Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 10 al 16 febbraio 2019

1. I MASTER DISTRUTTI NELL’INCENDIO ALLA UNIVERSAL

Solo dieci anni dopo si siamo potuti venire a conoscenza dei danni causati dall’incendio a un magazzino della Universal Music Group avvenuto in Florida nel 2008. In questi giorni la casa discografica ha ufficializzato i nomi degli artisti di cui sono andati danneggiati o distrutti i master, su richiesta degli stessi artisti, coinvolti nella causa legale. Si tratta di Nirvana, Soundgarden, Slayer, R.E.M., and Elton John, victims include …And You Will Know Us by the Trail of Dead, Bryan Adams, David Baerwald, Beck, Sheryl Crow, Jimmy Eat World, Les Paul, Peter Frampton, Michael McDonald, Sonic Youth, Soundgarden, Suzanne Vega, The Surfaris, White Zombie e Y&T.

2. ROGER WATERS VS TRUMP

Durante Sanremo l’abbiamo aspettato invano, ma Roger Waters non ha certo smesso di fare dichiarazioni politiche: durante un Q&A che precedeva la proiezione del suo Us + Them a New York non ha perso l’occasione per ribadire il suo pensiero sull’amministrazione Trump. “Viviamo qui in un inferno di stupidi”, ha detto, “Gli Stati Uniti non sono il paradiso degli stupidi; sono l’inferno. E guardare il film mi ricorda che la grande battaglia è quella fra la propaganda e l’amore. E la propaganda sta vincendo. E tristemente, i bottoni della macchina della propaganda sono spinti da persone malate. Questi stronzi malati e sociopatici, tutti, ognuno di loro. Che ci crediate o no, Donald Trump è da qualche parte quaggiù, ad annaspare nelle acque fangose in fondo alla piscina dell’oligarchia. E questo è un uomo che ha fallito in tutto nella vita tranne che nel diventare il più grande tiranno e assassino di massa e distruttore di tutto quello che possiamo amare, solo perché ha il potere. Disgraziatamente, ha il dito sul bottone”.

3. I 1975 E I FESTIVAL GENDER-BALANCED

Non è bastato il Primavera del 2019 a risolvere il problema della disparità di presenze fra artisti maschili e femminili nei festival. La questione è stata sollevata ancora in un thread su Twitter dalla giornalista inglese Laura Snapes, che criticava le line-up dei festival di Reading e Leeds. “I Rage Against The Machine”, scrive la Snapes, “sarebbero fantastici se usassero la loro influenza per chiedere parità. Ogni artista con il potere che non fa questo, anche se si esprime contro la disparità, sta fallendo nel capire il ruolo del cambiamento che possono avere in questa situazione”. Quando Matt Healy le risponde dandole ragione, suggerisce: “aggiungete una condizione al vostro rider: che suonerete solo in festival che includono l’X% (l’ideale è il 50%) di performer donne e non binari”. E il frontman dei 1975 si impegna a farlo: “prendila come se avessi firmato questo contratto – ho già firmato per alcuni festival che potrebbero non aderire a questa condizione e non voglio deludere i fan che hanno già il biglietto. Ma da oggi lo farò e penso che questo sia il modo in cui gli artisti uomini possono essere veri alleati. Sono sicuro che il mio agente adesso sarà sconvolto, ma è il momento, amico. Le persone devono agire, non chattare”. 

4. IL BASSISTA CHE BRUCIAVA LE CHIESE

Holden Matthews, bassista 22enne della Louisiana, è stato condannato a dieci anni di carcere dopo aver confessato di aver dato fuoco a tre chiese. Lo scopo? “aumentare le sue quotazioni come musicista black metal”. Nella sua confessione, Matthews ha detto di voler emulare “crimini simili commessi in Norvegia negli anni 90”. Fra i metallari usi a bruciare chiese in norvegia, l’immancabile Burzum.

5. AXL ROSE VS TRUMP

Anche il leader dei Guns N’ Roses si unisce al coro degli artisti antitrump: Axl Rose, che già in passato era stato critico nei confronti del presidente degli Stati Uniti, ha postato su Twitter la foto di un cappellino blu – colore del partito democratico – con la scritta “Make the white house great again”, che riprende lo slogan trumpiano “Make America great again”.

E se non vi bastano queste news in pillole, qua trovate quelle musicali e qua quelle scovate dalla rete.