Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 20 al 26 luglio 2020

1. WILEY E I TWEET ANTISEMITI

Wiley è stato licenziato dal suo management dopo aver scritto una serie di tweet antirazzisti, che hanno anche portato alla sospensione dei suoi account social. In uno dei tweet rimossi, il rapper scriveva “non m’interessa di Hitler, mi interessa delle persone nere”, mentre in altri paragonava gli ebrei al Ku Klux Klan.

2. KIM KARDASHIAN SU KANYE WEST

Si potrebbe dire che negli ultimi tempi Kanye West si è impegnato parecchio per farci ridere, ma poi è arrivata Kim Kardashian a dirci che non c’è niente di divertente nei comportamenti del marito, causati dal fatto di soffrire di disturbo bipolare: “Come molti di voi sanno”, ha scritto nelle Instagram Stories, “Kanye ha un disturbo bipolare. Chiunque ne soffra o abbia una persona amata nella sua vita, sa quanto sia incredibilmente complicato e doloroso da capire. Non ho mai parlato pubblicamente di come ciò ci abbia influenzato a casa perché sono molto protettiva nei confronti dei nostri figli e del diritto alla privacy di Kanye quando si tratta della sua salute. Ma oggi mi sento di dover commentare a causa dello stigma e delle idee sbagliate sulla salute mentale. Quelli che comprendono la malattia mentale o anche il comportamento compulsivo sanno che la famiglia è impotente, a meno che il membro non sia minorenne. Le persone che non sono consapevoli o sono lontane da questa esperienza possono giudicare e non capire che l’individuo stesso deve impegnarsi nel processo di ottenere aiuto, non importa quanto la famiglia e gli amici si sforzino. Capisco che Kanye sia soggetto a critiche perché è un personaggio pubblico e le sue azioni a volte possono causare opinioni ed emozioni forti. È una persona brillante ma complicata che, oltre alle pressioni di essere un artista e un uomo di colore, ha sofferto la dolorosa perdita di sua madre e ha a che fare con la pressione e l’isolamento accentuati dal suo disturbo bipolare. Coloro che sono vicini a Kanye conoscono il suo cuore, e capiscono le sue parole alcune volte non si allineano con le sue intenzioni. Vivere con il disturbo bipolare non diminuisce o invalida i suoi sogni e le sue idee creative, non importa quanto grandi o inottenibili possano sembrare ad alcuni. Questo fa parte del suo genio e, come abbiamo visto tutti, molti dei suoi grandi sogni si sono avverati. Noi come società parliamo di dare grazia al problema della salute mentale nel suo insieme, tuttavia dovremmo anche darlo agli individui che ci convivono. Chiedo gentilmente che i media e il pubblico ci diano la compassione e l’empatia necessaria per consentirci di raggiungere questo obiettivo. Grazie a coloro che hanno espresso preoccupazione per il benessere di Kanye e per la vostra comprensione”.

3. DAVE GROHL PER GLI INSEGNANTI

Anche negli Stati Uniti la riapertura delle scuole post Covid è una questione di cui si sta discutendo parecchio. In particolare, gli insegnanti sono preoccupati per l’intenzione di Trump di riaprire subito. In difesa dei lavoratori della scuola è intervenuto Dave Grohl, figlio di un’insegnante, in un episodio di True Stories e con un articolo sull’Atlantic: ci sono, dice, “una serie di dilemmi con cui gli insegnanti devono confrontarsi e che la gente non considera. C’è molto di più da affrontare, a parte aprire semplicemente le porte e rimandare i bambini a casa, mi ha detto mia madre al telefono. Adesso ha 82 anni ed è in pensione, e ha fatto una lista di preoccupazioni basata su 35 anni di esperienza: mascherine e distanziamento, controllo della temperatura, autobus affollati, corridoi affollati, sport, aria condizionata, mense, collaboratori scolastici. Molte scuole già hanno problemi di mancanza di risorse. Come possono affrontare la montagna di misure di sicurezza di cui ci sarà bisogno? La didattica a distanza è un inconveniente, ma per quanto all’orchestra senza direttore di Donald Trump piacerebbe vedere riaprire le scuole in nome di un’ottica rosea, chiedi a un insegnante di scienze cosa ne pensa del commento del segretario stampa della Casa Bianca Kayleigh McEnany che ‘La scienza non dovrebbe mettersi in mezzo’. Sarebbe stupido farlo a spese dei nostri studenti, insegnanti e scuole. Quando si tratta della domanda scoraggiante e sempre più politicizzata di riaprire le scuole nel mezzo pandemia di coronavirus, la preoccupazione per il benessere dei nostri figli è fondamentale”.

4. L’ESPERIMENTO SULLA DIFFUSIONE DEL COVID AI CONCERTI

Un gruppo di scienziati tedeschi ha lanciato un esperimento per testare la rapidità di diffusione del coronavirus in un concerto, e cerca volontari: il progetto si chiama Restart-19 ed è in programma per il 22 agosto presso Quarterback Immobilien Arena di Lipsia, dove 4.200 persone in buona salute assisteranno a un concerto del cantante tedesco Tim Bendzko. L’esperimento inizierà facendo testare tutti i volontari per il virus. Poi verrà loro chiesto di indossare la mascherina ed entrare nel locale, indossando anche dispositivi che “trasmettono dati ogni cinque secondi, inclusa la vicinanza ad altri dispositivi e la posizione all’interno della sede”, nonché flaconi di disinfettante fluorescente che consentono ai ricercatori di vedere quali superfici sono state toccate. Inoltre una macchina della nebbia sarà in funzione per valutare la possibilità che il virus si diffonda attraverso gli aerosol. Gli scienziati sperano che l’esperimento possa essere utile per “identificare un contesto in cui si possano tenere grandi eventi musicali, di intrattenimento e sportivi senza rappresentare un pericolo per la popolazione dopo settembre”.

5. LINKIN PARK VS TRUMP

Sempre più lunga la lista degli artisti che vietano a Trump di usare la loro musica: ora è il turno dei Linkin Park, che hanno fatto rimuovere un video postato dal presidente su twitter con immagini della sua campagna e la colonna sonora di In The End. Qualche anno fa Chester Bennington aveva definito Trump “una minaccia per gli Stati Uniti più grande del terrorismo”.

6. LA MUSICA NEL CERVELLO

Non poteva che esserci di mezzo Elon Musk: la Neuralink, una startup da lui recentemente co-fondata, intende lanciare un chip che attraverso un sistema di fili sottilissimi sarà in grado di inviare la musica direttamente nel cervello. I dettagli sono ancora da rivelare, ma alla domanda dello scienziato informatico Austin Howard “Se implementiamo neuralink, possiamo ascoltare la musica direttamente dai nostri chip?”, Musk ha risposto semplicemente “Sì”.

E se non vi bastano queste news in pillole, qua trovate quelle musicali e qua quelle scovate dalla rete.