

A Roma, il giorno seguente, andò diversamente. Piero D’Ottavio raccontava così di alcuni problemi tra forze dell’ordine e alcuni spettatori:

Infatti le forze dell’ordine hanno tentato di impedire ai fans del gruppo inglese di scendere dalle gradinate al settore della platea, schierandosi in assetto anti-sommossa a difesa dello spazio di fronte al palco, che in genere viene affollato dal pubblico. […]

Come per la data milanese, anche per quella italiana c’erano i Marlene Kuntz e proprio durante il loro live successero dei problemi che obbligarono la sicurezza a fermare temporaneamente il loro live:

Durante il secondo brano del gruppo italiano, le forze dell’ordine hanno interrotto il concerto e portato via dal palco i Marlene Kuntz, proprio come era successo venticinque anni fa ai Doors di Jim Morrison durante uno show negli Stati Uniti. Fermata la musica e accese le luci la folla non si è fermata, anzi è dilagata in platea scontrandosi con gli agenti, che alla fine hanno desistito. Un ragazzo si sarebbe fatto male cadendo dalle tribune ed è stato portato in ospedale, e durante gli incidenti si è rotta una vetrata di separazione tra le tribune. A quel punto i Marlene Kuntz hanno ripreso il concerto di fronte a circa seimila spettatori.

Tutti questi articoli e riferimenti, giusto per contestualizzare il momento storico di una band trasversale e l’attesa attorno al gruppo, per introdurre un video che abbiamo ritrovato online di un videoamatore che ha ripreso totalmente il concerto di Roma.

Tracklist:
1. Smack My Bitch Up
2. Voodoo People
3. Breathe
4. Poison
5. Funky Shit
6. Their Law
7. Narayan Beats
8. Serial Thrilla
9. Climbatize Link
10. Mindfields
11. Rock’n’roll
12. Firestarter
13. Gabba

Ecco il video intero del concerto di Roma dei Prodigy del 1997 di un videoamatore che abbiamo ritrovato su YouTube.

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