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di Diego Ballani

Allegato a Rumore 306/307 di Luglio/Agosto trovate la guida “50 + 50 dischi live” curata da Diego Ballani. Un excursus su un’arte che negli ultimi anni sembra aver perso la centralità di un tempo.

La storia degli album dal vivo è antica come quella della musica registrata. In passato sono stati il metro con cui si misurava la statura di un artista, con cui si creavano crocevia culturali ed culti impermeabili al trascorrere del tempo. Un ruolo ridefinito dalla nascita del file sharing e dello streaming, che saturando la Rete di materiale dal vivo della più varia qualità, ci hanno privato della sensazione di partecipare, con uno sguardo privilegiato, a quello che stava avvenendo sul palco.

Oggi le tracce dal vivo servono a stipare gigantesche “deluxe edition” con cui le etichette rivendono ai fan l’ennesima edizione dei loro album preferiti. Per gli artisti attualmente in attività, specie quelli con una discografia strutturata alle spalle, pubblicare un live è quasi sempre un’idea dallo scarso appeal commerciale e creativo.

Eppure i musicisti continuano a registrare concerti e set dal vivo, come per una specie di riflesso condizionato, un compito da assolvere, inscritto nel patrimonio genetico di chi fa musica. Ogni tanto capita di ascoltare persino qualcosa che valga la pena di essere ricordato. La differenza la fanno le storie che quelle tracce raccontano. Vicende che incarnano lo spirito del proprio tempo, rivelano peculiari virtù artistiche o espandono il significato dei lavori in studio. Talvolta il loro senso sfugge o va al di là delle intenzioni dell’autore ed è per questo che bisogna raccontarle ancora con più forza.

È per rendere omaggio a queste opere che abbiamo pensato di realizzare una guida che parli di album dal vivo, nelle declinazioni più varie possibili. Lo abbiamo fatto con le stesse modalità che hanno reso popolari le guide di Rumore, affidandoci al gusto e all’esperienza di chi scrive e privilegiando album di culto e lavori talvolta dimenticati. Anche perché il tema “album dal vivo” può essere, a seconda dei punti di vista, illimitato (visto che quasi ogni artista ne ha pubblicato almeno uno ed ogni appassionato ha i suoi preferiti) o rigidamente strutturato. Storicamente, infatti, fra i live album c’è una gerarchia che, oltre dischi già citati, premia lavori come Live at Leeds degli Who e gli Allman Brothers Band di At the Fillmore East, Sam Cooke con Live At The Harlem Square e Alive! Dei Kiss. Ma avreste voluto davvero leggere l’ennesimo peana a Kick Out the Jams o The Song Remains the Same?

Infine, benché la scelta si sia basata su giudizi in qualche modo sedimentati, abbiamo deciso di allungare lo sguardo fino ai nostri giorni. Convinti del fatto che, in fondo, la storia più bella di tutte debba essere ancora raccontata.

Buona lettura.

Non siete riusciti ad acquistare in edicola le precedenti Guide Pratiche (50+50) di Rumore? Non preoccupatevi, ecco come ordinarle online allegate ai rispettivi numeri:

“50 + 50 dischi al di sopra di ogni sospetto” di Giona A. Nazzaro con Marco Pecorari – Rumore 312, gennaio 2018
“50 + 50 dischi live” di Diego Ballani – Rumore 306/307 di Luglio/Agosto 
“50 + 50 libri rumorosi”, di Daniele Cianfriglia –
Rumore 301, febbraio 2017
“50 x 35mm soundtrack rumorose” di Emanuele SacchiRumore 295/296, luglio/agosto 2016
“50 x ’00” di Diego BallaniRumore 288, gennaio 2016
“50 x ’90” di Carlo BordoneRumore 282/283, luglio/agosto 2015
“50 x ’80” di Carlo BordoneRumore 276, gennaio 2015
“50 x ’70” di Carlo BordoneRumore 270/271, luglio/agosto 2014 
“50 x ’60” di Carlo Bordone – Rumore 264, gennaio 2014

 


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