La musica di Neil Young non è più su Spotify dopo la polemica sui podcast che facevano disinformazione su vaccini e covid

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Neil Young aveva chiesto che la sua musica venisse rimossa da Spotify a causa della presenza di podcast di disinformazione

Come vi raccontavamo nei giorni scorsi, Neil Young aveva chiesto che la sua musica venisse rimossa da Spotify perché non accettava di essere sulla stessa piattaforma che ospita podcast che fanno disinformazione sul Covid e i vaccini, come quello di Joe Rogan, e adesso è stato accontentato: quasi tutti i suoi album infatti sono spariti. “Vogliamo che tutta la musica e i contenuti audio del mondo siano disponibili per gli utenti di Spotify”, ha dichiarato l’azienda, “questa cosa porta la grande responsabilità di bilanciare la sicurezza degli ascoltatori e la libertà dei creatori. Abbiamo adottato norme dettagliate sui contenuti e abbiamo rimosso oltre 20000 episodi di podcast sul Covid-19 dall’inizio della pandemia. Ci rammarichiamo per la decisione di Neil di rimuovere la sua musica da Spotify, ma speriamo di riaccoglierlo presto”. Young ha risposto con una nuova lettera sul suo sito, dove scrive:

Spotify di recente è diventato una forza molto dannosa a causa della sua disinformazione pubblica e delle bugie sul COVID. Ho appreso per la prima volta di questo problema leggendo che oltre 200 medici hanno unito le forze, parlando delle pericolose falsità sul COVID che si trovano nella programmazione di Spotify. La maggior parte degli ascoltatori che ascoltano le informazioni non verificate, fuorvianti e false sul COVID su Spotify hanno 24 anni, sono impressionabili e facili da portare dalla parte sbagliata della verità. Questi giovani credono che Spotify non presenterebbe mai informazioni grossolanamente infondate. Purtroppo hanno torto. Sapevo che dovevo provare a farlo notare. Tutta la mia musica è disponibile su Spotify, viene venduta a questi giovani, persone che credono a ciò che sentono perché è su Spotify, e persone come me supportano Spotify con la presenza della loro musica. Mi sono reso conto che non potevo continuare a supportare la pericolosa disinformazione di Spotify per il pubblico amante della musica.

Redazione Rumore
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