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Qualche mese fa, John Lydon si era visto in giro con addosso una t-shirt col motto trumpiano “Make America Great Again”. Chi pensava o sperava che fosse una provocazione punk è stato però smentito dalle successive uscite del leader di Sex Pistols e P.I.L., che ha dichiarato l’intenzione di votare per il presidente uscente – Lydon è cittadino americano dal 2013. In un’intervista di qualche settimana fa all’Observer aveva parlato fra le altre cose della morte di George Floyd, ricordando come in passato anche lui fosse stato accusato di razzismo (nel 2008 Kele Okereke aveva raccontato un’aggressione razzista nel backstage di un festival, testimoni anche Yannis Philippakis dei Foals e Ricky Wilson dei Kaiser Chiefs che avevano confermato la versione del cantante dei Bloc Party) e chiudendo con un discutibile “All lives matter”.

Il supporto a Trump è stato ribadito durante un’intervista a Good Morning Britain nel giorno della chiusura dei seggi:

Per me ha perfettamente senso votare per una persona che parla davvero del mio tipo di gente”, ha detto, “Trump non è un politico. Non ha mai detto di esserlo. Quanto è insolitamente ed eccezionalmente fantastico per le persone come me, persone della working class. Siamo stufi delle idee degli ‘intellettuali’ di sinistra. Non vi sopportiamo più. Dite stupidaggini. Tutto quello che fate – mancate il punto di cos’è il popolo. Ho visto cos’hanno fatto i Democratici alla California”, ha aggiunto riferendosi allo stato in cui vive, “per non parlare dell’intera west coast, è assolutamente disgustoso… È caotico, guidato dai dogmi, sembra che ci sia un piano marxista dietro


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