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Il 1979 è il grande anno dei Joy Division. In primavera entrano in studio per incidere il loro debutto che uscirà appena concluse le registrazioni. Copertina icastica della storia del rock tutto se ce n’è una, quella di Unknown Pleasures è un’immagine ormai leggendaria che ha svezzato chissà quanti ascoltatori del rock e dintorni. Per questo l’abbiamo scelta come immagine di copertina di Rumore, febbraio 2019. Naturalmente non poteva bastare la semplice ricorrenza in sé per dedicare una cover story alla band che fu di Ian Curtis. Già, perché contestualmente a questo anniversario esce in Inghilterra nelle prossime settimane per l’editore Faber & Faber il volume dal titolo This Searing Light, The Sun And Everything Else. Firmato dal decano della scrittura rock britannica Jon Savage, il volume si annuncia già come un’opera di culto per i moltissimi cresciuti, formati o semplicemente affezionati seguaci dei Joy Division. Una voluminosa storia orale della band che tira in ballo tutti i componenti, da Peter “Hooky” Hook a Bernard Sumner. Raccolta dall’unico scrittore con un’autorevolezza tale da poter affrontare il compito. Superata l’afonia (e non è uno scherzo), Savage ha raccontato tutto in un’intervista esclusiva al nostro Daniele Cianfriglia.  Per una copertina che avevamo nel mirino da anni: finalmente è giunto il momento.

Dall’Inghilterra arrivano pure gli Sleaford Mods: nichilisti del punk elettronico contemporaneo, eroi minori di una cosmogonia britannica borbottante che ebbe nei Fall i suoi precursori decenni fa, i due irriverenti ragazzi (ormai cresciuti) che compongono la coppia tornano con un album che di scuro cementerà le già alte quotazioni del duo. Francesco Vignani ci ha fatto una lunga chiacchierata, biascicando anche sulla Brexit, naturalmente.

A proposito di band di culto: mancavano dalle scene da un po’ di anni i bolognesi Massimo Volume. Uno dei nomi storici del rock off nazionale degli ultimi 30 anni. Ritornano oggi con un disco nuovo ispirato al capolavoro dello scrittore americano John Cheever. E non solo: riemergono con un assetto a tre, che li riporta alla radice storica della formazione, avendo nel frattempo anche cambiato etichetta discografica. La voce narrante e scrivente, nonché bassista del gruppo, Emidio Clementi, si è aperto di fronte alle domande di Barbara Santi.

Parlando di Italia. Non lasciatevi ingannare invece dall’uomo che si fa chiamare Beirut. Anche se il suo nuovo disco è intitolato Gallipoli, l’autore è sì affascinato dal sud Italia, ma nessuna origine: solo una serie di relazioni e casualità che l’hanno condotto in uno studio di registrazione pugliese. Il compositore statunitense ha in verità stabilito a Berlino il suo quartier generale (un po’ come ha fatto di recente un altro grande autore americano: Bob Mould, fresco autore di un ottimo disco di cui pure diciamo questo mese). E proprio nella sua nuova residenza ha incontrato il nostro Ercole Gentile. Sembra una barzelletta – un americano e un italiano si incontrano a Berlino per parlare della Puglia – ma è andata davvero così. 

Che strana operazione hanno invece realizzato i Mercury Rev!? La formazione americana ha deciso di mettere mano al catalogo di Bobbie Gentry. Fino a pochi mesi fa quasi dimenticata diva statunitense del country soul. Prima un box antologico sul finire del 2018, poi questa operazione di recupero hanno riportato alle cronache la cantante oggi 75enne. E con lei ritornano in forma smagliante anche i Mercury Rev, che da anni non sentivamo così convincenti sulla distanza di un album, benché di cover come in questo caso.

Claudio Sorge ha invece affrontato una delle ramificazioni del noise. Il rock “rumorista” che oggi all’estero si evolve grazie a formazioni come Daughters, Endless Floods, Tuskar, Woorms e Night Vapor.

Fra le interviste di approfondimento ci sono quelle a progetti misteriosi o in crescita come Ryd, Puma Blue, Gee Tee, Rosali, Reckonwrong, Toria e Tersø. Un’autentica leggenda del rock nazionale, Gianni Maroccolo, ci ha invece raccontato quali sono i suoi dischi preferiti di sempre. Abbiamo poi letto e analizzato il libro edito in Inghilterra sui Can e siamo andati a vedere dal vivo una delle ultime date del tour (con questo nome) de Le Luci Della Centrale Elettrica. Raccontiamo la vicenda artistica ed esistenziale di Zazzo, voce della storica band hardcore punk torinese Negazione. In tema di riproposizioni discografiche diciamo anche delle riedizioni di Prefab Sprout, David Sylvian, Alex Chilton etc. 

Sezione recensioni: il disco del mese è quello del super gruppo denominato Unloved (dentro ci trovate il produttore David Holmes) Analizziamo inoltre le nuove uscite di Motorpsycho, Tre Allegri Ragazzi Morti, White Lies, Spidergawd, Murubutu, Yann Tiersen, Nada, Gomma, Jeff Tweedy, Heart, Rome, Ladytron, Xiu Xiu, Panda Bear, Telescopes, Bruce Springsteen, Lemonheads, James Blake, Jessica Pratt, Be Forest e tantissimi altri. 

“Rumore” 325, febbraio 2019, è in edicola di 6 euro. Disponibile anche la versione app da scaricare. Buona lettura!


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