Moore Distorsion battle SI

di Stafania Ianne

Il Café Oto si è fatto una fama per aver ospitato una serie di concerti molto anticonformisti dell’ex frontman dei Sonic Youth, Thurston Moore. E all’inizio di agosto sono proviste due ulteriori serate accompagnato da nomi inconsueti della scena musicale europea. Moore si è recentemente trasferito a Londra. Mi perdo la prima serata con John Edwards / Adam Golebiewski, preferisco un raro concerto dei Dinosaur Jr alle sperimentazioni “thurstoniane”. Non posso mancare per la seconda serata il 7 agosto con il tedesco Caspar Brötzmann. Conoscendo il background rumoroso di Brötzmann, la serata non può essere una grande sorpresa ma speravo che in un’ora e mezza l’esecuzione fosse meno piatta. Invece il mio istinto non sbagliava. Sul palco inesistente, nell’afa infernale, nella penombra, Moore e Brötzmann producono feedback all’infinito. Due chitarre, due uomini di mezza età che si sciolgono nel sudore alla ricerca del rumore perfetto. Un’esperienza per molti insopportabile a giudicare dalle persone che abbandonano le proprie sedie, ma stranamente catartica, a giudicare dall’espressione estatica sui visi dei musicisti.

I due si concedono una pausa per l’afa avviluppante e al ritorno sul palco semplicemente la distorsione riprende a dominare, con Caspar alla ricerca di una certa intesa, di un dialogo musicale, mentre Thurston semplicemente sembra dominato dalla propria musa rumorista. Impossibile cercare un pattern, un inizio, una fine. Da un lato i movimenti più tipicamente rocchettari del tedesco, camicia sbottonata, grande medaglione, in ginocchio o a pugnalare la propria chitarra mentre dall’altro Thurston Moore, occhi sempre chiusi, in un atteggiamento estatico, ignora sia il pubblico di fotografi che il proprio compagno sul palco.

Alla fine è stato Brötzmann a gettare la spugna in questo duello d’improvvisazione, dopo vari tentativi per attrarre l’attenzione dell’assente Moore. Basta, non ne poteva più. Moore lo ha sfinito. Si abbracciano calorosamente, Moore mostra a gran gesti il proprio apprezzamento per il rumore prodotto da Brötzmann, quasi incredulo per la qualità della musica prodotta. Brötzmann semplicemente lancia il plettro al pubblico, esausto, ma all’apparenza felice. Tutto sommato una serata monotona, deludente per molti aspetti. Forse per questo qualche giorno dopo quando mi annunciano che Thurston Moore è previsto nuovamente al Café Oto per quella che diventerà una sessione di prove tramutata per caso nel concerto d’apertura del suo tour europeo per promuovere The Best Day in uscita ad ottobre, semplicemente mi dirigo nella direzione opposta…