Nel documentario L’Aviatore che racconta Gilles Villeneuve ci sono le musiche di Ronin, Death Of Anna Karina, Phill Reynolds, Caso, Sunday Morning, Mother Island, Vertical e altri artisti

Il pilota canadese Gilles Villeneuve resterà per sempre nella memoria di tutti gli sportivi e amanti dei motori. E a 40 anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 9 maggio 1982 durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio, a Zolder, arriva un documentario ripercorre la storia di uno dei piloti simbolo della Ferrari, ricordato ancora oggi come uno dei più coraggiosi e amati di sempre, che verrà trasmesso in prima serata serata su Rai2, alle ore 21.20.

Una coproduzione Sonne Film e K+ in collaborazione con Rai Documentari per la regia di Giangiacomo De Stefano (tra le tante produzioni, già al lavoro At The Matinée, il documentario sul CBGB), anche autore insieme a Federico Fava e Valentina Zanella, e con il sostegno di Regione Emilia Romagna, “L’aviatore” ripercorre, con la voce narrante di Ivano Marescotti, la vita del pilota canadese e racconta, attraverso interviste, materiale di repertorio e animazioni, le corse che lo hanno visto protagonista, le sue incredibili prestazioni e i retroscena ad esse collegate.


Nell’agosto 1977, a 25 anni, e con le misure di un fantino (1.56 di altezza, 50 kg di peso) è il canadese Gilles Villeneuve il nuovo pilota della Ferrari che prende il posto di Niki Lauda. Da campione di motoslitte in Canada alle auto da corsa, Gilles Villeneuve ha portato il suo stile di guida “eccezionale” nel Circus della Formula 1. Scegliendo l’allora sconosciuto Villeneuve dopo Lauda, Enzo Ferrari fa una scommessa con se stesso e scopre che il canadese ha le stesse cifre del DNA di Nuvolari, quelle di un uomo senza paura. Villeneuve è un diamante grezzo con cui il Drake (ovvero il drago, soprannome di Ferrari) può dimostrare al mondo di essere ancora un grande scopritore di talenti e costruire quel mito del Cavallino che è stato sempre il suo obiettivo.

Filo conduttore del documentario, il rapporto che l’Italia dei motori intrecciò con Villeneuve dalla fine degli anni ’70 fino al 1982, quando, con le sue leggendarie imprese automobilistiche, contribuì ad alimentare la cosiddetta “febbre Villeneuve”, una passione senza pari che coinvolse milioni di italiani. Una carriera unica in un periodo storico della Formula 1, tanto leggendario, quanto doloroso per le tante perdite: Tom Pryce, Ronnie Peterson, Patrick Depailler, Riccardo Paletti. Un carattere indomito, esuberante al volante, nella vita privata Villeneuve è di poche parole e di poche ma solide amicizie, un po’ alieno in un mondo pieno di mondanità e spensieratezza. La sua famiglia sempre accanto a lui, nel motorhome parcheggiato in fondo al paddock. A tracciare il profilo del pilota canadese, colleghi e campioni del calibro di Renè Arnoux, Bruno Giacomelli e Jody Scheckter, ma anche indimenticabili protagonisti della Scuderia Ferrari come l’Ingegnere Mauro Forghieri e firme storiche del giornalismo sportivo italiano come Pino Allievi ed Ezio Zermiani. Un ritratto impreziosito da testimonianze e aneddoti di chi ha lavorato al suo fianco, dai meccanici del team Ferrari a Renata Nosetto, la prima donna capo ufficio stampa in F1.Con 68 Gran Premi disputati, 6 vittorie, 13 podi, Gilles Villeneuve non ha avuto bisogno di vincere un mondiale per entrare nella storia della Formula 1 e nel cuore di tanti, tantissimi appassionati: è ricordato ancora oggi come uno dei più coraggiosi e amati di sempre.

Per la colonna sonora sono stati scelti brani originali di Ronin, Phill Reynolds, Sunday Morning, Vertical, Caso, Sharks in Venice e alcuni brani di Andrea Ics Ferraris, fra i quali anche quelli dei suoi progetti con Maurizio Bianchi (MB+ICS). Il brano della sigla è Instrumental dei The death of Anna Karina mentre per i titoli di coda è stata utilizzare la traccia Gilles Villeneuve” di ZIC. Qua sotto, trovate alcune delle canzoni che ascolterete durante il documentario

Ronin

Phill Reynolds

1. Vertical

2. Caso

3. Sunday Morning

Mother Island