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È morto all’età di 73 anni, Peter Allen Greenbaum, per tutti Peter Green, chitarrista e cofondatore dei Fleetwood Mac. Secondo quanto comunicato dalla famiglia Peter Green se ne è andato “pacificamente nel sonno” sabato 25 luglio.

Green è stato una figura fondamentale di un nuovo periodo per il blues britannico. Rolling Stone Us lo inserisce al 58esimo posto dei più importanti di sempre. Mojo al terzo posto. Nel 1965 suona per qualche concerto nei John Mayall e i Bluesbreakers di Eric Clapton. Poco dopo, quando Clapton lasciò i Bluesbreakers, Green divenne un membro a tempo pieno della band di Mayall dal luglio 1966 fino al 1967 – qui la lista di tutti i membri susseguitisi nel gruppo.

Insieme al batterista Mick Fleetwood, al chitarrista Jeremy Spencer e al bassista John McVie nel 1967 fonda i Fleetwood Mac nei quali rimane fino al maggio 1970, quando viene allontanato dalla band dopo gli eccessi di LSD e momenti di instabilità mentale non più controllabili, che nel 1977 culmineranno con un ricovero in un ospedale psichiatrico. L’apporto di Green è stato determinante nel plasmare il primo suono rock blues della band con singoli di successo come Albatross, Black Magic Woman, Oh Well, The Green Manalishi (With the Two Prong Crown) e Man of the World. Gli album dei Fleetwood Mac a cui ha preso parte sono stati Fleetwood Mac (1968), Mr. Wonderful (1968), English Rose (1968), Blues Jam at Chess (1968) e Then Play On (1969).

Dopo l’addio ai Fleetwood Mac, nel 1970 pubblica il primo disco solista dal titolo The End of the Game. Ne pubblicherà altri sei. Nel 1997 fonda i Peter Green Splinter Group che durano fino al 2004. Infine creerà i Peter_Green_and_Friends. Perdita pesante per un punto di riferimento di quella che alcuni chiamarono “second great epoch of the British blues”.


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