Di Nicholas David Altea

Dal 26 al 28 ottobre, a Barcellona (e Madrid), è possibile iniziare a entrare in modalità Primavera Sound. Ormai dai tre anni il festival catalano ha una sua appendice autunnale dislocata in tre club molto vicini – uno di questi è il famoso Apollo che ci frequenta il festival ben conosce. Il Primavera Club, così lo hanno chiamato, può essere un buon antipasto in attesa dell’evento “padre”. Ha una funzione ben precisa però, iniziare a scoprire e conoscere artisti in ascesa di cui si sente un gran parlare e scoprire nomi un po’ più piccoli che negli ultimi mesi hanno iniziato a farsi notare. Questo qua sotto è il programma:

In concomitanza gli organizzatori del Primavera Sound lanceranno ufficialmente la loro radio del festival di cui vi avevamo già scritto qui. Un modo coerente e sensato per espandere i suoni di un festival che guarda sempre con un occhio attento alla ricerca e alla qualità. 

Ci sono anche un po’ di novità legate a Radio Primavera Sound che verranno svelate più avanti

Per l’occasione abbiamo scelto 10 artisti imperdibili che meritano la vostra attenzione ma, come sempre, solo dal vivo poi potremo scoprire o rimanere piacevolmente colpiti da altri. Vi consigliamo di seguire le nostre stories su Instagram per non perdervi nulla del festival spagnolo.

1. Snail Mail

Uno dei dischi più belli di quest’anno di stampo indie rock è il suo: Lush. Lindsey Jordan sa scrivere testi intrisi di intimismo con strutture melodiche di livello. Di lei vi avevamo già parlato quest’anno nella sezione futura del numero di

2. Tirzah

La fraterna collaborazione con Micachu aka Mica Levi è fondamentale per tirare fuori il tagli-cuci sonoro che Devotion, esordio (tardivo) di Tirzah sulla lunga distanza che mette assieme fenditure post soul, r&b, elettronica liofilizzata e glitch sognanti. la ritroveremo sicuramente in qualche classifica di fine anno.

3. Stella Donnelly

L’EP autoprodotto dalla giovane australiana è un piccolo gioiellino: si intitola Trush Metal, non ha nulla di metal naturalmente, e ne avevamo scritto mesi fa per la sezione singolare. Voce flebile, testi pesanti ma necessari. L’attesa per l’album d’esordio cresce.

4. Boy Pablo

La storia del cileno Boy Pablo parte da Youtube, con un video che diventa virale in pochissimo tempo. Di conseguenza arriva l’attenzione dei giornali settore e i tour. Se sia solo “colpa” dell’algoritmo, questo non lo sappiamo, però il suo indie pop, a tratti psichedelico, è interessante e i prossimi sviluppi sono da seguire con attenzione.

5. JPEGMAFIA

Classe 89. Newyorkese con genitori jamaicani. È una delle cose più interessanti dell’hip hop contemporaneo, sperimentale ma solido. Il suo ultimo album si intitola Veteran ed è uscito quest’anno.

6. Kadhja Bonet

Voce vellutata, neo soul di gran classe per la losngelina che quest’anno ha pubblicato il suo secondo album. Qualche punta r&b, un po’ di funk dove serve e la multistrumentista è pronta a esaltare tutta la sua vocalità e capacità di scrittura.

7. Serpentwithfeet

Virtuoso e sperimentale.


 All’anagrafe, Josiah Wise mette assieme elettronica e soul in un caleidoscopio di suoni che viaggiano per universi paralleli.

8. Slowthai

Giovane promessa del grime londinese che sta attirando l’attenzione su di sé. In crescita ma gli occhi sono tutti su di lui.

9. Hop Along

Classica band da Saddle Creek (storica etichetta del Nebraska tra folk e indie) che potrete solo amare. In Italia sono già passati, ma il loro indie rock mescolato a devianze emo/college riesce a colpire e far star bene.

10. GNOD

Un muro di suono che è difficile dimenticare. Gli GNOD arrivano da Salford e vi faranno sanguinare le orecchie.