Dieci video, una settimana, la nostra selezione.
Dal 26 febbraio al 4 marzo 2018

Willie PeyotePortapalazzo

Ansia da elezioni? Willie Peyote non è qui per farcela passare: alla vigilia dell’election day pubblica il video di un brano che trasuda sfiducia nel panorama politico tutto, compresi i sedicenti salvatori “onesti” della patria, anzi soprattutto loro, e associa il voto a un referto medico che non si sa se si andrà a ritirare, per paura di un risultato spiacevole.

BaustelleVeronica n.2

Il singolo che anticipa L’amore e la violenza vol. 2 è, a detta di Francesco Bianconi, “una semplice canzone d’amore”. In pieno stile Baustelle, così come il video, con il suo bianco e nero, lo stile sempre ineccepibile del gruppo e soprattutto il personaggio di Veronica, classica donna baustelliana fra nouvelle vague e noir.

A Place To Bury StrangersThere’s Only One of Us

L’ispirazione per il secondo video dell’album che arriverà ad aprile, spiega la regista Elizabeth Skadden, “viene dal basso sibilante, la batteria militaresca e la chitarra kamikaze che suggeriscono una chiamata alle armi. Il lavoro creativo della band è rappresentato dal “totem” costruito durante la canzone. La fotografia è ispirata alle performance anni 80 di Fad Gadget e ai film di Almodovar e Bigelow”.

KelelaFrontline

Nel video, diretto dalla stessa Kelela insieme a Claudia Matè e Mischa Notcutt, la rivelazione R’n’B dello scorso anno è protagonista di un classico romance black tutto swag, case e auto di lusso, look sexy-street. Ma in versione The Sims, o Second Life o qualcosa del genere. Ed è subito fine anni novanta/inizio duemila.

The KillsList of Demands (Reparations)

A due anni dall’ultimo album, i Kills tornano con la cover di un brano di Saul Williams che “è una canzone di forza e potere, radicata nell’idea di ribellarsi. È una di quelle canzoni di cui hai quasi paura di fare una cover; perché è così rispettata. Non è una canzone d’amore o una sulla droga. È definita, severa”. E il video illustra molto bene questo senso di ribellione e severità.

Maria AntoniettaPesci
Nel primo singolo tratto dall’album in uscita a fine mese Deluderti, Maria Antonietta canta di pesci, questioni di prospettiva e autoconsapevolezza, e nel video ci sono pesci rossi, specchi rotti e primi piani caleidoscopici, ma anche nel suo didascalismo la clip, con la regia di Leandro Manuel Emede e Nicolò Cerioni, risulta molto cool.

Son LuxAll Directions

“Ispirato dal pathos horror e dalla speranza che ribollono contemporaneamente sotto la superficie della canzone”, spiega il regista Nathan Johnson, “ho iniziato a vedere delle immagini – una tenda mossa dal vento, l’iniziale speranza e la confusa disperazione di una relazione, un sentiero di montagna, un’ascia… e alla fine, frammenti di vecchie storie bibliche che vivono nella nostra coscienza collettiva. Queste storie sono tendenzialmente basiche; disturbanti e dark. Dio ordina ad Abramo di sacrificare suo figlio, per poi fermarlo all’ultimo momento. Vediamo il ciclo della violenza, i peccati dei padri che si tramandano. Tutto questo si è fuso con i temi del disco e, a un livello più grande, con il recente panorama della nostra nazione”.

Alice Bag77

L’idea è molto ’77: il punk che invade un posto di lavoro noioso e regolare. D’altro canto Alice bag è un caposaldo del periodo, e perché non dovrebbe continuare a fare punk anche quarant’anni dopo quel ’77? (non è di quello che parla la canzone ma fa lo stesso, è sempre divertente fare il tifo per i punkettoni che sfasciano un ufficio tutto colori pastello e segretarie compite. E poi ci sono anche Kathleen Hanna e Allison Wolfe).

citySwellOn Fire

Il video del secondo singolo che anticipa l’uscita dell’EP Travels, esordio della one man band di Thomas Casotto, diretto da Luther Blisset, ha proprio quello stesso umore postadolescenziale da weekend buttato via della musica di questo figlio di “tutto quel sound che partiva da Seattle, faceva tappa nella Bay Area californiana, per poi ritornarci addosso come una scossa di pura adrenalina, passando per Manchester”.

Girl RayThe Way We Came Back

La bassista Sophie Moss dice di questo brano, scritto a 16 anni dalla frontwoman Poppy Hankin: “è carino, credo. Ti fa pensare alle discussioni ma non te le fa odiare tanto. È un vecchio, vecchio – parliamo di prima di Earl Grey – pezzone che volevamo oliare. È una delle prime canzoni che ha scritto Poppy, ed è piaciuta a tutte. Arrangiamenti furbi, buone vibrazioni”.

E se non vi sono bastati questi video, qui potete guardarne altri (Natalie Prass, Moby, Twin Shadow, Girls In Hawaii, Shame, King Tuff)