Riconoscere immediatamente un suono o un gusto è un riflesso automatico e quotidiano. “Rumore”, in collaborazione con Jameson, vi porta a scoprire ciò che li rende riconoscibili.

Di Letizia Bognanni

Si può essere una persona di scienza e una persona religiosa insieme? Si può, se la religione è quella cattiva del punk. O almeno, così si direbbe guardando alla vita e all’opera di Greg Graffin, uomo di scienza, ateo convinto, devoto solo alla musica.

Una cattiva religione a cui Greg si converte, come nella più classica delle storie, verso i 15 anni, a scuola: è in un liceo della San fernando Valley che nascono i Bad Religion. Punk/hardcore, naturalmente, con quel nome e quel simbolo come poteva essere altrimenti?

Quando hai quindici anni ti preme soprattutto di trovare un nome e un simbolo che faccia incazzare i tuoi genitori. la religione era un bersaglio perfetto. Adesso potremmo essere genitori a nostra volta,
e questo logo lo usiamo con un significato più esteso. Una sorta di invito a diffidare dai dogmi, a starne alla larga.

Punk/hardcore quando però sembrava che fosse troppo tardi, e sarebbe potuta essere una storia delle più classiche anche nella fine precoce: una band dotata e intelligente ma “fuori moda”, ed ecco che Greg ce lo ritroviamo qualche anno dopo a fare l’insegnante in una scuola dell’east coast. Invece, evidentemente essere fuori moda qualche volta paga, perché i Bad Religion non solo dureranno – anche se fra alti e bassi – ma faranno proseliti, diventando precursori e ispiratori di una nuova ondata di quel genere che qualcuno aveva dato per finito. Misteri dell’evoluzione dei fenomeni antropologici. Gli stessi (più o meno) meccanismi indagati dal Professor Graffin.

Sì perché poi Greg a insegnare in una scuola dell’east coast, fra un disco e un tour, ce lo ritroveremo davvero. E mica in un anonimo liceo del Massachussets: alla Cornell, una delle università della Ivy League. E non ci arriva come una di quelle celebrity chiamate a fare una lezione per svecchiare l’immagine, ma per reali meriti accademici: studente tanto brillante da destabilizzare i fautori dei cliché sull’etica/epica/estetica del punk, si laurea in antropologia e geologia e prende un dottorato in zoologia. Titoli che non mette nel cassetto e non usa (solo) per dare un tono più colto alle canzoni – a proposito, tanto per smentire ulteriormente lo stereotipo del punk spaccatutto, nei suoi dischi solisti Greg tira fuori anche un’anima folk-roots – ma per costruirsi una seconda carriera, e anche una terza. La seconda, quella di professore appunto, alla suddetta Cornell e anche all’università della california, dove tiene corsi sull’evoluzionismo, ossessione accademica fin dai tempi della scuola. Qualcosa che somiglia molto a una missione, come succede quando non si insegna solo per portare a casa uno stipendio:

Trovo che insegnare all’università, in particolare evoluzione per studenti non specialisti, è un ottimo modo per diffondere questa visione del mondo, perché non devi entrare troppo nel tecnico come con gli studenti specialistici. Puoi essere un po’ più libero. Gli studenti di studi generali che frequentano le mie lezioni imparano un pezzo importante di visione del mondo, che è – wow! Gli organismi hanno una storia e le ragioni per cui le cose sono nel modo in cui sono dipende dall’evoluzione. È affascinante. Succede nel mio organismo così come nelle comunità che vedo quando esco e cammino nella natura. Perciò è una cosa importante. Ma è un pubblico ristretto, e molti di loro se ne dimenticheranno appena laureati.

Il passo successivo della missione, allora, è uscire dalle aule e portare nel mondo il proprio verbo.

Mostrare un’alternativa alla visione religiosa del mondo. E in un certo senso è quello che faccio con la mia band.

Poi, dove non arriva la musica, ci pensa la carriera numero 3, quella di scrittore/divulgatore: con libri da titoli espliciti e contenuti scientificamente e filosoficamente “punk”: Anarchy Evolution: Faith, Science, and Bad Religion in a World Without God; Population Wars: A New Perspective on Competition and Coexistence; Evolution and Religion; Is Belief in God Good, Bad or Irrelevant?: A Professor And a Punk Rocker Discuss Science, Religion, Naturalism & Christianity, questo scritto da Preston Jones, con Graffin come “guest star”. Opere da riconoscimenti come il Bryan Patterson Prize della Society of Vertebrate Paleontology, il Rushdie Prize della Harvard University Humanist Chaplaincy, l’American Humanist Association Arts Award e il Sapio Prize dell’International League of Non-Religious and Atheists.
Chissà se preferirebbe un Grammy. Probabilmente no.

I hate my job, I hate your god, I hate hypocrites and common slobs.

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