Rumore-Marzo-2015

Molte donne, o meglio, molte ragazze che suonano e cantano nel numero di marzo 2015 di “Rumore”. Come Courtney Barnett, giovanissima songwriter australiana, forse il nome più caldo della nuova generazione, con un attesissimo album in uscita. L’abbiamo intervistata, selezionando le nuovi voci più interessanti degli ultimi mesi (da Jessica Pratt a Selah Sue, da Elisa Ambrogio a Melanie De Biasio). E ne abbiamo approfittato per domandarci se la definizione di musica al femminile abbia (mai avuto? Ancora?) un senso oppure no. Con un’accusa (Andrea Pomini) e una difesa (Claudia Bonadonna), come da prassi.

Due ragazze, due sorelle per l’esattezza, figlie d’arte, per completezza, sono pure le Ibeyi, disco del mese il mese passato e protagoniste di una lunga chiacchierata sul loro esordio, in questo numero. Un perfetto esempio “anglo-franco-cubano” di meticciato musicale contemporaneo, a cura di chi di queste cose ne sa: Andrea Pomini.

Un’altra giovane voce femminile che si è affacciata al mondo con il suo debutto al principio di questo 2015 si chiama Natalie Prass. Autrice con tutta probabilità dell’album più coccolato in giro per il mondo in questo primo trimestre. Prodotta dal suo mentore Matthew E. White: l’autore americano che un paio di anni fa fece il pieno di consensi con un esordio, a sua volta, di musica soul sporcata dall’indie rock. Natalie esordisce, Matthew ritorna, ragion per cui li abbiamo messi a confronto, intervistando entrambi.

Ma veniamo alla nostra cover-story del mese, che è dedicata agli Zu, uno dei più formidabili gruppi mai emersi dalla scena musicale italiana. Dopo una pausa di riflessione e alcuni avvicendamenti interni, i tre ritornano carichissimi con un disco che è anche una metafora, un ponte lanciato verso il futuro: tagliare tutto, andare avanti, più tosti che mai. Il fatto che l’album esca per un’etichetta di culto come la Ipecac certifica l’internazionalità della band e dell’operazione. Non che ne dubitassimo, peraltro. Infatti eccoli in copertina, intervistati approfonditamente da Mario Ruggeri.

Una coppia di firme ormai consolidata è quella composta da Claudio Sorge e Mario Ruggeri, che assieme hanno contribuito a raccontare la lunga e articolata avventura musicale hard psichedelica di Gabriele Fiori e della sua band, i Black Rainbows, freschi di album nuovo. Anche in questo caso un progetto che parte dall’Italia per andare altrove, come gli Zu.

Don Letts, teorico della commistione tra reggae e punk, già nei Big Audio Dynamite con Mick Jones (dei Clash) è il protagonista della sezione d’autore chiamata “Grandi firme”: il suo libro dal titolo Punk & Dread viene infatti pubblicato e tradotto in Italia dalla Shake. E lui ne ha discusso col nostro Daniele Cianfriglia.

Lo speciale ristampe di “Retropolis” s’intitola invece Progressivamente Italia: il movente è l’uscita di un documentario (di Sky Arte, girato dal regista Jacopo Rondinelli) che narra il ramo milanese del fenomeno prog (Area e PFM su tutti). Ma la contemporanea ristampa di parte del leggendario catalogo “antagonista” Cramps – e di una parte significativa dei nomi che hanno contribuito a rendere negli anni 70 il rock progressivo italiano un fenomeno da esportazione – valeva da sola come ragione per tornare a occuparsene.

E ancora: interviste ai lanciatissimi Districts e ad Alberto Ferrari dei Verdena. Più il report dell’unico live italiano degli Alt-J, nostra copertina del settembre 2014. Analizziamo poi moltissime nuove uscite discografiche, fra cui spiccano: l’esordio da applausi di Tobias Jesso Jr., i ritorni di Uochi Toki, Jon Spencer Blues Explosion, Purity Ring, Lightning Bolt, Bill Wells con Aidan Moffat. E inoltre, fra i tanti: Laura Marling, Moon Duo, Ty Segall, Aphex Twin, Modest Mouse, Idlewild. Senza dimenticare Bjork: protagonista della nostra controversa rubrica “Disco Ring”, ma anche di una recensione del suo nuovo disco.

“Rumore” 278, marzo 2015, è in edicola al prezzo di 6 euro e in formato digitale da ora. Buona lettura!

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