Radwan Ghazi Moumneh (Jerusalem In My Heart) risponde alle accuse di antisemitismo

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“Il 20 gennaio 2019, il locale di Lipsia Mjut”, scrive su Facebook Radwan Ghazi Moumneh, metà musicale del duo audio-visivo Jerusalem In My Heart, “ha cancellato la nostra performance del 3 febbraio. Non abbiamo ricevuto comunicazioni dal Mjut ma siamo stati informati dal promoter, che ha cercato di convincere il locale a non cancellare la data, senza successo. Come ragione per l’annullamento, il Mjut ha citato problemi “legati ai contenuti” con lo show dei JIMH, e il mio ‘antisemitismo’. L’ultima accusa è il risultato del mio supporto a BDS. il Mjut ha scritto nella lettera al promoter: Dopo che abbiamo scoperto questo problema abbiamo subito cercato di conoscere il motivo di questo supporto. Volevamo dare spazio a una discussione e uno scambio. In base a questo volevamo discutere fra noi sulle possibilità e le azioni. Purtroppo non c’è possibilità di un discorso costruttivo perché i JIMH hanno espresso ripetutamente la loro solidarietà illimitata a BDS. Le loro dichiarazioni non lasciano spazio a discussioni. Ritraggono una visione unilaterale del conflitto mediorientale che giustifica il loro boicottaggio culturale verso Israele”. In realtà, continua il musicista libanese nel lungo post, “non c’è stato nessun tentativo di comunicare con me e/o con nostri rappresentanti”, e racconta che a contattare il locale sia stato Gerd Henning, rappresentante del movimento Antideutsche, che non è nuovo alla pratica di chiamare locali e promoter che ospitano artisti attivi nel boicottaggio di Israele, e ricorda precedenti episodi di minacce.

Conclude difendendo la scelta del boicottaggio e tacciando di bullismo episodi come quello di Lipsia. “Il Libano è boicottato da Israele. I nostri affari sono boicottati da Israele. Il nostro spazio aereo è boicottato da Israele. Il nostro mare è boicottato da Israele. Notate questo voi che ignorate la storia: “ritraggono una visione unilaterale del conflitto mediorientale che giustifica il loro boicottaggio culturale verso Israele” è sfacciato razzismo, arabofobia e antisemitismo. Noi abbiamo tutto il diritto di stare con BDS, come cittadini di speranza, amore e umanità. Le tattiche da bulli ci rendono più forti”.



Redazione Rumore
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