Rumore-Maggio-2015

Molti lo conoscono per via degli occhi blu che da decenni bucano l’obiettivo. Altri per la riccia chioma bionda che da sempre lo caratterizza. Martin Gore – principale mente musicale e autore dei Depeche Mode – è uno dei rari casi di musicista che, pur non essendo cantate o frontman di una band di così grande successo e longevità, è comunque diventato una figura semi-leggendaria per chi segue il rock degli ultimi 35 anni. Pubblica a suo nome (a sua sigla, nome e cognome anzi, MG) in questi giorni un nuovo album solista in cui chiara si disegna la sua passione per l’elettronica e la discendenza di quel suono che lui stesso ha creato, segnando la storiografia musicale. Parte proprio da lui e da qui il numero di maggio 2015 di “Rumore”.

Uno dei ritorni discografici più discussi del 2015 è anche quello dei Blur, con l’album The Magic Whip. Dopo l’anno d’oro solista (il 2014) di Damon Albarn, Diego Ballani ha chiacchierato col chitarrista Graham Coxon per capire passato, presente e possibile futuro del quartetto.

Dopo essere stato nostro disco del mese ad aprile (Culture of Volume) il giovanissimo produttore di meraviglia britannico William Doyle – in arte East India Youth – si è meritato una bella intervista di approfondimento, sempre a cura di Diego Ballani.

Claudio Sorge questo mese si è invece concentrato su uno dei nomi caldi del suono pesante di questo 2015: i Liturgy. La sua intervista con il colto leader Hunter Hunt-Hendrix scivola dal black metal alla filosofia.

Ritorna la rubrica chiamata “Grandi Firme”, dopo una breve pausa: questa volta tocca a Carlo Bordone intervistare David Stubbs, uno dei pesi massimi del music writing mondiale, una specie di Simon Reynolds (di cui è collega e amico), ma appena meno famoso. Una stima acquisita sul campo, la sua, confermata anche dal recente libro sul krautrock da lui firmato.

L’intervista della sezione “Retropolis” è dedicata a un personaggio tanto minore (per popolarità su larga scala) quanto di culto: trattasi dello sperimentatore britannico Richard Youngs, musicista schivo e restio alle grandi luci. Luca Minutolo lo ha stanato per una lunga chiacchierata intima, in tema di dischi e vita privata. Alla luce di un box colossale (sette CD!?) che riassume una parte della sua sterminata produzione.

Nella rubrica “radici” ospitiamo un’intervista “discografica” ai lanciatissimi M+A, la formazione nazionale che più ha riscosso interesse all’estero nell’ultimo anno. E poi: con un po’ di anticipo sul loro atteso arrivo in Italia, abbiamo visto in Inghilterra dal vivo lo show dei Goat, e ne parliamo nella sezione apposita.
Nella pagina “crossmedia” chiamata “Transmedia Express” parliamo invece di una nostra vecchia, giovane conoscenza (e un tempo firma) – Andrea Girolami – e del suo bel libro appena uscito, Atlante delle cose nuove.
Analizziamo poi la solita pioggia di nuove uscite discografiche, fra cui spiccano il clamoroso secondo album degli scozzesi Django Django, art-rockers da classifica.
Maggio è il mese di ritorni importantissimi, come quelli di Goatsnake, Godspeed You! Black Emperor, Mauro Ermanno Giovanardi, Best Coast, King Khan, Africa Unite, Clementino, Hot Chip, Fabri Fibra, Levante, Godblesscomputers, Nibiru, Faith No More, Holly Herndon, Palma Violets, Sacri Cuori, Tyler The Creator, Unknown Mortal Orchestra, Walls, Wombats e tantissimi altri.

Il sempre amato/odiato Morrissey (col suo album Your Arsenal di una ventina di anni fa) è invece il protagonista della nostra rubrica “Disco Ring”.

“Rumore” 280, maggio 2015, è in edicola al prezzo di 6 euro e in formato digitale da ora. Buona lettura!

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