birdy nam nam ft

di Davide Agazzi / Foto di Fotosintesi Lab Project

Non è mai cosa particolarmente semplice per un team di turntablist, quindi di funamboli del giradischi, trasformare le proprie abilità sul mixer e sul vinile – grandiose nella propria camera o in cuffia – in qualcosa di largamente apprezzabile per un dancefloor. Dancefloor che, per sua natura, ha esigenze profondamente diverse: “non importa se sei forte con lo scratch, noi siamo qui per divertirci sotto cassa”. Ecco, giusto per metter in chiaro da subito quello che sarà il nodo della questione. Compito non semplice anche se si è dei veri e propri fenomeni come nel caso del collettivo francese Birdy Nam Nam, che addirittura si portò a casa il premio mondiale al DMC a squadre (la massima autorità mondiale nel campo del deejaying) nel 2002. Ma questo i nostri lo sanno bene e lo metteranno in pratica al meglio delle loro possibilità.

Spendo giusto due parole per commentare il live dei berlinesi Dirty Honkers, che hanno il compito di scaldare il numeroso pubblico intervenuto al Parco Fucoli di Chianciano Terme (SI) in occasione della Festa della Musica. Se dovessero capitare dalle vostre parti, semplicemente, non perdeteveli: non sono particolarmente originali, ma risultano assolutamente irresistibili con la loro miscela un po’ sballettona ed un po’ bonariamente caciarona. E poi, voglio dire, quando mai vi ricapiterà di trovare sul palco tre teutonici in mutande glitterate? Sì, è successo anche questo.

birdy nam nam

Ma torniamo ai protagonisti della serata: il set inizia in territori più spezzati, vagamente dubstep, dove è più facile far emergere la tecnica di manipolazione vinilica, ed è indubbiamente la parte dello show che – da buon rappuso – ho apprezzato di più. I francesi sono in tre e si dividono i compiti in maniera quasi matematica: a rotazione uno si occupa di creare il tessuto sonoro destinato a diventare il playground per gli scratch dell’altro, mentre il terzo si destreggia fra i due compiti. Anche lo scratch, in questo caso, è funzionale al pezzo e recita il ruolo dello strumento ritmico invece che di quello solista, per fare un paragone con un’ideale band rock. Ma, come detto in apertura, qui fa caldo, è una bella serata ed i ragazzi vogliono giustamente essere protagonisti in pista, invece che spettatori al circo del turntablism: ed ecco che il set prende presto una piega in quattro quarti. Sì, il caro vecchio four on the floor. Cassa dritta e vai col tango. Che ci sta, eccome se ci sta. Da segnalare anche la maglietta dell’Italia delle magiche notti del ’90, che fa tanto nostalgia canaglia, indossata da uno dei tre transalpini. Nota di merito per la Festa della Musica in toto, che da anni propone cartelloni di musica di elevatissima qualità, sempre a costo zero. Bravi, ben fatto.