robot fest

A quanto riporta Radio Città del Capo, il roBOt festival – annuale serie di eventi di musica elettronica e sperimentale organizzata da 8 anni a Bologna dall’associazione culturale Shape – rischia di dover chiudere i battenti. L’informazione arriva direttamente da Antonio Puglisi, responsabile della comunicazione del festival, in un’intervista rilasciata alla radio bolognese. Nelle parole di Puglisi, “Ci sono state 18.000 presenze, ma non sono venute 6 o 7.000 persone, un numero da moltiplicare per il prezzo di un biglietto e le mancate consumazioni”. Questo avrebbe causato un buco di bilancio di circa 300.000 euro.

Insieme ai suoi legali, l’associazione Shape sta ora cercando un modo per pagare tutte le persone e le aziende coinvolte nell’ultima edizione del festival. “Siamo persone serie”, ha detto Puglisi, “Durante questi anni di attività abbiamo sempre pagato tutti e premiato chi se lo meritava … Stiamo studiando un modo per uscire dalle difficoltà sorte quest’anno, e il trattamento riservato a cassieri e baristi è stato riservato anche ad artisti, dj e performers”.

“Per il futuro”, infine, “è necessario trovare dei partner che ci aiutino a sviluppare il festival anche in altre direzioni eventualmente. Abbiamo incontrato diverse persone che hanno dimostrato interesse e ci hanno dato la loro solidarietà.”

Il festival ha ospitato solo nll’ultimo paio d’anni nomi del calibro di James Holden, Powell, Koreless, Squarepusher, Levon Vincent, Evian Christ, Holly Herndon, Floating Points e Daphni aka Caribou. Ci auguriamo che si riesca a trovare una soluzione per tenerlo in vita. Trovate qua sotto un video-recap della settima edizione, mentre qua potete ascoltare l’intervista a Puglisi.