Nel numero di luglio/agosto di Rumore avevamo fatto un tuffo nella new wave della new wave italiana. Tra i tanti, come Soviet Soviet, VRCVS, Tante Anna, Federico Fiumani e Gianni Maroccolo, c’erano anche gli Havah che dalle parole di Michele Camorani ci annunciava i primi dettagli del nuovo disco.

È un disco sulla Resistenza, non vissuta dal punto di vista glorioso dei giovani che vanno in battaglia e vincono la guerra contro gli oppressori, ma da quello di questi poveri uomini, ragazzi, bambini che non hanno un’alternativa se non provare a vivere. Qualcosa di molto meno glorioso e più umano. Si chiamerà Contravveleno, che vuol dire antidoto, ed è quello che è stata la Resistenza: una forma di guarigione da quel cancro che era il nazifascismo.

Il terzo album della band post-punk/new wave Havah, Contravveleno, è appunto un disco ispirato dalle colline e dalle campagne di Ravenna e Forlì. Dietro c’è la storia vera storia raccontata dal partigiano italiano Nullo Mazzesi a Michele Camorani di Havah: “Quando avevo dodici anni. Ho rubato alcune pistole dai tedeschi che occupavano il nostro territorio, mentre stavo scappando via un campo di cavoli i nazisti continuavano a sparare a me, vedo i proiettili che esplodono i cavoli nell’aria intorno a me. Ma non mi hanno fatto, sono riuscito a fuggire! ”

Contravveleno è il terzo album della band di Forlì in uscita il 15 settembre per Maple Death Records, dopo Settimana (2012) e Durante un assedio (2014). Qua sotto, potete ascoltarvi in anteprima un nuovo estratto, Ogni volta: