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Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 25 al 31 marzo 2019

1. IL FUNERALE DI KEITH FLINT

Moltissimi fan dei Prodigy si sono riuniti a Braintree, nell’Essex, per i funerali di Keith Flint, scomparso lo scorso 4 marzo. Gli altri membri della band Liam Howlett, Maxim and Leeroy Thornhill sono stati accolti dagli applausi della folla al loro arrivo alla cerimonia, nel corso della quale ci sono stati letture di poesie, musica – dai Pink Floyd ai System of a Down – e un discorso dell’attore Paul Kaye. La bara di Flint è arrivata in chiesa su una carrozza.

2. KING KRULE PAPÂ

Auguri ad Archy Marshall aka King Krule e Charlotte Patmore, che sono diventati genitori per la prima volta, e benvenuta Marina.

3. GLI A TRIBE CALLED QUEST FANNO INVECCHIARE BENE IL FORMAGGIO

Che la musica abbia effetti terapeutici sugli esseri viventi non è una novità. Che renda il formaggio stagionato più gustoso, invece, è una scoperta di questi giorni. Non sorprende che la ricerca arrivi dalla Svizzera, dove due studenti di Berna, dopo un esperimento chiamato Cheese In Surround Sound, hanno concluso che la stagionatura riesce meglio se le forme “ascoltano” musica, e che ad avere effetti particolarmente positivi sia la musica hip-hop: fra i vari brani usati, infatti, il più efficace è stato Jazz (We’ve Got) degli A Tribe Called Quest.

4. I SIGUR RÓS ACCUSATI DI EVASIONE FISCALE

Non è la prima volta che i Sigur Rós si trovano alle prese con guai giudiziari che hanno a che fare con le tasse. In passato tutto si era risolto bene per la band, che ora è stata nuovamente accusata di aver evaso le tasse, 151 milioni di corone (circa un milione di euro) fra il 2011 e il 2014. “I membri dei Sigur Rós sono musicisti, non esperti di tributi e finanza”, ha detto il loro avvocato.

5. IL SUCCESSO DEL FILM SUI MÖTLEY CRÜE

Non solo Bohemian Rhapsody. Anzi, anche se il film sui Queen è stato un successo clamoroso al botteghino, non sono mancate le critiche, anche sull’oscar a Rami Malek, la cui interpretazione a molti è sembrata più che altro un’imitazione al limite della caricatura. Sta convincendo di più, nonostante (o forse proprio per questo) gli investimenti più limitati in termini di pubblicità, hype e budget, The Dirt, il biopic sui Mötley Crüe prodotto da Netflix interpretato da Douglas Booth, Colson Baker (AKA Machine Gun Kelly), Daniel Webber e Iwan Rheon. Nella prima settimana di presenza sulla piattaforma infatti la band ha visto aumentare del 570% gli ascolti su Spotify e del 900% su Apple Music, mentre i download da iTunes sono cresciuti addirittura del 2027%.

E se non vi bastano queste news in pillole, qua trovate quelle musicali e qua quelle scovate dalla rete.


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