Rumore-Gennaio2016

Gennaio. Per noi quest’anno rappresenta un doppio nuovo inizio. Da una parte c’è il principio dell’anno, con tutte le sue specificità. A partire dalla consueta guida allegata che da un po’ di tempo accompagna il giornale a gennaio. Si chiude un ciclo cominciato ormai un biennio fa. Quando Carlo Bordone inaugurò la serie dedicata ai dischi minori divisi per decennio. Con Carlo abbiamo attraversato assieme gli anni 60, 70, 80 e 90. Per quest’ultimo volume che si rivolge ai capolavori minori degli anni 00, Carlo ha lasciato il testimone a Diego Ballani. Autore quindi della splendida e ricercata (lasciatecelo dire) guida dedicata al decennio precedente a quello che stiamo vivendo. Chissà quanti dischi da (ri)scoprire ognuno di noi ci troverà dentro. Per quanto prossimi nel tempo, molti rischiano di essere sprofondati nell’oblio nel giro di pochi anni. Riviviamoli, rileggiamoli e riascoltiamoli insieme.

Poi c’è l’altro incipit, a cui alludevamo in apertura. “Rumore” entra quest’anno nel suo 25° anno di vita. Ragione per cui ci voleva un restyling – per quanto non così radicale – in termini di contenuti e grafica. Niente di preoccupante, troverete le firme e le rubriche di sempre. Con qualche piccola variazione e qualche piccolo “punto di vista” (così li abbiamo chiamati) in più. Uno sguardo più soggettivo sulla musica da parte di firme come quelle di Maurizio Blatto, Emanuele Sacchi, Francesco Farabegoli e il già citato Carlo Bordone. Anche Alessandro Baronciani cambia qualcosa nella sua pagina: ha deciso di viaggiare nel tempo, dentro gli ultimi 25 anni di musica e di “Rumore”.

Rischiano così di passare in seconda fila i contenuti di questo mese, ma così non è. La storia di copertina è un omaggio alla rinascita del cosiddetto “scazzatissimo” slacker rock. Attitudine pigra e svogliata con cui affrontare la musica. Di cui è campione il canadese Mac DeMarco, per noi faccia da copertina. E come lui progetti come Alex G e Car Seat Headrest. Li ha intervistati Elia Alovisi.

Claudio Sorge e Mario Ruggeri, come accade ogni mese, hanno preso in carico le uscite più rilevanti fra quelle chitarristiche e “muscolari” in circolazione. Ecco quindi un’intervista ai celeberrimi Witchcraft e un ragionamento approfondito attorno alla “pesantezza acida” di band in ascesa come i Satan’s Satyrs.

Poi: una conferma e una scommessa. Da una parte il ritorno degli eterni Tortoise, post-rockers intervistati da Alessandro Besselva Averame. Dall’altra gli inglesi terribili: Fat White Family. La bravissima Francesca Sara Cauli li ha fotografati per noi a Bologna, mentre Nicholas David Altea li ha intercettati a Milano. E non sono mancate le turbolenze…

Le pagine di “Retropolis” invece di concentrarsi su un nome si soffermano su una scena musicale. Lo shoegazing inglese delle origini, dal 1988 al 1995, così come celebrato da un cofanetto appena edito dall’etichetta Cherry Red. Quell’arte tutta britannica di suonare guardandosi la punta delle scarpe.

Fra le interviste di approfondimento ci sono quelle a nomi promettentissimi come Floating Points, Blaenavon, Gun Outfit, Beesus. Pubblichiamo poi una serie di report live, fra cui La Tempesta Dub e Willis Earl Beal.

Il disco del mese è quello d’esordio del supergruppo a (maggioranza italiana) Buñuel. Analizziamo inoltre le nuove uscite di David Bowie, Savages, John Cale, Ty Segall, Money, Suede, Turin Brakes, Ulver, Tindersticks, Villagers, Coldplay, Daughter, Skunk Anansie, Danko Jones, King Krule e tantissimi altri.

“Rumore” 288, gennaio 2016, è in edicola: al prezzo, inclusa la guida allegata, di 8 euro. Disponibile anche la versione app da scaricare. Buona lettura!

SOMMARIO
L’EDITORIALE
NEWS
PUNTI DI VISTA
MY TUNES
FUTURA

DISCO DEL MESE
RECENSIONI
TREECOLORE
IN ITALIA
RADICI
IN BREVE
SINGOLARE
FLASHBACK
RETROPOLIS

DAL VIVO
VISIONI
DVD
LETTURE
FUMETTI
STORIE DI RUMORE
BANDA LARGA